Joker è un film del 2019 co-scritto, diretto e co-prodotto da Todd Phillips.
Basato sull'omonimo personaggio di DC Comics, ma scollegato dal DC Extended Universe (DCEU), vede Joaquin Phoenix interpretare il protagonista, affiancato nel cast da Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy e Brett Cullen. Il film segue le vicende di Arthur Fleck, un clown fallito e aspirante cabarettista la cui discesa nella malattia mentale e nel nichilismo culmina con la nascita di un alter-ego, il "Joker", che darà vita a una violenta rivoluzione controculturale contro i ricchi, in una Gotham City ormai in decadenza. Distribuito da Warner Bros. Pictures, Joker è prodotto da Warner Bros. Pictures e DC Films in associazione con Village Roadshow Pictures, Bron Creative e Joint Effort.
Phillips ha concepito Joker nel 2016 e, insieme a Scott Silver, ha scritto la sceneggiatura per tutto il 2017. I due si sono ispirati agli studi sui personaggi degli anni '70 e ai film di Martin Scorsese, in particolare Taxi Driver (1976) e Re per una notte (1982). Scorsese era inizialmente coinvolto nel progetto come produttore. Il film adatta liberamente elementi della trama dal graphic novel Batman: The Killing Joke (1988) e dalla miniserie a fumetti Batman - Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986), ma Phillips e Silver non si sono basati su fumetti specifici per trarre ispirazione, né intendevano collegarlo a qualsiasi precedente continuity cinematografica di Batman. Joaquin Phoenix si è unito al progetto nel febbraio 2018 ed è stato scelto definitivamente a luglio, mentre la maggior parte del cast ha firmato entro agosto. Le riprese si sono svolte a New York, a Jersey City e Newark, da settembre a dicembre del 2018. Joker è il primo film live-action di Batman a ricevere la classificazione R dalla Motion Picture Association.
Joker è stato presentato in anteprima alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 31 agosto 2019, dove ha vinto il Leone d'oro. Il film è uscito il 4 ottobre dello stesso anno ricevendo recensioni miste ma perlopiù positive e diventando un grande successo al botteghino, stabilendo un record nel mese di ottobre e incassando oltre 1 miliardo di dollari, diventando il primo film con rating R a raggiungere tale traguardo, nonché il maggiore incasso, mantenendo questo primato fino a quando non è stato superato il 16 agosto 2024 da Deadpool & Wolverine. È stato inoltre il sesto film di maggior incasso del 2019 e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, vincendo inoltre due Golden Globe e due Premi Oscar su ben undici candidature, record per l'edizione, divenendo la prima pellicola basata su un personaggio DC Comics a concorrere come miglior film nonché la seconda, basata su personaggi appartenenti al mondo dei fumetti, a essere candidata in questa categoria.
Un sequel, intitolato Joker: Folie à Deux, è uscito il 4 ottobre 2024, ma non ha ricevuto lo stesso successo, deludendo sia a livello commerciale che critico.
Trama Gotham City, 1981. Arthur Fleck è un individuo profondamente alienato che vive con l'anziana madre Penny in un appartamento dei bassifondi della città, sempre più preda del degrado e della disuguaglianza sociale. Oltre a essere depresso, l'uomo soffre di un raro disturbo che gli provoca improvvisi attacchi di risate, specie in momenti di tensione, ovvero il riso spastico, tipica espressione della sindrome pseudobulbare. Il suo sogno è diventare un cabarettista come il suo idolo, il presentatore televisivo Murray Franklin, ma la mancanza di talento e agganci lo costringe a guadagnarsi da vivere come semplice clown. La sua squallida routine è risollevata solo dalle fugaci visioni di Sophie Dumond, la vicina di casa di cui è invaghito.
Mentre il miliardario Thomas Wayne si candida a sindaco e dopo che è stata diffusa la notizia di grossi tagli alla spesa pubblica, tra cui il servizio di assistenza sociale di cui Arthur beneficia, l'uomo subisce un pestaggio da parte di alcuni teppisti. Hoyt Vaughn, il suo capo, lo rimprovera ritenendolo responsabile del danno, facendo così crescere il suo senso di frustrazione. Saputo dell'incidente, un collega di Arthur, Randall, gli dà una pistola per difendersi, ma questa gli cade di tasca durante un'esibizione per alcuni bambini ricoverati in un ospedale pediatrico: l'episodio gli fa perdere il posto. Quella stessa notte, mentre torna a casa in metropolitana ancora truccato da pagliaccio, Arthur viene preso di mira da tre giovani yuppies che cominciano a picchiarlo. Stavolta però Arthur reagisce, estrae la pistola e li uccide per poi darsi alla fuga. L'identikit dell'assassino, unito al fatto che le vittime fossero degli impiegati di Wayne e che proprio questi definisca "clown" chi gode della loro morte solo perché più povero di loro, fa sì che sempre più persone tra le classi sociali più disagiate si identifichino nel misterioso giustiziere e protestino mascherati da pagliacci contro Wayne: il senso di rivalsa scaturito dall'omicidio dà ad Arthur la fiducia necessaria per dichiararsi a Sophie, con cui comincia una relazione, e per far il provino da cabarettista; poco dopo, in una delle tante lettere che la madre scrive a Wayne, Arthur apprende di essere figlio di Wayne, nato da una relazione illecita con la donna, che fu sua segretaria negli anni cinquanta.
Arthur si reca quindi a Villa Wayne per parlare con il presunto padre, ma viene allontanato dal maggiordomo Alfred dopo aver scambiato qualche parola con il piccolo Bruce. La sera stessa torna a casa, dove scopre che un'ambulanza sta portando via sua madre, colpita da un ictus; mentre è fuori dall'ospedale una coppia di detective, gli ispettori Burke e Garrity, lo raggiungono e lo interrogano in merito agli omicidi della metropolitana e agli episodi che hanno causato il suo licenziamento; rivelano inoltre di aver già interrogato sua madre al riguardo e che la donna non aveva retto, rendendo necessario il suo ricovero. Arthur mente, per poi rientrare in ospedale dove rimane insieme a sua madre e Sophie, che lo ha raggiunto. Inaspettatamente assiste allo show di Murray Franklin, che deride il suo malriuscito provino mandato in diretta; questo scatenerà nell'uomo un immenso rancore verso il suo idolo d'infanzia. Il giorno dopo, Arthur si infiltra a un evento di beneficenza di Thomas Wayne per chiedergli spiegazioni su sua madre e sulla presunta relazione tra i due; riesce ad avvicinarlo mentre si trova in bagno ma il magnate afferma che la donna è una malata mentale ossessionata da lui e che Arthur non è affatto suo figlio biologico, poiché in realtà è stato adottato. Recatosi all'Arkham State Hospital Arthur scopre l'amara verità: sua madre soffre di un disturbo delirante e di un disturbo narcisistico di personalità, e lo adottò per spacciarlo come figlio di Thomas, abbandonandolo poi agli abusi del suo partner, che lo maltrattò a tal punto da provocargli il trauma cerebrale all'origine del suo disturbo (nonostante venga insinuato in un flashback che in realtà Thomas abbia fatto falsificare i documenti per insabbiare la vicenda). Arthur torna quindi a casa di Sophie, dove si rende conto che la storia d'amore vissuta insieme a lei era solo il frutto di allucinazioni e che in realtà lui per lei è poco più di un estraneo. Il giorno successivo Arthur si reca in ospedale dove uccide la madre soffocandola con un cuscino, ritenendola responsabile di avergli distrutto la vita.
L'indomani Arthur riceve un'inattesa telefonata che lo informa che la produzione dello show di Franklin lo vuole come ospite di una puntata. Arthur accetta, con l'intenzione di suicidarsi in diretta TV. Nel frattempo i suoi ex colleghi Randall e Gary gli fanno visita in quanto hanno saputo della morte della madre. Arthur, a sangue freddo, uccide selvaggiamente Randall con delle forbici, ma risparmia Gary, poiché è stato l'unica persona ad averlo davvero rispettato. Arthur si prepara quindi a partecipare allo show realizzando un nuovo make-up da clown, tingendosi i capelli di verde e truccandosi la faccia in modo da somigliare alla maschera che indossa chi sta protestando in città; mentre si prepara, trova una foto di sua madre da giovane con una dedica che dice "Amo il tuo sorriso. T.W." da cui si intuisce che dopotutto Penny potesse realmente aver avuto una relazione segreta con Thomas Wayne, il che lascia un margine di dubbio sul fatto che quest'ultimo possa essere davvero il padre di Arthur. Tuttavia, ormai disinteressato a tutto ciò, e per essere stato allontanato da Thomas Wayne senza alcun rimorso, Arthur distrugge la foto della madre e si dirige agli studi televisivi, abbandonandosi totalmente alla sua follia e sentendosi felice per la prima volta. Lungo la strada si imbatte nei due detective che aveva già conosciuto (dopo che Gary ha denunciato l'omicidio di Randall), i quali lo rincorrono per interrogarlo ma Arthur riesce a seminarli nella metropolitana. All'interno di essa scoppia in breve una rissa tra i manifestanti e a uno dei detective parte accidentalmente un colpo che uccide un uomo, scatenando l'ira di tutta la gente che si avventa sui due detective pestandoli e ferendoli gravemente. Mentre la grande manifestazione dei clown anti-Wayne monta fuori dallo studio televisivo, anche la situazione al suo interno trascende e Arthur, che ha adottato lo pseudonimo di Joker, rivela di essere lui l'assassino dei ragazzi nella metro e accusa la società di essere la vera responsabile di ciò che è diventato. Successivamente uccide Franklin in diretta, accusandolo di essere orribile, poiché lo ha umiliato mandando il suo video in diretta per poi invitarlo al suo show, prendendosi gioco di lui. Il gesto scatena ancora di più la folla, che mette a ferro e fuoco la città, e poco dopo Thomas e sua moglie Martha vengono uccisi in un vicolo, davanti al figlio Bruce, da uno dei clown. Arthur viene arrestato per l'omicidio degli yuppies, di Randall e di Murray e condotto via da una volante attraverso la città invasa dalla folla infuriata: quest'ultima, nel marasma generale, riesce a distruggere la volante tamponandola con un'ambulanza. Arthur, svenuto per l'incidente, si sveglia circondato dalla gente che lo acclama e quindi sale sul tettuccio della volante e balla per la folla per poi disegnarsi con il suo stesso sangue un sorriso sulle labbra, trasformandosi definitivamente nel Joker.
Rinchiuso nell'ospedale psichiatrico, una nuova psichiatra chiede ad Arthur di raccontarle la barzelletta che lo ha spinto a ridere per conto suo; Arthur, che sta ridendo all'idea che il piccolo Bruce Wayne crescerà solo nella tristezza come ha fatto lui, risponde che non l'avrebbe capita. Arthur esce dalla stanza lasciando dietro di sé una scia di impronte di sangue, probabilmente della psichiatra appena uccisa, venendo rincorso dagli infermieri per i corridoi dell'istituto.
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