Biografia
Gli anni a Verona (1743-1760) Giuseppe Gazzaniga nacque intorno al 1737.I riferimenti bibliografici e archivistici della presente voce rimandano alla prima monografia su Giuseppe Gazzaniga, nella quale l’autore menziona puntualmente tutte le fonti consultate: Aldo Salvagno, Giuseppe Gazzaniga. Maestro di cappella della Cattedrale di Crema. Biografia, epistolario e catalogo delle opere, Lucca, Libreria Musicale Italiana, 2021. ISBN 978-88-5543-091-3. L’atto di morte della moglie Caterina Ristorini, morta nel 1806, ne attesta il coniugio con «Giuseppe Gazaniga […] d’anni sessantanove, di professione Maestro di Cappella» (cfr. Aldo Salvagno, «Gli studi accolitali di Giuseppe Gazzaniga (1737-1818)» in Insula Fulcheria, LII, 2022, p. 213. ISSN 0538-2548. https://insulafulcheria.comunecrema.it/sites/default/files/if_lii_2022_gli_studi_accolitali_di_giuseppe_gazzaniga_1737_1818_pag_211_219.pdf La famiglia, di origini presumibilmente lombarde, risulta risiedere tra il 1743 e il 1768 a Verona, città nella quale Gazzaniga ebbe la sua prima formazione presso le due istituzioni scaligere deputate alla formazione dei sacerdoti.Carlo Giusti, «Ad musicam saecularem, gli anni veronesi di Giuseppe Gazzaniga (1737-1818). Fonti documentarie e ipotesi di studio» in Insula Fulcheria, LIV, 2024, pp. 101-116. https://insulafulcheria.comunecrema.it/sites/default/files/if_liv_2024_005_giusti_pag_101_116.pdf Ammesso come privato nel 1749 alle Scuole Accolitali della Cattedrale,Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., p. 10. Gazzaniga divenne accolito partecipante nel 1757;Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., p. 18. a quel periodo risalgono le prime semplici composizioni chiesastiche pervenuteci.Giusti, «Ad musicam saecularem cit., p. 108. Giunto al quarto ordine minore del sacerdozio, Gazzaniga tra il 1758 e il 1759 frequentò come esterno il corso di filosofia presso il Seminario Vescovile, con risultati scadenti; è pero in calce a una delle schede di valutazione che compare l’esortazione ad musicam saecularem. È il primo indizio di quanto il talento di Gazzaniga, ancorché tardivamente, fosse stato riconosciuto in ambito clericale.Giusti, «Ad musicam saecularem cit., pp. 106-107.
La morte del padre Gaetano nell’agosto del 1759 pare coincidere con l’inizio della regolare formazione musicale di Giuseppe Gazzaniga. Fonti comparse nel primo Ottocento, Gazzaniga ancora vivente, ne accreditano l’incontro a Venezia con il futuro maestro Nicola Porpora, che quindi lo avrebbe condotto a Napoli.Cfr. la voce ‘Gazzaniga, Giuseppe’ scritta da Carlo Gervasoni (1762-1819) e menzionata in Giusti, «Ad musicam saecularem cit., pp. 109-110. Manca al momento un riscontro, ma documenti amministrativi lasciano desumere che Giuseppe Gazzaniga non fosse più a Verona dalla primavera del 1760.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 31-36.
Gli studi a Napoli (1760-1768) Lasciata Verona, ritroviamo Giuseppe Gazzaniga a Napoli fin dal 1761;Come attesta il frontespizio della Messa a due cori menzionata in Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., p. 288. è però dal gennaio 1762 che Gazzaniga risulta tra gli allievi del Conservatorio di Sant'Onofrio a Porta Capuana.Giusti, «Ad musicam saecularem cit., p. 111. Lì insegnò Nicola Porpora, del quale Gazzaniga rivendicò di essere stato scolaro,Cfr. la breve biografia di Porpora scritta da Gazzaniga riportata in Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 444-446. Il magistero di Nicola Porpora è ribadito da Gazzaniga anche in una sua nota autografa riportata in Flavio Arpini, «La produzione sacra di Giuseppe Gazzaniga nella Biblioteca Comunale di Crema» in Gli affetti convenienti all’idee. Studi sulla musica vocale italiana (a cura di Maria Caraci Vela, Rosa Cafiero, Angela Romagnoli), Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1993, p. 534. e dal 1767 figura nel corpo docente anche Niccolò Piccinni.Lorenzo Mattei, «Piccinni, Niccolò» in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 83, 2015 https://www.treccani.it/enciclopedia/niccolo-piccinni_(Dizionario-Biografico)/ Nel 1768, anno che coincise con la morte di Porpora, Gazzaniga esordì con l’intermezzo Il barone di Trocchia, lavoro che suggellò la conclusione degli studi a Napoli. Per il biennio successivo mancano tracce, però si può ipotizzare un ricongiungimento con la madre e le sorelle, non più presenti a Verona dopo il 1768.Giusti, «Ad musicam saecularem cit., pp. 104, 113.
I primi successi a Venezia (1770-1772) Dal giugno 1770 Giuseppe Gazzaniga fu organista dell’Ospedale dei Derelitti, istituzione veneziana presso la quale era direttore del coro Antonio Sacchini, da fonti ottocentesche accreditato quale maestro di Gazzaniga.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 42-43. Oltre al celebre autore fiorentino, emerge un primo nucleo di relazioni tra Gazzaniga e i musicisti veneziani, in primis Ferdinando Bertoni e Andrea Luca Luchesi, che nel settembre di quell’anno saranno a Verona con Gazzaniga, in occasione di un evento mariano promosso dal vescovo Niccolò Antonio Giustiniani.Giusti, «Ad musicam saecularem cit., pp. 113-115. Ed è al Teatro San Moisè, di proprietà della dinastia dei Giustinian, che Gazzaniga esordirà con il primo dei suoi successi nel gennaio 1771, quel dramma giocoso La locanda che può vantare un’ottantina di repliche documentate in tutta Europa; tra le sue opere rappresentate a Venezia nel medesimo anno, anche Il calandrano e soprattutto L’isola d’Alcina possono vantare decine di repliche. Altre frequentazioni veneziane di rilievo furono con Giovanni Bertati, autore di tutti i libretti comici messi in musica finora a Venezia di Gazzaniga, e forse con la futura moglie Caterina Ristorini, giunta a Venezia per interpretare un’opera di Luchesi nell’autunno 1771.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 47-51, 385.
Di teatro in teatro, lungo la Penisola (1773-1776) Fu probabilmente la formazione ecclesiastica di Giuseppe Gazzaniga a promuoverne l’esordio a Roma nel carnevale del 1773. L’opera seria Armida, andata in scena al Teatro Argentina, non ebbe successo né fu replicata, destino che peraltro caratterizzerà l’intera produzione seria di Gazzaniga, con rare eccezioni. Ritornato a Venezia, Gazzaniga ritenne comunque opportuno lasciare l’incarico all’Ospedale dei Derelitti e dedicarsi all’esordio teatrale a Milano, che ebbe luogo al Teatro Ducale nell’ottobre 1773 con il dramma giocoso Zon-Zon principe di Kibin-Ka-ka; anche in questo caso però si dovette trattare di un insuccesso, vista l’assenza di repliche, né dovette aver successo Il ciarlatano in fiera, andato in scena al veneziano Teatro S. Moisè nel gennaio 1774 ma mai replicato. Dopo gli esordi veneziani la carriera di Gazzaniga sembra dunque segnare il passo: all’età di trentasei anni circa la fama di Gazzaniga poggia su due soli titoli di successo quali La locanda e L’isola d’Alcina; poca cosa per un autore di opere, in un’epoca caratterizzata dall’assenza di diritto d’autore e nella quale la sola fama era il motore della carriera. In questo frangente la decisione di lasciare un incarico come quello all’Ospedale dei Derelitti pare un rischioso azzardo, mancando dunque a Gazzaniga uno stipendio fisso che ne compensasse gli insuccessi.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 53-56.
La produzione del 1775 è esigua ma significativa. Oltre alla dubbia Isola di Calipso per Verona e l’oratorio sacro I Profeti al Calvario per Reggio nell’Emilia, Gazzaniga esordì con Perseo e Andromeda al Teatro della Pergola di Firenze, riportando un vivo successo proprio nel teatro che lo vedrà pochi anni dopo trionfare con La Vendemmia. Tra la fine dell’anno e l’inizio del successivo Giuseppe Gazzaniga sposò Caterina Ristorini, che aggiungerà il nome del marito al proprio fin dal febbraio 1776; si presume che Gazzaniga risiedesse con la moglie a Bologna, città nella quale si erano stabiliti i Ristorini. Fin dal 1775 Giuseppe Gazzaniga corrispose con Giovanni Battista Martini, alla cui solerzia dobbiamo la quasi totalità delle lettere di Gazzaniga pervenute.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 56-61, 398-405.
Forse consapevole della necessità di un reddito fisso, Gazzaniga concorse e ottenne la nomina a maestro di cappella della Cattedrale di Urbino, incarico che egli avrebbe dovuto esercitare dal luglio 1776 ma che non assunse. La rinuncia è forse da ricondurre a una nuova commessa nel Granducato di Toscana, l’opera seria Gli errori di Telemaco andata in scena in aprile a Pisa e mai replicata nonostante il buon successo ottenuto.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 62-66.
Da Il marchese di Verde Antico a La vendemmia (1777-1778) Tra fine 1776 e inizio 1777 Giuseppe Gazzaniga fu nuovamente a Roma per l’allestimento de La bizzarria degli umori, andata in scena a febbraio al Teatro Capranica con buon successo e replicata; ma è a fine 1777 che vide la luce, sempre a Roma, l’intermezzo Il marchese di Verde Antico, prima versione di quella che sarà l’opera di maggior successo di Giuseppe Gazzaniga, La vendemmia. Andata in scena il 15 maggio 1778 al fiorentino Teatro della Pergola, La vendemmia è frutto dalla riscrittura di parte de Il marchese di Verde Antico, completata l’anno precedente da Francesco Piticchio causa malattia di Gazzaniga. La vendemmia perviene a un’ulteriore versione, che potremmo considerare definitiva, in occasione della replica al Teatro del Fondo a Napoli nel 1780, curata da Gazzaniga stesso in occasione del suo soggiorno nei domini borbonici (1780-1782). Dramma giocoso che segna il ritorno di Gazzaniga a un libretto di Giovanni Bertati, La vendemmia mette in scena un’idilliaca concordia tra classi sociali, certamente grata al moderato riformismo dei despoti illuminati, poi travolto dai marosi della Rivoluzione. Le riprese furono un centinaio fino al 1809, molte in grandi capitali europee; di rilievo, una messa in scena parigina tra 1778 e 1779, con la protezione della regina Maria Antonietta.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 68-71. Di rilievo sono gli scritti che introducono il libretto della messa in scena a Reggio nell’Emilia del 1779 e di quella di Napoli del 1780: l’uno dà conto di una messa in scena parigina, l’altro illustra l’evoluzione dell’opera (cfr. https://www.ilcorago.org/WPcorago/PDF/IVc/3897.pdf ;
http://www.bibliotecamusica.it/cmbm/viewschedatwbca.asp?path=/cmbm/images/ripro/libretti/02/Lo02036/ )
Un autore di successo (1779-1785) Il successo de La vendemmia consolidò la fama di Giuseppe Gazzaniga. A Roma e a Firenze tra 1778 e 1779 per l’allestimento di sue opere, tra le quali un certo successo ebbe la pièce à sauvetage Il disertore (1779), Gazzaniga approdò quindi a Napoli all’inizio del 1780. Il soggiorno nei domini borbonici si protrasse fino all’inizio del 1782 e fu caratterizzato dal favore che reali e nobiltà manifestarono nei confronti di Giuseppe Gazzaniga. Tra Roma e Napoli nel biennio successivo, Gazzaniga nel 1785 ritornò al veneziano San Moisè con due titoli che otterranno ottimo riscontro: Il serraglio di Osmano, opera che si inserisce nella scia del coevo interesse europeo nei confronti dell’Impero Ottomano, e La moglie capricciosa, titolo che vanta più di sessanta repliche fino al 1804. A coronamento di una carriera ormai consolidata, Giuseppe Gazzaniga ottenne nel 1785 il titolo di Accademico Filarmonico di Bologna.Salvagno, Giuseppe Gazzaniga cit., pp. 72-98.
«Compositore di qualche merito, ma d’uno stile non più moderno» (1786-1787)