Il semi-deserto dei monti afghani è un'ecoregione terrestre dell'ecozona paleartica appartenente al bioma dei deserti e arbusteti xerici. Identificata dal WWF con il codice PA1301, è interamente compresa in Afghanistan e occupa una serie di vallate montane interne caratterizzate da vegetazione rada e condizioni climatiche continentali e aride. Nella classificazione biogeografica di One Earth appartiene alla regione delle terre aride, praterie montane e foreste di conifere dell'Afghanistan-Baluchistan.

Territorio L'ecoregione è costituita da tre nuclei disgiunti, per una superficie complessiva di circa 13.700 km², localizzati in vallate interne aride associate all'Hindu Kush e ai suoi prolungamenti occidentali. Uno dei nuclei interessa la valle dell'Hari Rud presso Firozkoh, l'antica Chaghcharan, un altro comprende la valle di Bamiyan, mentre un terzo si trova più a est sulle pendici settentrionali del sistema montuoso.

L'ecoregione rappresenta la porzione settentrionale delle formazioni vegetali semidesertiche ad Amygdalus, ambiente di transizione fra i semideserti più aridi delle basse quote e le boscaglie e praterie montane più aperte delle quote superiori.

Il rilievo presenta una notevole escursione altitudinale. L'ecoregione comprende territori posti da poco più di 1.100 m a oltre 5.000 m di quota, mentre la valle di Bamiyan si trova a circa 2.500 m. Nel settore orientale alcuni rilievi superano i 5.800 m.

Il clima è continentale e fortemente stagionale, con estati relativamente asciutte e marcate escursioni termiche annuali e giornaliere. Nelle vallate occupate dalle tipiche boscaglie semidesertiche a mandorlo selvatico le precipitazioni si aggirano generalmente sui 150-250 mm annui, aumentando sensibilmente con l'altitudine. Alle quote maggiori gli inverni sono rigidi, con temperature ampiamente inferiori allo zero e frequenti precipitazioni nevose, che costituiscono una componente importante del ciclo idrologico stagionale.

Flora

La vegetazione è costituita soprattutto da boscaglie xerofile aperte, nelle quali la copertura degli arbusti può essere inferiore al 10%. Gli elementi più caratteristici sono mandorli selvatici spinosi appartenenti al genere Prunus, tradizionalmente compresi in Amygdalus, che formano cespugli alti generalmente fra 0,5 e 1,5 m.

Queste boscaglie sono accompagnate da arbusti nani, piante erbacee e graminacee adattate alla siccità. Fra gli elementi caratteristici delle comunità semidesertiche afghane figura Ephedra intermedia, insieme a numerosi piccoli arbusti xerofili. Nei settori relativamente più favorevoli possono comparire inoltre pistacchi selvatici (Pistacia spp.), mentre la vegetazione tende a concentrarsi maggiormente lungo impluvi, fondovalle e letti fluviali temporanei.

Una parte considerevole del territorio presenta una copertura erbacea estremamente rada o superfici quasi prive di vegetazione. Il pascolo prolungato ha contribuito in molte zone alla riduzione delle graminacee e alla crescente predominanza degli arbusti meno appetibili per il bestiame.

Fauna

La fauna vertebrata dell'ecoregione è relativamente povera rispetto alle regioni montane più umide dell'Afghanistan e non comprende vertebrati strettamente endemici noti. La posizione dell'ecoregione fra ambienti desertici, steppici e montani permette tuttavia la presenza di specie appartenenti a differenti fasce altitudinali.

Uno dei mammiferi più importanti è l'urial (Ovis vignei), diffuso dall'Afghanistan attraverso l'Iran orientale e l'Asia centrale fino al Pakistan e all'India nord-occidentale. Vive soprattutto su pendii aperti, altopiani aridi e rilievi rocciosi con vegetazione rada.

Nei settori montuosi è presente anche lo stambecco siberiano (Capra sibirica). Fra i grandi carnivori figura il leopardo persiano (Panthera pardus tulliana), i cui principali nuclei afghani sono associati all'Hindu Kush centrale e ai suoi contrafforti, comprese le province di Bamiyan e Ghor.

Alle quote maggiori e nelle regioni montane contigue può comparire inoltre il leopardo delle nevi (Panthera uncia). Il mosco del Kashmir (Moschus cupreus) è presente soprattutto nelle più umide foreste montane dell'Afghanistan orientale, in particolare nel Nuristan, e risulta quindi marginale rispetto agli ambienti semidesertici propri dell'ecoregione.

Il cervo della Battriana (Cervus hanglu bactrianus) sopravvive nell'Afghanistan settentrionale, dove è associato ai boschi ripariali di tugai lungo l'Amu Darya. Una popolazione afghana è stata confermata nella regione di Darqad dopo decenni di assenza di osservazioni documentate.

L'avifauna comprende specie proprie delle steppe e delle montagne aride. Particolarmente significativo è il fringuello alpino di Meinertzhagen (Pyrgilauda theresae), unico uccello endemico riproduttivo dell'Afghanistan e conosciuto da un numero limitato di località montane. La specie fu descritta sulla base di un esemplare raccolto presso il passo di Shibar, a circa 3.000 m di quota.

Tra gli uccelli minacciati che frequentano l'ecoregione o le sue zone umide figurano inoltre l'aquila delle steppe (Aquila nipalensis), il falco sacro (Falco cherrug) e il capovaccaio (Neophron percnopterus) e, durante le migrazioni, la pavoncella gregaria (Vanellus gregarius). Le zone umide di Band-e Amir rappresentano inoltre un'importante area di sosta per numerosi uccelli migratori.

Conservazione Le principali minacce per il semi-deserto dei monti afghani sono rappresentate dal sovrapascolo, dalla raccolta di arbusti per combustibile, dall'abbattimento dei pistacchi selvatici, dalla caccia e dall'alterazione delle risorse idriche. Il pascolo intensivo di capre, pecore e bovini riduce soprattutto la copertura delle graminacee e favorisce le specie arbustive meno appetibili. La raccolta di arbusti per il riscaldamento domestico esercita una pressione particolarmente elevata in un ambiente povero di alberi, nel quale la rigenerazione della vegetazione è lenta.

La deviazione delle acque per l'irrigazione e le siccità ricorrenti esercitano ulteriori pressioni sulle vallate e sulle piccole zone umide. A queste si aggiungono gli effetti di decenni di conflitti, che hanno favorito la diffusione delle armi da fuoco, aumentato la pressione venatoria e lasciato in alcune zone ordigni inesplosi e campi minati.

Gli ecosistemi acquatici risentono soprattutto dell'alterazione dei corsi d'acqua, delle captazioni idriche e delle siccità, fattori che possono ridurre sensibilmente la portata dei torrenti e compromettere gli habitat delle specie acquatiche.

La superficie formalmente tutelata rimane molto ridotta. Un'analisi globale della copertura delle aree protette indicava per l'ecoregione circa l'1,4% di territorio protetto sia nel 2010 sia nel 2019.

Parte dell'ecoregione interseca il parco nazionale di Band-e Amir, istituito nel 2009 come primo parco nazionale dell'Afghanistan. Nelle vicinanze si trova inoltre l'area protetta dell'altopiano di Bamiyan, istituita per tutelare paesaggi montani di elevato valore biologico e specie quali urial, stambecchi e leopardo persiano.

La conservazione dell'ecoregione dipende soprattutto dalla riduzione del sovrapascolo, dalla gestione sostenibile delle boscaglie utilizzate come combustibile, dalla tutela delle risorse idriche e dal controllo della caccia. La scarsità di indagini faunistiche recenti e le difficoltà di accesso rendono inoltre particolarmente importante il mantenimento di programmi di monitoraggio della biodiversità.

Note

Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri

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Categoria:Ecoregioni dell'ecozona paleartica