La melica delle faggete (Melica nutans L., 1753) è una pianta angiosperma monocotiledone appartenente alla famiglia delle Poacee (o Gramineae, nom. cons.).
Etimologia Il nome generico (Melica) fa riferimento alla parola "miele" ossia "erba del miele", nome assegnato dal botanico, medico e anatomista italiano Andrea Cesalpino (Arezzo, 6 giugno 1519 – Roma, 23 febbraio 1603) ad una specie di sorgo.. Tale nome è stato dato probabilmente per la dolcezza del gambo di alcune specie di questo genere.. L'epiteto specifico (nutans) indica un tipo di infiorescenza con fiori cadenti e oscillanti (annuenti).
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778), biologo svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 1: 66" del 1753.
Descrizione
Queste piante arrivano ad una altezza di 2 - 5 dm (diametro del culmo: 1 – 2 mm). La forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp), sono piante erbacee, bienni o perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e presentano ciuffi fitti di foglie che si dipartono dal suolo....... Radici Le radici sono secondarie (avventizie) da un rizoma sottile, orizzontale e sotterraneo. Fusto La parte aerea del fusto (culmo) è eretta o ginocchiata. Foglie Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie (quelle trasversali sono presenti ma deboli). Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole; il bordo è strettissimo, alato e carenato; la superficie è glabra. Ligula: la ligula è membranosa e subnulla (manca l'antiligula). Dimensione della ligula: 0,3 mm. Lamina: la lamina, piana, ha delle forme lineari-pendule ed è glabra e liscia sulla superficie abassiale (quella adassiale è pubescente). Dimensione della lamina: larghezza 2 - 5 mm; lunghezza 10 - 26 cm. Infiorescenza Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, sono poco ramificate e formate da 10 o più spighette (fino a 15) pendenti ed hanno la forma di una stretta pannocchia unilaterale (non lanosa). La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Lunghezza della pannocchia: 6 – 20 cm. Lunghezza della squama: 0,2 - 0,5 mm. Spighetta Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, peduncolate con forme obovate e sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da due fiori fertili colorati di verde. È presente anche un fiore sterile (clavato); in questo caso è in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla tra i fiori o sotto le glume persistenti. Lunghezza delle spighette: 2 - 3 (8) mm. Glume: le glume, con forme ovali e margini membranosi, sono scabre a talvolta sparsamente pubescenti; sono colorate di purpureo; la superficie è percorsa da 3 - 7 venature longitudinali. Lunghezza delle due glume: 3,5 mm e 5 mm. Plaea: la palea è un profillo con due venature e apici cigliati. Lemma: i lemmi dei fiori fertili sono glabri ed hanno delle forme ellittiche; la superficie è percorsa da 7 - 9 venature longitudinali. Fiore I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.
Formula fiorale: , P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato. Lunghezza delle antere: 1 - 1,5 mm.
Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, glabro, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, breve, è unico con due stigmi papillosi e distinti.
Fioritura: da maggio a giugno. Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.
Biologia Come gran parte delle Poaceae, questa specie si riproduce per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Europeo - Caucasico o anche Eurasiatico. Distribuzione: in Italia è una specie comune al Nord (comprese le Alpi); al Centro un po' meno. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo questa specie si trova ovunque compresa l'Anatolia e la Transcaucasia. Fuori dall'Europa è presente in Asia fino in Cina. Habitat: gli habitat tipici per questa specie sono i boschi (soprattutto faggete, ma anche pinete, gineprai, lariceti e peccete), nelle aree di taglio e rasi forestali, nelle boscaglie di pini a quote montane, presso gli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 100 fino ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e subalpino.
Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Melica nutans appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità forestali. Classe: Carpino-Fagetea sylvaticae.
Areale italiano Per l'areale completo italiano Melica nutans appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione forestale e preforestale. Classe: Vaccinio myrtilli-Piceetea abietis Br.-Bl., 1939 Ordine: Piceetalia excelsae Pawłowski, 1928 Alleanza: Piceion excelsae Pawłowski, 1928 Suballeanza: Calamagrostio variae-Abietenion (Horvat) Exner & Willner, 2007
Descrizione. La suballeanza Calamagrostio variae-Abietenion è relativa alle foreste su suoli in prevalenza carbonatici. Le aree interessate sono quelle montane, submontane e subalpine delle Alpi e Prealpi. Le specie arboree maggiormente presenti in queste aree sono: Abies alba e/o Picea excelsa. Il sottobosco di queste comunità è molto ricco di specie arbustive (tra cui Lonicera alpigena e Sorbus aucuparia) ed erbacee (ad es. Calamagrostis varia e Anemone trifolia).
Specie presenti nell'associazione: Picea excelsa, Abies alba, Vaccinium myrtillus, Oxalis acetosella, Lonicera nigra, Lonicera alpigena, Veronica urticifolia, Calamagrostis varia, Valeriana tripteris, Hepatica nobilis, Asplenium viride e Cardamine enneaphyllos.
Altre alleanze per questa specie sono: Lonicero caprifoliae-Carpinenion betuli Quercion pubescenti-petraeae Galio odorati-Fagion sylvaticae
Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, il genere Melica fa parte della sottofamiglia Pooideae, tribù Meliceae.
Filogenesi Il genere di questa specie (Melica) fa parte della supertribù Melicodae Soreng, 2017 (tribù Meliceae Link ex Endl., 1830). La supertribù Melicodae, dal punto di vista filogenetico, è la seconda supertribù, dopo la supertribù Nardodae Soreng, 2017, ad essersi evoluta nell'ambito della sottofamiglia Pooideae..
Per il genere di questa voce è descritta la seguente sinapomorfia: gli apici delle glume sono traslucidi.
Il numero cromosomico di M. nutans è: 2n = 18.
Variabilità Su substrati più ricchi la pannocchia si presenta con più spighette e con foglie larghe fino a 5 – 8 mm.
Specie simili Due specie sono affini alla pianta di questa voce: Melica picta K. Koch: la ligula è acuta e lunga fino a 2 mm. Distribuzione: Europa centrale e orientale (in Italia si trova al Nord-Est). Melica altissima L.: la pianta è alta fino a 1 metro, la ligula ha delle forme cilindriche e la pannocchia è di tipo spiciforme. Distribuzione: Europa sud-orientale (in Italia è considerata "esotica-naturalizzata").
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Aira nutans Weber Dalucum nutans Bubani Melica montana Huds. Melica nutans subsp. amurensis Prob. Melica nutans f. fissurae Nyár.) Papp & Beldie Melica picta f. fissurae Nyár. Poa nutans (L.) Clairv.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Melica nutans IPNI Database Melica nutans EURO MED - PlantBase Checklist Database Melica nutans eFloras Database Melica nutans Catalogazione floristica - Università di Udine Melica nutans Royal Botanic Gardens KEW - Database
Categoria:Pooideae Categoria:Taxa descritti nel 1753