Forse per la natura della sua attività di agente segreto del colonnello Vincenzo Toschi, pur citato in diverse pubblicazioni e in atti pubblici, si hanno poche informazioni personali, in particolare le generalità. Si conosce la data di nascita, 11 dicembre 1894, mentre da alcune fonti risulterebbe aver collaborato con il SOE britannicoIdem durante la Campagna d'Italia. Biografia Col grado di sottotenente del Regio Esercito partecipa alla prima guerra mondiale, nel corso della quale è decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i combattimenti sul San Michele (Quarta battaglia dell'Isonzo) nel 67º Reggimento fanteria. Transitato nei carabinieri e quindi all'intelligence militare, nel 1941 è nominato dal generale Cesare AmèVento A., In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda, ilSaggiatore, Milano 2010, pag. 254 (comandante del Servizio fino al luglio 1943) capo dell'Ufficio "Bonsignore", unità di controspionaggio.

Dopo l'arresto di Mussolini (25 luglio 1943) si occupa di indagare sull'attività di cellule fasciste ancora operanti, malgrado la fine del RegimeIdem, pag. 271. Col grado di colonnello, serve alle dipendenze del generale Giacomo Carboni (Direttore del SIM dal 25 luglio al 10 settembre 1943) dal quale, il 10 settembre, riceve l'ordine di passare i clandestinità e di riunire militari allo sbando per creare una rete che resista all'occupazioneAmè C., De Risio C. (a cura di), Guerra Segreta in Italia, Bietti 2011 o un "bureau per la Difesa di Roma" come lo ha definito lo storico Alain GuérinGuérin A., Chronique de la Résistance (nouvelle édition), Omnibus 2010. Il 15 settembre Toschi ha già radunato un piccolo gruppo di soldati del disciolto Regio Esercito, una formazione legata al Fronte militare clandestino (Banda Toschi, nota anche come Banda dei Sette Comuni) che opera lungo la via FlaminiaBartolini A., Terone A., I militari nella guerra partigiana in Italia: 1943-1945, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico 1998, p. 61Razeto C. Gasparini M., 1944: Diario dell'anno che divise l'Italia, Castelvecchi 2014 e che già il 19 settembre '43 fa saltare un convoglio di munizioni a Poggio MirtetoPavia A., Resistenza a Roma .

In seguito alla ricostituzione del SIM (24 ottobre 1943) a Brindisi sotto l'egida del colonnello Pompeo Agrifoglio, torna nella rinata agenzia.

Nel dopoguerra sarà convocato dalla Commissione d'Inchiesta per la Mancata Difesa di Roma nel 1949 per essere ascoltato sulla dinamica delle vicende occorse nella Capitale, fra la proclamazione dell'Armistizio e la resa delle forze italiane alle ore 16 del 10 settembre 1943. Come sopra accennato, risulterebbe aver collaborato con lo Special Operations Executive, organizzazione dell'intelligence britannica.

Onorificenze

Note

Bibliografia Palermo I., Storia di un armistizio, Mondadori, coll. Le Scie, 1967 Bartolini A., Terone A., I militari nella guerra partigiana in Italia: 1943-1945, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico 1998 Razeto C., Gasparini M., 1944: Diario dell'anno che divise l'Italia, Castelvecchi, Roma 2014 Amè C., De Risio C. (a cura di), Guerra Segreta in Italia, Bietti, Milano 2011 Guérin A., Chronique de la Résistance (nouvelle édition), Omnibus 2010 Vento A., In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra Fredda, ilSaggiatore, Milano 2010

Categoria:Militari nella Resistenza italiana