I Sergardi sono un’antica famiglia senese.

Storia

Origini Originari di Montalcino, ove furono capitani e gonfalonieri, traggono il loro nome da ser Gardo, notaio, cognomizzato successivamente in Sergardi. Furono ascritti al Monte del Popolo.

Esponenti

Ser Gardo di Ciampolo di Ser Naldo di Gardo di Ser Martello da Montalcino , giudice ordinario e notaio, lo troviamo almeno dal 1382, a godere della cittadinanza senese. Fu condannato a morte dalla Repubblica di Siena, nel 1404, per aver partecipato ad una congiura, per far passare Montalcino sotto il controllo dei Fiorentini. I congiurati ilcinesi furono graziati e la pena capitale, venne commutata in una sanzione pecuniaria .

Il primo a sedere nel Concistoro, Supremo Magistrato della Repubblica di Siena, fu Niccolò di Giovanni di ser Gardo, banchiere, nel 1463 Stile antico. Fu ulteriormente tratto Priore di Concistoro nel 1478, '80, '95, '97; nel 1483, quale consigliere del Capitano del Popolo , fu depositario di Biccherna nel 1494, console di Mercanzia nel 1496, e dei Regolatori nel 1497. Era figlio di Giovanni e di Lucia di Niccolò Bindotti, banchiere e nobile senese.

Mons. Filippo di Giovanni Sergardi, fu abate di Strigonia in Ungheria (1494), arcivescovo di Corinto. Chierico di Camera Apostolica, fu inviato da papa Alessandro VI come ambasciatore a Massimiliano I Imperatore.

Dai fratelli Giov. Francesco, Lodovico, Filippo, Francesco, Andrea, Achille, Leonardo e Girolamo, figli di Niccolò di Giovanni di ser Gardo, si creò una prima grande divisione dei rami della famiglia.

Achille di Niccolò di Giovanni, fu tratto Priore di Concistoro, nel 1497Stile antico, ab incarnatione domini., 1509, 1518 e consigliere del Capitano del Popolo della Repubblica di Siena, nel 1523 .

Roberto di Giov. Francesco di Niccolò, fu Capitano del PopoloIl Capitano del Popolo è colui che presiedeva il Concistoro, massimo organo di governo della Repubblica, ovvero il Capo del Governo della Repubblica di Siena. e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena, nel 1561. Suo figlio Claudio, sarà Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1583.

Mons. Filippo di Niccolò di Giovanni Sergardi, fu Protonotario apostolico, Prefetto del Fisco Pontificio con Leone X, Segretario de Brevi, Decano di Camera Apostolica. Commissionò a Raffaello La bella giardiniera, realizzata nel 1507, venduta poi a Francesco I di Francia, oggi al Louvre. Si fece costruire un casino di caccia alla Garbatella, ampliato nei primi anni '20 del XX secolo, dall'architetto Innocenzo Sabbatini, per ospitare un asilo di infanzia, oggi noto come la Scoletta.

Fr. Leonardo di Niccolò di Giovanni, fu Cavaliere di Rodi.

Girolamo di Niccolò di Giovanni, dottore delle Leggi, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia della Repubblica di Siena, nel 1507 e 1510; fu tratto Priore di Concistoro nel 1499, 1500, 1506; fu inviato come ambasciatore a papa Alessandro VI e nel 1499, fu insieme a Girolamo Tolomei e Giovan Battista Santi, ambasciatore della Repubblica al re di Francia, Luigi XII, che si trovava a Milano e ancora ambasciatore, a papa Giulio II, nel 1506.

Nel XVI secolo, Carlo V, Sacro Romano Imperatore conferì a Niccolò di Achille di Niccolò di Giovanni, il titolo di Conte palatino e Cavaliere Aurato, con insieme la concessione araldica del capo dell'Impero. Niccolò fu ambasciatore della Repubblica a Carlo V, a papa Clemente VII, a papa Paolo III e al duca Cosimo I. Sempre Niccolò, fu Priore di Concistoro nel 1525 e fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia della Repubblica di Siena, nel 1538. Fu tra i rappresentanti che la Repubblica scelse, per andare a Firenze a trattare la resa nel 1555 . Suo figlio mons. Achille, sarà governatore di Ancona, Fano e Fermo e vescovo di Massa Marittima. Alessandro, altro figlio del conte Niccolò e fratello di mons. Achille, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di SienaPersa la guerra con Firenze, nel 1555, aiutati i Fiorentini dalle colubrine e archibugieri spagnoli, Siena venne trasformata in Ducato, con Cosimo I quale sovrano, mantenendo i propri organi istituzionali, compreso quello di vertice, il Concistoro, pur venendo lentamente diminuiti poteri e funzioni degli stessi., nel 1574 e 1588. Achille, figlio di GiulioGiulio fu Priore di Concistoro, nel 1593. di Alessandro del conte Niccolò, sarà Ammiraglio comandante la flotta dell'Ordine di Santo Stefano, Balì dello stesso Ordine e fratello di Alessandro (1596 - 1649), vescovo di Montalcino.

Niccolò di TiberioTiberio sedette nel Concistoro nel 1603 e nel 1622 - Il Libro dei Leoni. di Filippo, del conte Niccolò Sergardi, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena, nel 1670, sedendo nel Concistoro, nel 1667. Suo figlio Giovanni fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1709, sedendo nel Concistoro, nel 1692 e nel 1700. Il nipote Lorenzo, figlio di Giovanni, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1734 e fu Priore di Concistoro, nel 1714, '16, '19, '23, '26, '28, '31, e '33.

Nel 1697 Lodovico di Curzio era avvocato Concistoriale.

Mons. Lattanzio Sergardi fu Cameriere d'Onore in abito paonazzo (1745), di Papa Benedetto XIV. Fu abate commendatario dell'Abbazia Ardenga nel 1748.

Orazio, noto giureconsulto, insegnò negli Studi di Siena e Macerata ed ebbe la cattedra Vespertina di Salerno. Tornato in patria, fu rettore della chiesa di Santa Maria di Provenzano.

Claudio di Fabio di Filippo Sergardi, nato il 2 Luglio 1748, morì a Firenze il 12 gennaio 1836 e fu sepolto nella basilica di San Lorenzo. Fu Senatore e Sopraintendente generale al dipartimento delle RR. Possessioni e Direttore delle Regie Bandite e Foreste del Granducato. Fu Ciamberlano dell'I. e R. Corte Toscana, Cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano P. & M. e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giuseppe.

Da Filippo del Conte Niccolò Sergardi, si giungerà a LorenzoNato nel 1785, figlio di Tiberio e nipote di Lorenzo che fu Capitano del Popolo nel 1734, Lorenzo viene ricordato dal prof. Giuseppe Giulj, docente di storia naturale dell’Università degli Studi di Siena, in un’opera dedicata all'acque minerali in Toscana, per avergli descritto nel 1828 la conformazione geologica sottostante il castello di Fosini (che fu della famiglia Sergardi), e le acque sulfuree che scaturivano nel torrente Riponti, per sboccare poi nel Pavone. Raccontava che, «mentre questa sorgente era in attività si sentivano nell’interno del monte delle detonazioni», «accompagnate da leggere scosse di terremoto», «le detonazioni suddette si facevano sentire più forti nel corso della notte», «questo fenomeno rumoroso si intendeva costante avanti le variazioni atmosferiche che precedono le varie stagioni, e con maggior forza poi all’avvicinarsi dell’Inverno…» , che fu gonfaloniere di Elci (1835-1840) e al di lui figlio Tiberio (1816–1886), patriota italiano, senatore del Regno d’Italia. Sua figlia Maria Lavinia, ultima del proprio ramo, andrà in sposa al nobile Adolfo FineschiFiglio del Col. Cav. Lorenzo Fineschi, ultimo Capo di Stato Maggiore Generale, del Granduca Leopoldo II di Toscana., tenente generale del R.E. (da cui i discendenti Fineschi Sergardi).

Discendente da un altro ramo, di Filippo del Conte Niccolò, Achille di Luigi SergardiSposato con Caterina de' Gori Pannilini., nato nel 1882, Capitano nel Corpo dei Bersaglieri del Regio Esercito, addetto al battaglione squadriglia aviatori, si guadagnò una medaglia d'argento al V.M. durante la prima guerra mondiale, nel 1917. Nel 1932, fu promosso Colonnello. Anche suo fratello Bernardino, nato nel 1892, giovane laureando in Giurisprundenza, presso l'Università degli Studi di Siena, Tenente di complemento dei Bersaglieri, comandante di un reparto di Arditi, per una valorosa azione del 18 settembre 1917, venne decorato della medaglia d'argento al Valor Militare. Il 25 ottobre 1917, cadde sul campo dell'onore.

Ramo Sergardi Bindi

Da Federigo del conte Niccolò Sergardi, che fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia del Ducato di Siena nel 1598, si giungerà ad Ottavio che verrà adottato da Gerolamo Bindi, ultimo della sua nobile stirpe. Questi, sposato alla metà del secolo XVI con Calidonia Sergardi, non avendo eredi, decise di adottare il fratello di lei, creando la linea dei Sergardi Bindi. Giovan Francesco Sergardi Bindi, cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano, figlio di Federigo del Conte Niccolò, fu Capitano del Popolo e Gonfaloniere di Giustizia, nel 1620.

Giovanni Bindi Sergardi, nato a Siena il 13 marzo 1772, fu vescovo di Montalcino, il 20 dicembre 1824.

Ramo Sergardi Biringucci

Questo ramo discende da Giovan Francesco di Niccolò di Giovanni di ser Gardo, che fu tratto Priore di Concistoro, nel 1503 e 1511.

Mons. Lodovico Sergardi (1660 - 1726), figlio di Curzio ed Olimpia BiringucciPronipote di Giov. Francesco di Niccolò di Giovanni di Ser Gardo., noto con lo pseudonimo di Quinto Settano, fu poeta famoso per le proprie satire. Il padre Curzio, figlio di Filippo Sergardi, fu tra i fondatori del Casin de' Nobili di Siena, il 13 Novembre 1657 , il Circolo per Gentiluomini più antico del mondo e ne fu governatore nel 1664-65I Governatori ed i Presidenti del Circolo degli Uniti dalla fondazione nel 350º anniversario MMVII.

Nel 1727 con la morte di Marcello Biringucci, venendosi ad estinguere la sua famiglia, ne raccolse l'eredità tramite fidecommesso, Curzio di Filippo di Curzio Sergardi (l'ultimo Curzio, sposato con Olimpia Biringucci), con obbligo di mutare stemma e nome, ma essendo entrati entrambi i figli di Curzio, nell'Ordine dei Gesuiti, il fideccommesso passò al fratello di Curzio, Fabio. Fabio sarà l'ultimo a portare il nome singolo di Biringucci, perché i sovrani lorenesi, consentirono che tale disposizione si estinguesse con lui, per cui i discendenti, a partire da Marcello, figlio di Fabio, crearono la linea Sergardi Biringucci.

Il sopra menzionato, Curzio, cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano, figlio di Filippo di Curzio Sergardi, fu tratto Priore di Concistoro, nel 1719, '21, '24 e '26; il fratello di Curzio, Fabio, che riprese il nome Biringucci, sedette nel Concistoro, nel 1727, '30, '32, 35 e '37.

A questa linea genealogica, appartiene il Sen. Claudio di Fabio Sergardi ed il di lui fratello Lattanzio, Tenente Generale al servizio del Re Ferdinando I delle Due Sicilie, a Napoli, fratelli del citato Marcello Sergardi Biringucci, i quali però usarono il singolo cognome Sergardi. Re Umberto I, riconoscendo la signoria della famiglia sul Castello di Montepò in Maremma, sin dal XV secolo, insignì questo ramo del titolo di Barone. Il Barone Fabio figlio di Alessandro di Fabio di Alessandro del sopra citato Marcello Sergardi Biringucci, fu Capitano vittorioso per la Contrada Sovrana dell'Istrice, nel 1935 e 1961.

Ramo di Napoli

Nel secolo XVIII, Lattanzio di Fabio Sergardi (1758 - 1844), andò a Napoli per servire militarmente la real casa di Borbone e, ufficiale di Cavalleria, raggiunse il grado di Tenente generale, decorato della gran croce dell’Ordine di San Giorgio della Riunione. Da Maresciallo di Campo, fu comandante della piazza di Napoli (1817) e Governatore di Siracusa. Il figlio Fabio (n. 1806 a Napoli), ufficiale di Cavalleria, generale di brigata, comandò due reggimenti di Lancieri sul Volturno. Venne decorato personalmente da Re Francesco II con la croce dell'Ordine di San Ferdinando (subì successivamente un processo, per appoggio al Brigantaggio ed attività sovversive, contro il neo Regno d'Italia). Il nipote Giorgio (n. 1839 a Napoli), Alfiere, fu decorato della croce dell’Ordine di San Giorgio, perché, spiegò la più lodevole operosità e perizia, disprezzando ogni pericolo, presente all'assedio di Gaeta del 1860.

Nobiltà