Canzo (Canz in dialetto brianzoloCanz con l'ortografia milanese classica & al. Con l'ortografia lecchese Cânz e con l'ortografia ticinese & al. Caanz. In ogni caso la pronuncia in dialetto canzese è [ˈkaːnts], mentre in dialetto milanese & al. è [ˈkãːs]., AFI della pronuncia locale: ) è un comune italiano di abitanti in provincia di Como in Lombardia. Il paese, appartenente alle Prealpi lombarde, è vertice settentrionale della Brianza e capoluogo della Comunità Montana del Triangolo Lariano.
Geografia fisica
È il paese dell'Alta Brianza che si continua con la Valassina (da cui è separato dalla cascata della Vallategna), situato nella Val Ravella circondata dai monti Cornizzolo (nell'idioma locale, Curnisciöö), Corni di Canzo (Còrni o Curunghèj), Barzaghino (Barzaghìn) e Scioscia (Sciòscia).
È attraversato dal torrente Ravella (Ravèla), lungo il quale si è formato il centro storico, e a ovest marginalmente dal fiume Lambro (Lambar) in corso torrentizio, proveniente dalla limitrofa Valassina; inoltre sono presenti molte fonti nelle montagne del paese e un lago, il lago del Segrino, in comune con i paesi di Eupilio e di Longone al Segrino.
Il sottosuolo di Gajum, a causa dello spessore straordinariamente esteso (15,35 m) del livello a pesci (uno strato di sedimenti scuri e ricchi di materia organica), è fondamentale per lo studio del Toarciano: composto da calcari marnosi pelagici, marne e argilliti marnose, ricche di nanofossili calcarei, documenta variazioni climatiche e ciclostratigrafiche ad altissima risoluzione, permettendo di tracciare la crisi e la ripresa degli ecosistemi marini occorsa nel più grande evento anossico globale del nostro eone.
L'altitudine del territorio comunale va da un minimo di 367 a un massimo di 1 373 m s.l.m.
Sul territorio comunale di Canzo sono presenti addirittura tre distinte aree naturali protette di diritto europeo: una è il lago del Segrino (secondo la Direttiva Habitat), di 581 ettari; un'altra è la zona di protezione speciale degli uccelli IT2020301 (Direttiva n. 79/409/CEE), di ettari, consistente in un habitat per il 40,6% eritronio-carpinio, per il 34,7% festuco-brometale, con importanti siti di orchidee, per l'11,7% aremonio-faggico, per il 9,6% betullico, per il 3,3% occupato dall'Alopecurus pratensis e dalla Sanguisorba officinalis, con 78 specie protette di uccelli, 62 di vegetali, 17 di mammiferi, 7 di rettili, anfibi e invertebrati; la terza è la riserva della Mascarpa (Direttiva Habitat), di 677 ettari.
Varie specie vegetali rare – quali la Saxifraga vandelliiScoperta a Canzo da Domenico Agostino Vandelli, nel 1763. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015; E. Bona e G. Federici, Spigolature su Domenico Agostino Vandelli…, Museo Lovere; Alcune immagini di ritrovamenti canzesi di questa specie sono reperibili su Acta plantarum: 1, 2 , 3 , 4 ., la Campanula raineriScoperta a Canzo da Candida Lena Perpenti, nel 1817. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015, Enumeratio stirpium…, Zurigo 1837. Alcune immagini di ritrovamenti canzesi di questa specie sono reperibili qui: 1 , 2 (Acta plantarum); 3 (Museum national d'histoire naturelle)., la Primula glaucescensScoperta a Canzo da Scannagatta e Moretti, nel 1822. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015., la Viola dubyanaScoperta a Canzo da Charles-Théophile Gaudin, nel 1828. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015, IPNI., lAllium insubricumScoperto a Canzo da Pierre Edmond Boissier, nel 1856. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015. Alcune foto dellAllium insubricum nel suo locus classicus (Canzo): 1 , 2 , 3 (Acta plantarum, foto di Sergio Servodio); 4, 5, 6 (KeyToNature ). e il Ranunculus fioriiScoperto a Canzo da Sandro Pignatti, nel 1976. Cfr. Peruzzi & al., An inventory of the names of vascular plants endemic to Italy…, Magnolia Press, Auckland 2015. Rarissimo, per ora attestato solo a Canzo. – sono state scoperte proprio a Canzo: di tali specie il comune lombardo costituisce, per la botanica, il locus classicus, ossia il luogo dove se ne trova la popolazione-tipo. Altri esempi di fiori rari presenti nel territorio canzese sono la Pseudofumaria alba, comunemente ritenuta assente al di fuori dell'areale illirico-appenninico Foto di alcuni avvistamenti a Canzo sono consultabili su Acta plantarum: 1 , 2 , 3 (foto di Sergio Servodio e Maria Grazia Nava). e la Minuartia grignensisCfr. Minuartia grignensis (Acta plantarum), Florula della Val Ravella, Canzo., attestata solo nelle Prealpi lombarde, in modo sporadicoAccanto a queste, alcune specie meno rare come la Telekia speciosissima (Sergio Poli, ERSAF), lEuphorbia variabilis (Foto dell’Euforbia variabile a Canzo da Acta plantarum), la Centaurea rhaetica (cfr. Florula della Val Ravella, Canzo), la Physoplexis comosa, lAquilegia einseleana e la Knautia transalpina (alcune immagini di questo fiore a Canzo: 1 , 2 , 3 , 4 )..
Origini del nome Il toponimo Canz, reso in latino con Cantius, è un vocabolo celtico collegato al gallico canto-, dal significato di "margine, lembo, appendice, bordo, contorno, angolo". La radice proto-celtica da cui deriva potrebbe essere *kanti ("insieme") oppure *kanxtu ("aratro"). Nel primo caso, verrebbe evocato anche il concetto di "adunanza popolare convocata su un colle circolare"; nel secondo caso, invece, sarebbero forse implicati i concetti di "lama" e "spigolo".Cfr. Kent, da dizionari etimologici; Glossario gallico; Etymological Dictionary of Proto-Celtic; Primitive Folkmoots. In ogni caso, il termine sembra riferirsi alla particolare posizione dell'abitato, margine triangolare dell'alta Brianza protetto dal promontorio di Scioscia. Data l'antichità dell'insediamento sacrale noto ancora a fine Cinquecento con il nome di Canza, posto tra il monte Pesora e il lago del Segrino, non si può peraltro escludere né che la parola Canz faccia riferimento a quel luogo né che l'intero territorio canzese fosse ritenuto particolarmente adatto per le adunanze dei clanLo stesso dibattito vi è per il toponimo Kent..
Storia
Nascita del borgo Le tracce più antiche di colonizzazione umana del territorio canzese risalgono all'ultima fase della glaciazione würmiana, durante il periodo mesolitico (circa 10.000 anni fa). L'accampamento di caccia situato a quota sul monte Rai (Raj) fu utilizzato durante il periodo estivo, continuativamente fino all'età del bronzo medio.
L'epoca eneolitica (2250 a.C. circa) è segnata dall'importante testimonianza di una triplice tomba a cista con stele, ritrovata in località Büdracch. Si tratta di una sepoltura in cista litica, all'aperto, con la rara presenza anche di tumulo. Le tre cassette lapidee del sito, terminanti in cuspidi, sono infatti formate in parte da muretti a secco, in parte da lastre infitte a coltello, e ricoperte da un tumulo del diametro di nove metri. Nel corredo erano presenti quattro bracciali, monili di varia formaA spirale, a molla, a tubetto, con serie di pendagli., un pendaglio a doppia spirale – rarissimo in Italia, benché frequentemente rappresentato nelle incisioni – e punte di frecce in selce.
A 200 metri dalla sepoltura, sulla riva nordorientale del lago del Segrino, sono state trovate le tracce di un insediamento abitativo coevo, utilizzato anche nella successiva età del bronzoSi tratta di un'area abitata continuativamente fino all'epoca moderna, come frazione di Canzo, nota variamente con i nomi di Lagh, Canza, Cassina dal Lach, Cà di Büdracch., con case, focolari e terrazzamenti a secco, e oggetti quali olle (scodelle) cilindriche con cordone liscio orizzontale sotto l'orloCfr. R. Nisbet e P. Biagi, Balm’ Chanto: un riparo..., Como, Archeologia dell'Italia settentrionale 1987. e ceramiche con decorazione a Besenstrich (fini striature), ritenuto un tratto di arcaicità proprio della cultura celto-alpina. Tale ritrovamento ebbe un peso importante per la conoscenza delle prime popolazioni stanziali in Brianza.
Sui Corni di Canzo sono stati trovati anche reperti del periodo della seconda immigrazione celtica (IV secolo a.C.), e in tale epoca si colloca anche l'insediamento sul sito dell'attuale centro storico, mentre si deve alla conquista romana il tracciamento delle strade principali per scopi militari e commerciali. Relativamente a questo periodo è stata scoperta una pietra miliare vicino al lago del Segrino, che indicava le distanze lungo la via strata (via lastricata), mentre nel 1822 venne messa alla luce una tomba romana con le sue suppellettili. Da Cantius, nome latino di Canzo, passava la via Mediolanum-Bellasium, che metteva in comunicazione Milano con Bellagio.
Medioevo
Nei secoli dopo la scomparsa dell'Impero romano, Canzo, in uno stato di marcata autonomia comunale, fece parte dell'area chiamata Martesana dell'arcidiocesi di Milano, e fu, formalmente, infeudata al monastero di Sant'Ambrogio. Il toponimo "Martesana" e del vicino paese di Castelmarte sono stati messi in relazione con il culto del dio Marte e alla presenza di ex legionari. Nel 1162 Federico Barbarossa pose il borgo sotto l'egida del monastero di San Pietro al Monte (sopra Civate). Infine Canzo entrò a far parte dei domini dei Visconti, al cui interno andò delineandosi la Corte di Casale (1403), unione di comuni con a capo CanzoGià un secolo prima, l'insieme di questi comuni è indicato con il nome di Squadra di Canzo..
Nel 1435, con otto altre pievi e squadre comunaliPievi di Oggiono, Missaglia, Garlate, Brivio, Agliate (comuni a est del fiume Lambro), Squadre di Nibionno e dei Mauri., la Corte costituì lUniversitas Montis Briantiae, aggregazione di comuni con voce di fronte all'autorità ducale, e in particolare di fronte al fisco, «piccola repubblica o, più precisamente, una provincia autonoma nello Stato di Milano»V. Longoni, La piccola repubblica del Monte di Brianza, in "Brianze", n. 2, settembre-ottobre 1998, pp.39-42, cit. in F. Pirovano, D. F. Ronzoni, Uomini, animali, santi nella cultura popolare di Brianza, Bellavite 2001.. Essa costituisce il territorio della Brianza storica, il nucleo originario a cui si riferisce propriamente il termine "Brianza"Il nome di Brianza, nei secoli successivi, avrà successo nella lingua corrente, venendo ad estendere il proprio significato a pressoché tutto il territorio de Medio del Contado della Martesana.. Nel 1485 lUniversitas si doterà anche di una propria Banca. Sono anni di grande sviluppo di attività mercantili e artigianali, fioritura di scalpellini, carpentieri, fabbri di altissima capacità tecnica, maestri setaioli, artisti e stampatori apprezzati in tutta l'Italia settentrionale.
Nel 1472 gli Sforza, succeduti ai Visconti nel ducato di Milano, affidarono la Corte di Casale alla ricca famiglia di armaioli dei fratelli Negroni da Missaglia, che avevano richiesto la concessione per la presenza di miniere di ferro.A Canzo, in località la Tampa al Runcaöö si trovano ancora i resti di una miniera di ferro, che allora permise l'indipendenza siderurgica del Ducato di Milano. Lo stemma della cosiddetta Cumünanza da Canz (trascurato nel 1861 ma riadottato nel 2002), rappresenta infatti «tre forni all'antica a guisa di alveari, per la fusione del ferro».Stralciato del "Decreto di concessione dello stemma" da parte del Presidente della Repubblica, datato 4 marzo 2002.
Epoca moderna Secoli XVI-XVIII