La basilica di San Giovanni Battista, nota anche come chiesa della Natività di San Giovanni Battista o, più semplicemente, chiesa di San Giovanni Battista, è il principale luogo di culto cattolico nonché la parrocchiale di Lonato del Garda, in provincia di Brescia e diocesi di Verona; fa parte del vicariato del Lago Bresciano..
Dall'impronta barocca, è considerata uno dei maggiori esempi di architettura settecentesca bresciana e più in generale lombarda.
Storia Prima della parrocchiale dedicata a san Giovanni Battista Fino al 1339 il nucleo di Lonato si trovava circa un chilometro a nord dell'odierno abitato, nei pressi della collina dove sorge l'antica pieve di San Zeno. Tale pieve, con l'avvento del cristianesimo nella zona e l'abbandono progressivo della vicina villa romana di Colombare delle Pozze, venne edificata nel V secolo e divenne il centro religioso del primitivo paese di Lonato. La chiesa di San Zeno venne distrutta dagli ungari nel X secolo e riedificata tra i secoli X e XII con relativo castello.
Grazie ad una bolla di Lucio III del 1184, con la quale venivano confermati i beni della pieve di Lonato, e dove si fa riferimento all'antico castello definendolo castrum vetus, ovvero castello vecchio, si può presagire l'esistenza di un castello "nuovo" situato non lontano dalla pieve. Questo castello viene identificato con la Rocca, a quel tempo di dimensioni più ridotte rispetto ad oggi, che, secondo gli studi moderni, sarebbe stata edificata già a partire dal X secolo e che fungeva da fortificazione per il borgo noto come Cittadella, una delle zone più vecchie del centro storico di Lonato.
Nel 1339 la pieve di San Zeno, il suo castello e l'intero abitato vengono distrutti dalle truppe di Lodrisio Visconti in lotta con lo zio Azzone per il dominio su Milano. Dopo la distruzione, la pieve venne subito riedificata ma il centro venne spostato nella già esistente Cittadella che oltre alla rocca era munita di una cinta muraria ancora in parte visibile.
Secondo gli storici locali la Cittadella avrebbe avuto una chiesa propria dedicata a San Pietro, oggi scomparsa, situata o tra le case del borgo o all'interno dei quartieri della rocca oppure dove sorge la chiesa di Sant'Antonio Abate. Lo storico lonatese secentesco Andrea Parolino scrive che questa chiesa venne citata in due documenti: uno del 1376, dove è scritto che l'arciprete celebrava la messa sia nella parrocchiale sia in rocca per i soldati nella chiesa di San Pietro, e uno del 1398. Dagli scritti dello storico lonatese Giacomo Attilio Cenedella (1801-1878) è noto che nell'Ottocento presunte tracce dell'edificio erano ancora visibili in un orto tra le case della Cittadella, sempre il Cenedella sostiene che la chiesa di San Pietro sarebbe stata abbandonata tra il XV e il XVI secolo. Inoltre è del Trecento anche la prima edificazione della chiesa di Santa Maria del Corlo, situata però al di fuori della Cittadella. Tuttavia, con l'affermazione del nuovo centro principale venne edificata una nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista.
La prima parrocchiale La prima parrocchiale del nuovo centro di Lonato venne realizzata subito dopo la distruzione nel luogo attuale ovvero fuori dalle mura della Cittadella. Venne dedicata questa volta a san Giovanni Battista già titolare del vecchio fonte battesimale. Non si conoscono le forme di questa prima parrocchiale, era però situata nello stesso luogo dove sorge il duomo quindi all'esterno della vecchia cinta muraria che tuttavia venne ampliata, insieme alla rocca, per ordine di Beatrice Regina della Scala, a causa dell'espansione dell'abitato.
La seconda parrocchiale Tra il XV e il XVI secolo Lonato, passato nel 1441 sotto il dominio veneziano, fu interessato da diverse novità in ambito urbanistico soprattutto a causa dell'aumento demografico, arrivato a circa 6000 abitanti nel 1530. Le mura e la rocca furono estese e rafforzate, venne ampliata la chiesa di Santa Maria del Corlo ed edificata la chiesa di Sant'Antonio Abate. Fu necessario inoltre dotarsi di una chiesa parrocchiale più ampia. I lavori iniziarono quindi nel 1488, la nuova chiesa, costruita nello stesso luogo della precedente, era già agibile nel 1500; venne poi completata e consacrata il 15 ottobre del 1540 dal vescovo di Verona Gian Matteo Giberti. L'edificio, del quale si conoscono le planimetrie, era di forma rettangolare, dotato di otto altari e erano autorizzate a officiare ben cinque confraternite.
La terza ed ultima parrocchiale All'inizio del XVIII secolo il comune, dotato di una buona condizione economica, vide un nuovo aumento della popolazione. Nel 1731 il General Consiglio deliberò dunque l'ampliamento della parrocchiale, danneggiata inoltre nel 1648 dalla costruzione, da parte della confraternita del Santissimo Sacramento, di una cappella sul lato sinistro della chiesa per la quale fu necessario praticare una profonda apertura tagliando anche alcune chiavi del soffitto.
I lavori furono affidati all'architetto lonatese Paolo Soratini il quale presentò un primo progetto che però fu bocciato. Il secondo progetto fu sottoposto alla superperizia dell'architetto Giovanni Battista Marchetti il quale stava progettando la facciata del duomo di Brescia. Il Marchetti avanzò delle critiche che Soratini riuscì però a confutare. Paolo Soratini dovette inoltre sollecitare più volte il comune per il pagamento del suo onorario. Concorsero alla costruzione non solo i cittadini lonatesi ma anche l'arciprete e sessantotto sacerdoti i quali, oltre a occuparsi della raccolta delle offerte, offrirono servizio di manodopera gratuitamente.
I primi lavori effettuati furono la demolizione della sagrestia, e di alcune stanze adiacenti, e gli scavi delle fondazioni del coro e del campanile. La prima pietra fu posata il 10 ottobre 1738, i lavori proseguirono fino a dicembre sotto la supervisione del Soratini il quale riceveva uno stipendio di sole 3 lire giornaliere. I lavori ripresero, sempre sotto la guida dello stesso architetto, nel maggio del 1739 quando vennero posati i basamenti di botticino e furono innalzati i primi muri. Sorsero tuttavia diverse polemiche riguardo alla posizione del campanile e della sagrestia, la competenza e il compenso dell'architetto e l'abbattimento della cappella del Santissimo Sacramento. Promotore delle proteste fu Donato Panizza, priore della Confraternità del Santissimo Sacramento, tuttavia il comune lo sollevò da ogni incarico di modo che non intralciasse i lavori. Nello stesso anno la Fabbrica, per risparmiare sui costi, destituì il Soratini dal suo incarico. Nel 1742 venne ultimata la costruzione del campanile.
Il 18 settembre 1743 il capitano di Brescia Almarò Barbaro intimò al capitano di Lonato, Bonaventura Diedo, di sospendere i lavori perché iniziati senza richiedere l'autorizzazione del Senato Veneziano. Fu probabilmente Donato Panizza a richiedere l'intervento. I lavori furono quindi sospesi, ricorda quest'evento una pietra presente sulla parete sinistra dell'ingresso laterale sud, che si trova a destra rispetto all'entrata principale, dove venne inciso l'anno della sospensione, il 1744.
Nel 1750, ottenuta l'autorizzazione, i lavori poterono riprendere. Nel 1760 nonostante mancassero gli altari, il pavimento e la cupola, era possibile officiare all'interno della chiesa; la facciata era stata completata. Nel 1772 si decise la costruzione della cupola, nel 1776 venne ricoperta di rame, nonostante il Parolini avesse previsto una copertura in piombo. Per gran parte delle decorazioni interne, soprattutto per quelle di molti altari, vennero utilizzati elementi già preesistenti.
Completati gli altari e gli affreschi della cupola e della navata, nel 1780, diciotto anni dopo la morte del Parolini, la chiesa venne consacrata il 22 ottobre dal vescovo di Verona Giovanni Morosini. Nel 1787 venne posato il pavimento e nel 1788 i banchi e la bussola.
Nel 1980, in occasione del bicentenario della consacrazione, il duomo di Lonato fu insignito del titolo di basilica minore da papa Giovanni Paolo II.
Nel corso del tempo la chiesa è stata soggetto di alcuni furti, il più dannoso è stato quello del 15 aprile 1982 avvenuto di notte e durante il quale sono state sottratte soprattutto piccole decorazioni d'altare come statuette e le statue delle acquasantiere.
Tra il 2002 e il 2003 le decorazioni, gli affreschi, le pareti, le volte e gli altari laterali sono soggetti ad un importante restauro conservativo.
In occasione dell'anno santo 2025, la chiesa è stata insignita del titolo di chiesa giubilare.
Descrizione Esterno
La facciata Il progetto del Soratini non prevedeva la parti laterali, ovvero il lato sud dell'ex-casa della fabbriceria e il lato nord di Palazzo Carpaneda, che secondo alcuni "mortificano lo slancio ascensionale". La facciata è in marmo ed è scandita da una trabeazione in due registri. Al centro del registro inferiore è presente il grande portale marmoreo della fine del XVIII secolo. Al centro del registro superiore si apre un grande finestrone al di sopra del quale è presente lo stemma di Lonato retto da due angeli. Completano la facciata quattro statue alte circa 230 cm ciascuna, due sui riccioli ai lati al finestrone, a destra dell'osservatore Santa Barbara, a sinistra santa Caterina d'Alessandria, e due nelle nicchie sempre ai lati del finestrone, a destra dell'osservatore sant'Annone, a sinistra san Zeno, attribuite a un seguace dei Calegari.
La cupola All'incrocio tra la navata centrale e il transetto, si eleva la grande cupola a otto vele che arriva ad un'altezza di circa 60 m. Di forma soprasemicircolare, come da progetto del Soratini, è sostenuta da un tamburo dal diametro di circa 20 metri. La struttura è ricoperta di rame, nonostante il Soratini avesse previsto l'utilizzo del piombo. La cupola si conclude con una piccola lanterna sormontata a sua volta da un piccolo cupolino sulla sommità del quale è stata posta nel 1816 una statua lignea ricoperta d'oro di san Giovanni Battista alta circa 5 metri con piedi una piccola pecora.
Lo storico ottocentesco Orazio Tessadri, nelle proprie "Memorie", scrive che nel 1842 i lonatesi rinunciarono alla costruzione di un teatro, per il rifacimento delle coperture sia del cupolino della torre civica, a quel tempo non merlata, e della cupola della basilica. Sempre il Tessadri scrive che sulla testa della statua del Battista è presente una lamina, o forse più, di rame che riporta il nome degli artisti che lavorarono all'opera, Antonio Campra, Giuseppe Bontempi e Luigi Frera.
Il campanile
La torre campanaria è addossata al fianco meridionale dell'edificio. La costruzione venne ultimata nel 1742. È di pianta quadrangolare, l'intonacatura è a base di calce mentre la copertura è in metallo. Il campanile è dotato di cinque campane realizzate dalla ditta Cavadini di Verona, quattro sono state fuse fuse nel 1885 e una nel 1952, la più grossa pesa sei quintali mentre la più piccola due, vi è inoltre un campanello di cui sono noti solo il diametro, il peso (trentacinque chilogrammi) e nota musicale, molto probabilmente è della seconda metà del XVIII secolo. Le campane suonano "all'ambrosiana" mentre il campanello suona manualmente con il sistema detto "alla romana". Ogni campana è inoltre caratterizzata da un proprio motto: la V (la più grande), "Lodare Dio, chiamare la gente, radunare il clero", la IV, "Invocare i defunti, tenere lontana la peste, rendere solenni le feste", la III "Esprimere speranza di salvezza", la II, "Invitare la gente ad ascoltare la parola di Dio", la I (la più piccola), "Invocare Dio perché tenga lontani i fulmini e la grandine". Anche sul campanello è inciso un motto, "Ave Maria gratia plena".