Biografia Nato in una famiglia di antiche tradizioni marinareMaurizio Eliseo, Andrea Doria: cento uno viaggi, Hoepli, 2006 - ISBN 8820335026, il Comandante Superiore CSLC Piero Calamai incominciò la sua carriera in mare nell'estate del 1916: diplomatosi aspirante al comando di navi mercantili presso l'Istituto tecnico Nautico San Giorgio di Genova, entrò subito dopo nella Regia Marina come guardiamarina, mentre era in corso la prima guerra mondiale. Fu in servizio come ufficiale su alcune navi, fra cui il cacciatorpediniere Pilade Bronzetti.
Decorato con la croce di guerra al valor militare, si congedò da sottotenente di vascello di complemento nel 1919 e incominciò subito a navigare come ufficiale di coperta per il Lloyd Sabaudo, in servizio di linea su navi come la Moncalieri, la Principe di Udine, la Carignano, la Conte Rosso e la Valdieri; fu poi primo ufficiale sulle navi Castelporziano, Valdieri, Principessa Giovanna, Principessa Maria, Conte Grande, Conte Verde, Conte Biancamano, Esquilino, Conte di Savoia ed Orazio. Nel 1932 gli fu conferita una medaglia d'argento al valor civile a seguito di un episodio in cui, imbarcato sul Conte Grande, non esitò a gettarsi in mare in mezzo all'Oceano Atlantico al fine di salvare la vita a un passeggero caduto a mare.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, il 14 maggio 1940, meno di un mese prima dell'entrata in guerra dell'Italia nel conflitto, venne richiamato alle armi con il grado di capitano di corvetta di complemento. La notte dell'11 novembre 1940 si mise in luce per il salvataggio di alcuni marinai, compiuto a bordo della corazzata Duilio, colpita nel corso dell'attacco aeronavale inglese della base navale di Taranto, meritando una seconda medaglia d’argento al valor militare.
Nel secondo dopoguerra, dal 10 maggio 1947 riprese la sua posizione quale ufficiale di coperta appartenente allo stato maggiore in regolamento organico nel ruolo della Italia - Società di Navigazione, rientrando così nei ranghi della flotta di Stato; sposato e con due figlie, prestò servizio come ufficiale prima e comandante poi su 27 navi diverse, fra cui i transatlantici Conte Grande e Saturnia, fino a giungere al comando delle più prestigiose ammiraglie della Flotta Italiana di Linea, ottenendo il titolo onorifico di "Comandante Superiore", coronamento di una brillante carriera in mare.
LAndrea Doria
Nel luglio 1956 l'illustre comandante era assegnato all'allora nave ammiraglia della Marina Mercantile Italiana, la T/N Andrea Doria; a questo lussuosissimo e al tempo stesso modernissimo transatlantico si deve la sua notorietà e la sua presenza nella memoria collettiva, perché la nave naufragò con grande clamore nella notte tra il 25 ed il 26 luglio 1956 in seguito alla collisione con la nave svedese Stockholm, nel mezzo di un fitto banco di nebbia in pieno Oceano Atlantico.
Calamai aveva già comandato almeno la metà delle 100 tratte atlantiche già percorse con successo dallAndrea DoriaSamuel Halpern, An Objective Forensic Analysis of the Collision Between Stockholm and Andrea Doria, tra cui anche il viaggio inaugurale, ed era candidato al comando della nave gemella dellAndrea Doria, la Cristoforo Colombo.
Materialmente, l'azione di Calamai nell'imminenza del disastro si concretizzò nell'ordinare, una volta compreso di trovarsi in rotta di collisione, un'accostataTermine di gergo marinaro che indica una decisa ed energica virata a sinistra, nel preparare la nave all'imminente impatto e nell'ordinare di tenere in funzione sino allo stremo gli impianti elettrici, poiché, essendo notte, era importante non lasciare lAndrea Doria ed i suoi passeggeri al buio. Capendo che la nave sarebbe inevitabilmente affondata, fece trasmettere l'SOS ed organizzò il salvataggio dei circa 1600 passeggeri, che rimase il più imponente salvataggio in mare di tutti i tempi; allo stesso tempo attese finché fu possibile prima di lanciare il segnale di abbandono nave, per evitare l'insorgere del panico, e si coordinò con le navi intervenute in soccorso per l'evacuazione, tutto ciò nel buio della notte e con la nave sbandataTermine marinaro che indica l'inclinazione rispetto all'asse verticale. di più di 20°. Il principale bastimento che prestò soccorso al piroscafo italiano fu il transatlantico francese Île de France che, una volta ricevuto il segnale di emergenza, si predispose per l'accoglienza dei naufraghi (il comandante Raoul de Beaudéan scelse di non allertare inutilmente i propri passeggeri), per poi navigare a tutta velocità verso il luogo del disastro, arrivandovi poco meno di due ore dopo, e posizionarsi parallelo allAndrea Doria a circa 370 metri di distanza, creando un corridoio di mare calmo tra le due navi in cui far transitare le lance di salvataggio.
Gli ufficiali riferirono che Calamai, a passeggeri ormai evacuati, non voleva lasciare la nave per morire con essa, secondo un'antica tradizione del mareMax Weber, in Economia e società, lo cita come esempio di uno dei tipi di azione sociale, precisamente "azione razionale rispetto a un valore".; i suoi sottoposti lo dovettero "minacciare" di risalire tutti per morire con lui e solo in questa prospettiva Calamai si lasciò convincere a scendere su una scialuppa, non senza che il suo secondo ordinasse la discesa per grado, in modo che gli ufficiali di grado inferiore scendessero per primiRai News, 25 luglio 1956, affonda il transatlantico Andrea Doria.
Al naufragio dellAndrea Doria seguirono polemiche e molte difficoltà nel far luce sulle cause del disastro, difficoltà in parte dovute anche a motivi politici e agli importanti interessi economici coinvolti, come il regista Fabio Toncelli ha raccontato nel suo documentario Il naufragio dell'Andrea Doria - La verità tradita, trasmesso dalla televisione pubblica americana PBS e anche in Italia nei programmi televisivi Ulisse di Raitre e Atlantide di LA7. Calamai rimase nei ruoli attivi della Italia - Società di Navigazione sino al 31 dicembre 1957, data in cui andò in pensione per raggiunti limiti di età.
A terra Dopo il naufragioIl naufragio è la sommersione completa di un transatlantico o di una nave per cause accidentali. Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico "affondamento". Cfr. il lemma "naufragio" sul vocabolario Treccani. dellAndrea Doria Calamai non riprese mai più il mare e a livello psicologico non si riprese mai completamente dal disastro, chiudendo di fatto la sua carriera, fino ad allora ricca di soddisfazioni. Al momento del sinistro aveva 58 anni e guadagnava uno stipendio di 625 USD al mese, per i tempi ragguardevoleNicholas Walton, Genoa, 'La Superba': The Rise and Fall of a Merchant Pirate Superpower, Oxford University Press, 2015 - ISBN 1849046131, paragonabili, calcolando l'inflazione, a circa 7700 Euro odierni.
Recenti rivelazioni e studi successivi ne hanno riabilitato la figura e confermato la correttezza del suo operato e quello del suo equipaggioPierette Simpson, L'ultima notte dell'Andrea Doria - il più spettacolare salvataggio in mare del XX secolo raccontato dai sopravvissuti, Sperling & Kupfer, luglio 2006Pierette Simpson, Alive on the Andrea Doria!: The Greatest Sea Rescue in History, Morgan James Publishing, 2008 - ISBN 1614481415.
Morì il 7 aprile 1972, all'età di 74 anni ed ormai malato, nella sua città d'origine (abitava in piazza Leonardo da Vinci, quartiere Albaro); poco meno di un mese prima aveva ricevuto dagli Stati Uniti una comunicazione di John C. Carrothers(1904-1991), un ingegnere navale in pensione che era diventato uno dei maggiori esperti di collisioni navali, studiando in particolare quella fra lAndrea Doria e la Stockholm; Carrothers, il primo a sostenere la responsabilità del terzo ufficiale della nave svedese, voleva comunicargli che il sinistro di cui era stato protagonista era studiato all'Accademia navale di Annapolis e che nella pubblicazione ufficiale dello U.S. Naval Institute, Proceedings, di cui allegava la copia di una pagina, si ratificava la ricostruzione dello stesso Carrothers, che riabilitava Calamai. La lettera conteneva espressioni di vivissima solidarietà, sottolineava che ci erano voluti più di 12 anni per dimostrare quella che era una certa e completa responsabilità svedese e si concludeva così:
Calamai non aveva mai voluto leggere la lettera, che venne ritrovata intatta dalle sue figlie; molte fonti riportano che le sue ultime parole sarebbero state: "Sono tutti salvi i passeggeri?".
Il capitano riposa nella cappella di famiglia, nel cimitero di Sant'Ilario, sulle alture di Genova Nervi, accanto al padre Oreste (1865-1937), al fratello Marco (1902-1957)Contrammiraglio, deceduto nel 1957, un anno dopo la tragedia del transatlantico. Trovandosi al comando dell'imbarcazione Artica II in crociera di addestramento da Mahón all'isola Maddalena, a 70 miglia dalla Sardegna, un colpo colpì l'imbarcazione ed egli scomparve fra le onde.. L'altro fratello, Guido (nato nel 1904) intraprese la carriera giornalistica e difese sempre l'operato del fratello.
Il fratello Marco raggiunse il grado di contrammiraglio nella Marina Militare Italiana ed ebbe anche il comando dell'Accademia Navale di Livorno, mentre il padre Oreste è ricordato come fondatore della prima rivista quindicinale in Italia dedicata al mondo della marineria, intitolata "La Marina Mercantile Italiana". Fondata nel 1902, fu pubblicata sino al 1921; la direzione era a Genova in piazza Savonarola 3 e la redazione (con tipografia annessa) in piazza San Donato 23. Oltre il padre direttore, vi collaborò il figlio, Marco, come vice-direttore. Il consulente tecnico era l'ingegnere savonese Napoleone Albini (nato nel 1875), che farà da consulente tecnico nell'affondamento dell'Andrea Doria.
A Calamai, il 28 dicembre 2016, è stata dedicata una sala del Galata Museo del Mare di Genova che, in occasione dei 60 anni dal naufragio della T/n Andrea Doria, insieme alla Fondazione Ansaldo ha organizzato una mostra sulla storia della nave e della sua tragica fine. La cerimonia è stata presieduta dal sindaco del capoluogo ligure Marco Doria e dalle figlie del comandante, Silvia e Marina; un riscatto morale alla controversa vicenda legale e soprattutto mediatica che seguì al naufragio dell'ammiraglia della flotta mercantile italiana.
Il 26 luglio 2021, in occasione del 65º anniversario del naufragio, la città di Genova ha intitolato la scalinata di Boccadasse (che collega il belvedere Edoardo Firpo al piazzale Enrico Bassano) a Calamai e al suo equipaggio, quale riconoscimento istituzionale del loro eroico operato durante le operazioni di salvataggio.
Opere ispirate al comandante Calamai Per celebrare degnamente i 60 anni dalla tragedia è stato prodotto il docu-film Andrea Doria - I passeggeri sono in salvo?, prodotto da Pierette Domenica Simpson, americana di origini italiane superstite dell'incidente, e diretto da Luca Guardabascio; si tratta di un film nato soprattutto per riabilitare la figura dell'eroico comandante dellAndrea Doria.. Il documentario si avvale delle musiche del celebre compositore statunitense Mike Stoller, che fu uno dei passeggeri superstiti del naufragio del transatlantico italiano e che proprio per questo motivo venne coinvolto dalla signora Simpson.
Onorificenze
Note
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