Biografia Dopo aver frequentato le scuole medie e superiori presso il seminario di Alba, dove è stato allievo di don Natale Bussi, ha conseguito il diploma di maturità classica da privatista presso il liceo classico della stessa città. Si è poi iscritto all'Università di Torino, dove si è laureato in Letteratura cristiana antica con Michele Pellegrino. Ha perfezionato i suoi studi a Parigi (Sorbona, École pratique des hautes études) e a Roma (Istituto biblico). Ha tenuto presso l'Università di Torino dal 1968 al 1980 la cattedra di Letteratura cristiana antica (dal 1966 al 1973 anche l'incarico di Filologia bizantina), e dal 1980 al 1999 quella di Letteratura greca.
È stato socio nazionale residente dell'Accademia delle Scienze e fondatore e condirettore della rivista Civiltà classica e cristiana (1980-1993). Nel 1989 ha vinto il Premio per la saggistica «Città di San Salvatore Monferrato. Carlo Palmisano».
Con un gruppo di colleghi-amici, tra i quali Giorgio Bàrberi Squarotti, Gian Luigi Beccaria, Marziano Guglielminetti, Claudio Magris, negli anni settanta e ottanta ha fatto parte della redazione di Sigma (1964- 1975), rivista interdisciplinare che pubblicava saggi di linguistica, testi di narrativa e poesia, scritti di critica letteraria.
Alle elezioni politiche del 1994 fu candidato con il Patto per l'Italia nel collegio uninominale di Settimo Torinese della Camera, senza essere eletto.
Attività critico-filologica La produzione scientifica di Corsini, così come la sua attività didattica, è stata caratterizzata dall'attenzione alle connessioni e all'integrazione fra diverse discipline, classiche e moderne. I suoi interessi hanno infatti spaziato tra il mondo classico e quello biblico-cristiano, arrivando a toccare anche la tradizione successiva, medievale e moderna.
Per quanto riguarda l'ambito cristiano dei suoi studi, Corsini ha ereditato da Michele Pellegrino, suo predecessore sulla cattedra, l'approccio squisitamente letterario agli autori, secondo quella visione della letteratura cristiana antica come vera letteratura che il suo maestro aveva inaugurato. Si è occupato di letteratura martirologica, di Gregorio di Nissa, Origene, Orosio, Sinesio, Agostino e, in campo biblico, soprattutto del Vangelo di Marco e dell'Apocalisse.
Tra i suoi lavori nell'ambito della letteratura greca, si segnalano lo studio sulla Poetica di Aristotele e la tragediaLo Stato come perfetta tragedia, in "Sigma" 9 (1976), pp. 3-42; rist. col titolo Lo Stato come perfetta tragedia. Osservazioni sulla "Poetica" di Aristotele, in La polis e il suo teatro, a cura di E. Corsini, vol. II, Padova, Editoriale Programma, 1988, pp. 111-156 e le ricerche su Aristofane, condotte a partire dal 1980Si veda soprattutto La polemica contro la religione di Stato in Aristofane, in La polis e il suo teatro, Padova, Editoriale Programma, 1986, pp. 149-183; Gli "Uccelli" di Aristofane: utopia o satira politica?, in Atti del Convegno Nazionale di studi dell'A.I.C.C. su "La città ideale nella tradizione classica e biblico-cristiana" (Torino, 2-4 maggio 1985), a cura di R. Uglione, Torino, Regione Piemonte- Assessorato alla cultura, 1987, pp. 57-136; Aspetti della pace in Aristofane, in Atti del Convegno Nazionale di studi dell'A.I.C.C. su "La pace nel mondo antico" (Torino, 9-11 aprile 1990), a cura di R. Uglione, Torino, Regione Piemonte- Assessorato alla cultura, 1991, pp. 73-93.
Nell'ambito modernistico, i suoi studi su Pavese e Fenoglio rimangono tuttora dei capisaldi della bibliografia critica sui due autori. Tra i lavori su Pavese, è da ricordare quello del 1964 sui Dialoghi con LeucòE. CORSINI, Orfeo senza Euridice: I Dialoghi con Leucò e il classicismo di Pavese, «Sigma» 3-4, 1964, pp. 121-146., un saggio pionieristico sul tema del classicismo pavesiano. Su Fenoglio, che conobbe personalmente e di cui fu amico, Corsini ha svolto uno studio filologico in relazione ad uno dei più intricati e controversi problemi della critica novecentesca, quello relativo alla cronologia del Partigiano JohnnyE. CORSINI, Ricerche sul fondo Fenoglio, in «Sigma», 26, 1970. La tesi di Corsini, secondo la quale il disegno del romanzo appartiene alla maturità di Fenoglio ed è databile tra il '56 e il '59, è stata confermata, in anni più recenti, nell'edizione del Partigiano Johnny curata da Dante Isella per Einaudi (D. ISELLA, Itinerario fenogliano, in B. FENOGLIO, Romanzi e racconti, Torino, Einaudi, 2001, pp. 1491-1528)..
Altri interessi All'impegno di filologo e studioso di letteratura, Corsini ha inoltre spesso affiancato l'attività del polemista militante, collaborando con quotidiani e periodici (La Stampa, Il Nostro Tempo, Avvenire, L'Osservatore Romano...).
Nella sua personalità eclettica, di vero «umanista» sempre alla ricerca «di totalità umana di esperienze», secondo la definizione di Giorgio Barberi SquarottiCfr. AA.VV, Voce di molte acque. Miscellanea di studi offerti a Eugenio Corsini, Silvio Zamorani Editore, Torino 1994, p. XVIII., complementari alla produzione scientifica sono state la creazione letteraria e la sperimentazione nell'ambito delle arti figurative. Corsini è infatti autore di poesie e racconti - scritti soprattutto negli anni cinquanta e sessanta - che solo in parte sono stati pubblicati mentre era in vita, ricevendo significativi apprezzamenti criticiSi veda per es. la raccolta di poesie Come è questo giorno, pubblicata nel 1962 da Rebellato. Nell'Introduzione di Giorgio Barberi Squarotti i versi raccolti nel volumetto sono considerati «fra i non molti che contano qualcosa» nel panorama letterario di quel periodo. Lo stesso Barberi Squarotti, a proposito del racconto La rondine bianca, che fu pubblicato nella rivista «Questioni» di Mario Lattes, si esprime in questi termini: «uno dei più belli in assoluto del ‘genere breve’ del Novecento», «un racconto metafisico, ma ambientato nelle Langhe», «uno dei rarissimi che rappresentano il tragico cristiano, l’umano e il divino, strettamente congiunti, il visionario e la natura, nell’estrema tensione di entrambe le esperienze» (cfr. Eugenio Corsini. Giornata di studio in occasione dei 90 anni, «Quaderni dell'Accademia delle Scienze», 23, 2015, p. 24.).. Nel dicembre del 2024, in occasione del centenario della nascita, hanno visto la luce, per i tipi di Lindau, due volumi che raccolgono l’intera produzione letteraria di Corsini: Come è questo giorno e altro. Poesie 1952-1985, a cura di Giovanni Barberi Squarotti, e La rondine bianca e altri racconti, a cura di Valter Boggione.
Quanto alle arti figurative, si è cimentato nella pittura e, meno spesso, nella scultura, rivelando particolare attitudine al disegno, spesso ispirato a temi letterari o biblici, e alla rappresentazione di paesaggi, nature morte, figure umane e animali delle natie Langhe.Alcuni disegni sono pubblicati in Voci di molte acque. Miscellanea di studi offerti a Eugenio Corsini, Silvio Zamorani Editore, Torino 1994.
Della tradizione e della cultura langarola Corsini è stato non solo un cantore attraverso la creazione letteraria e artistica, ma anche un vero e proprio custode, che ha cercato di proteggerne la memoria mediante l'azione concreta.
Fortissimo il suo legame con San Benedetto, paese al quale si legò sin dalla primissima infanzia, frequentandovi le scuole elementari, e dove tornò alla fine degli anni '60, comprando e restaurando l'antica maestosa dimora della sua maestra, Luigia Chiavarino, la nota "casa della maestra", presenza costante nei racconti di Fenoglio, che appoggiato al suo muro esterno era solito sedersi a scrivere durante i frequenti soggiorni a San BenedettoLa "Casa della maestra" è una delle tappe del Parco letterario di San Benedetto Belbo, un itinerario fenogliano tra i luoghi del paese spesso citati nelle opere dello scrittore. Si veda al link seguente: parco letterario San Benedetto. La casa di San Benedetto costituisce inoltre lo spunto che ha dato vita al libro Tre amici di Piera Egidi (Cantalupa, Effatà, 2009): tra le sue mura per tanti anni hanno rinnovato l'abitudine di ritrovarsi i tre protagonisti, Eugenio Corsini, Giorgio Barberi Squarotti e Giorgio Bouchard, i "tre amici" che l'autrice racconta intrecciando la storia delle loro vite, dei loro studi e delle loro opere con quella della casa della maestra, del paese, di Fenoglio, della Resistenza.. In paese, e in tutte le Langhe, Corsini fu per decenni una presenza viva e costante, un personaggio noto per le sue iniziative originali e innovative. Oltre che amministratore comunale e presidente della Pro Loco, fu fondatore della cantoria "La Betulla", che per oltre vent’anni portò ovunque i canti popolari piemontesi, e istituì un Festival per l’esibizione e la premiazione di cantorie. Fu inoltre promotore di iniziative culturali, mostre e convegni, fondò una cooperativa agricola e ideò la realizzazione del Lago delle verne. Non perse mai occasione di adoperarsi, con la parola e con l'azione, per illustrare e custodire ogni aspetto della civiltà langarola, che si trattasse di "masche", di cura dei boschi, di canti e racconti popolari, di vino e cibi o della suggestiva "festa dei Micun", antica tradizione sanbenedettese.
L'interpretazione dellApocalisse Indubbiamente la sfida più importante che Corsini ha affrontato è stata l’interpretazione dell’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro su questo testo, a cui si è dedicato ininterrottamente nella sua carriera di studioso, si è tradotto nella produzione di numerosissimi articoli e in un commento pubblicato la prima volta nel 1980 (Apocalisse prima e dopo, Torino, SEI) e ripubblicato nel 2002 in una nuova rielaborazione, in cui sono aggiornate e approfondite numerose questioni esegetiche (Apocalisse di Gesù Cristo secondo Giovanni, Torino, SEI)
DellApocalisse, testo complesso, oscuro, irto di simbolismi indecifrabili, Corsini ha proposto una lettura inedita e audace, in contrasto con l'esegesi tradizionale, per lo più incentrata sulla convinzione che il libro parli delle catastrofi che accompagneranno la fine del mondo e la seconda venuta di Cristo. La sua interpretazione controcorrente ha suscitato dibattiti, polemiche e anche notevoli echi mediatici, raggiungendo un pubblico internazionaleIl commento del 1980 è stato infatti tradotto in inglese (The Apocalypse: the perennial revelation of Jesus Christ, Dublin, Veritas, 1983), in portoghese (O Apocalipse de Sâo Joâo, ed. Paulinas, Sâo Paulo 1984), in francese (L’Apocalypse maintenant, Editions du Seuil, Paris 1984)., ed è diventata un punto di riferimento imprescindibile per gli studiosi.
Il metodo interpretativo Al centro della lettura innovativa di Corsini sta innanzitutto il recupero del significato originario del termine «apocalisse» così come GiovanniPer quanto concerne il discusso problema dell'autore dell'ultimo libro del Nuovo Testamento, Corsini ritiene che la tradizionale attribuzione all'apostolo ed evangelista Giovanni si possa ancora sostenere, data la profonda consonanza della visione teologica sottesa allApocalisse con quella escatologia realizzata a cui si ispira l'intero corpus giovanneo (Crf. Apocalisse prima e dopo cit., pp.19 ss., 81 ss.) l’ha usato all’inizio del suo libro, contro l’uso catastrofista che se ne è diffuso nel linguaggio e nella cultura correnti.