Be m'an perdut lai enves Ventadorn è una canso in lingua occitana antica, composta nel XII secolo dal trovatore limosino Bernart de Ventadorn.
Contenuto In Be m'an perdut si riconosce un emblematico esempio di quel trobar leu che contraddistinse Bernart già tra i suoi contemporanei.
La lirica si apre con una sofferta declamazione - costruita attorno alla particella «lai» - di forzata lontananza dalla terra d'origine e da una donna «salvatj' e grama» che disprezza l'amore del poeta. L'argomento è tipico della poetica trobadorica: il sentimento non corrisposto determina un'oppressione financo fisica dal quale l'uomo non può affrancarsi («c'om no pot cor destrenher ses aucire», v. 25).
«Mos Bels Vezers» Notevole la presenza del senhal «Bels Vezers» ("bel vedere") in coda al componimento. Secondo l'interpretazione maggiormente condivisa, si tratterebbe di un riferimento a Costanza, moglie di Raimondo V di Tolosa («e'n Alvernhatz, lo senher de Belcaire», v. 42). Il noto filologo Carl Appel ritenne il senhal rivolto piuttosto a una benefattrice del poeta e non già alla diretta destinataria del verso amoroso. Alcuni studiosi hanno voluto identificare la donna in Agnes de Montluçon, moglie di Ebolo II, che di Bernart era signore e mentore.
Lo stesso senhal occorre anche in un'altra opera di Bernart, Lo rossinhols s'esbaudeya, ripresentando l'attinenza tra «Alvernhatz» e «Bei Vezer de Beicaire».
Struttura La canso è composta da un totale di sei coblas, formate da sette versi con schema metrico AB AB AAB, e una tornada. Ciascuna cobla presenta due coppie di pedes e una cauda, distinte da una volta (o diesis) che rivela la tipica reiteratio unius odae codificata da Dante nel De vulgari eloquentia. La tornada chiude il componimento con tre versi in schema metrico AAB.
Il verso della cobla è decasillabico, le rime sono distribuite in coblas doblas ed esposte nella tradizionale alternanza di accentazione maschile (tronca) - femminile (piana).
Fonti I manoscritti che hanno tramandato la lirica in abbinamento alla notazione musicale sono il canzoniere G (Ambrosiano R 71 sup.) e il canzoniere R (BNF, fr. 22543).
Il canzoniere G, in custodia presso la Biblioteca Ambrosiana, è prodotto in Italia tra il XIII e XIV secolo e presenta la notazione più lineare e sillabica. La redazione del canzoniere R (cosiddetto d'Urfé o La Vallière), di compilazione francese risalente al XIV secolo, propone alcune modulationes che rendono più peculiare l'iter melodico.
Non abbiamo in nessun caso esplicite indicazioni di natura esecutiva o sulla durata delle note.
Testo
Note
Categoria:Poesia medievale Categoria:Letteratura medievale francese Categoria:Lingua occitana Categoria:Opere letterarie del XII secolo