Arboerio, già comune autonomo della Valsesia, ora frazione di Varallo, è un nucleo situato a 617 metri di altezza e caratterizzato dall'antica chiesa dedicata ai martiri SS. Quirico e Giulitta, nella quale è conservato un polittico di legno scolpito e dorato del principio del XVII secolo ed il meraviglioso altare della Madonna del Rosario.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa e il cimitero Da un documento datato 11 maggio 1611 , emerge che « i fabbriceri della chiesa di San Quirico e Giulitta di Arboerio convengono con i maestri Pietro e Gio. Battista de Viana di Campertogno la costruzione della chiesa secondo i disegni tracciati dal maestro Milano Torotto ».

Da una fonte del notaio Giovanni Cattarelli : « prima saranno obbligati detti maestri a fabricar la detta chiesa di San Quirico et Giulitta Martiri in detto luogo de Arboerio conforme al disegno dato, facendola alta per piedi n. 11 sotto il cornisone, cioè un di dentro et l'altro di fori, Et nel libro di maestro Milano Torotto, qual libro et forma è statto quivi essibito, et mostrato, et accettato da ambe le parti, a fol. 86 ò lettera E.[…]».

È evidente la sopraelevazione del sacro edificio del 1785.

Per la storia del servizio religioso in tale chiesa l'archivio parrocchiale di Varallo ci offre la seguente nota: era di qui don Alberto Chiesa, il quale dopo cessata la cura di Parone e Locarno, qui si era ritirato e aveva fondato, con testamento del 1647, la cappellania di S. Quirico, onde vi fosse assicurato il servizio della messa festiva in loco. Il primo a beneficiare del Legato, fu suo nipote don Giovan Battista Chiesa, in grazia però degli aumenti apportati con un altro Legato sotto il titolo della Madonna del Rosario. Quel primo beneficiario morì nel 1751...».

Il piccolo cimitero è sito in località detta Chignolo (da cugneu, ossia sperone a cuneo). Sovrasta questi pendii la vaga catena del Monte Vaso, fra le quali il loro territorio s'incunea favorendo così il clima (da vigna).

Villa Eremo

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, Villa Eremo accoglie un gruppo di ebrei fuggiti da Varallo allorché un cameriere dell'Hotel Meina era riuscito a farli avvertire nel settembre 1943 dei massacri che stavano avvenendo sul Lago Maggiore. Messaggi di don Orione.

la villa con il suo stupendo laghetto è stata ceduta dalla Congregazione Orionina ad acquirenti privati.

Note

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