La chiesa di San Nicolò (anche di "San Nicola Vescovo" o "San Nicolò Vescovo") è una chiesa cattolica situata a Villa di Villa, frazione del comune di Borgo Valbelluna in provincia di Belluno. È sede parrocchiale e fa parte della diocesi di Vittorio Veneto.

Storia

Una chiesa a Villa di Villa fu costruita probabilmente già nel VII secolo, alle dipendenze della matrice di San Lorenzo di Zumelle; la prima citazione documentale, peraltro indiretta (come "cappella di Villa"), è però ben successiva, del 1234. Più avanti la curazia di Villa di Villa e la vicina cappellania di Tiago furono sottoposte alla pieve di Lentiai.

Una visita pastorale del 1625, fatta dal vicario del cardinal Valier, descrive una chiesa ampia, officiata tutti i giorni, dotata di sagrestia, cimitero e campanile e dotata di due altari: il maggiore dedicato a san Nicolò, e un secondario dedicato alla Madonna. Un terzo altare, consacrato a sant'Antonio, è documentato nel 1633, ancora però privo di pala e candelieri. Nel frattempo, già dal Cinquecento gli abitanti di Villa di Villa chiedevano la separazione da Lentiai; questa venne concessa solo il 15 novembre 1633 dal vescovo Marcantonio Bragadin, con l'approvazione del doge Francesco Erizzo; con lo stesso decreto s'imponeva anche che la popolazione andasse comunque in processione a Lentiai due volte l'anno per dare un tributo di due zecchini al pievano; quest'ultimo alzò la somma, causando proteste tra la popolazione fino a che il vescovo Pisani non ristabilì la cifra iniziale nel 1646.

Tra il 1765 e il 1766 l'edificio venne radicalmente trasformato con l'aggiunta delle navate e delle capelle laterali e l'ingrandimento del coro; il campanile, pericolante, venne abbattuto e rifatto su progetto dell'ingegner Canali di Venezia, e con l'occasione furono anche sostituite le campane vecchie con due bronzi nuovi. Nel 1876 i parrocchiani di Villa di Villa rifiutarono nuovamente di versare il censo a Lentiai; venne così raggiunto un accordo per istituire un capitale le cui rendite spettassero solo al pievano, affrancando finalmente la parrocchia di San Nicolò.

Nel 1942-43, per volontà del parroco don Giuseppe Rui, coro e transetto vennero ricostruiti su progetto dell'ingegner Pietro Vendrami. Seguì nel 1945 l'ampliamento delle navate e la costruzione dei soffitti a vela, e nel 1950 la sostituzione dell'altare maggiore, delle balaustre, della gradinata e del pavimento del coro. Gli ultimi lavori risalgono al 2014-15, con il rifacimento dei tetti e il restauro di cornicioni e cella campanaria.

Descrizione Esterno

La chiesa si trova stretta dentro l'abitato di Villa di Villa, preceduta da un ridotto sagrato. L'edificio, con pianta a croce latina, si presenta con la facciata scandita da lesene e coronata da un timpano, intonacata e dipinta con una bicromia che fa risaltare gli elementi scultorei rispetto alla parete liscia; tutti gli altri prospetti della chiesa sono disadorni, rifiniti con malta cementizia rasosasso. Il portale maggiore ha infissi in bronzo, donati nel 2003 da don Ezio Dal Piva per il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione e realizzati da Walter Bernardi e Beppino Lorenzet: i battenti sono istoriati con sei figure angeliche che reggono modellini di altrettante chiese (quelle di Villa di Villa, Tiago, Pianazzo, San Donato, Praderadego e Cordellon), e la lunetta superiore con un'ostia raggiata e la citazione Zelus domus tua comedit me ("Lo zelo per la tua casa mi ha consumato", tratta dal salmo 68 e ripresa nel vangelo di Giovanni per la cacciata dei mercanti dal tempio).

Il campanile, appoggiato al fianco meridionale della chiesa, ha cella campanaria delimitata da cronici e tettuccio in rame.

Interno

L'interno è articolato in tre navate voltate a botte, che terminano con un transetto cupolato; le navate esterne, più strette e basse, sono dotate ciascuna di una cappellina laterale con bifora. Le finestre centinate sono arricchite da dodici vetrate istoriate con immaini di santi, realizzate dal Laboratorio Janni di Torino tra il 1933 e il 1943.

Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini, si conclude con l'abside semicircolare e ospita l'altare maggiore, realizzato nel 1950, e un organo di Gaetano Callido del 1802; a sinistra è affiancato dalla sagrestia, mentre a destra si trova un locale che alloggia la centrale termica, entrambi spazi accessibili anche dal transetto.

In navata sinistra è collocata la pala dell'antico altare maggiore, un'opera di Francesco Frigimelica raffigurante la Madonna con Bambino in gloria tra gli angeli e i santi Nicolò e Tiziano; sempre del Frigimelica è una pala con la Madonna del Rosario affissa in controfacciata. L'impianto pittorico è però in gran parte dovuto a Luigi Cima, artista nato a Villa di Villa e vissuto a cavallo tra Otto e Novecento: le sue opere presenti in chiesa includono la Apparizione del Sacro Cuore di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque (1905, pala del primo altare sinistro), i Santi Domenico, Giovanni, Eligio e Gaetano (1908, già collocata in un capitello votivo lungo il Terche), lUltima Cena e il Miracolo della mula (1918, in presbiterio, donate dal collezionista bergamasco Antonio Rossari), vari dipinti in controfacciata tra cui Sacro Cuore e San Giovanni Bosco, le quattordici stazioni della Via Crucis (1910-12) e anche il cartone preparatorio per la pala d'altare della parrocchiale di Cimadolmo (1926-27), una copia della pala realizzata per la cattedrale di Addis Abeba e pure uno stendardo con la Sacra Famiglia da un lato e Gesù davanti a Pilato dall'altro (1909).

In chiesa si conservano pure una statua della Madonna della Provvidenza, scolpita dal Besarel nel 1886, più avanti dipinta anch'essa dal Cima (che da ragazzo lavorò in bottega per il Besarel), e il fonte battesimale in pietra seicentesco, donato da un tal Anzolo Menel, che reca incisa sull'orlo della vasca l'iscrizione M ANZOLO Q P D MENEL DA VILLA FECE FAR P SUA DIVOZIONE 1634.

Note

Bibliografia

Voci correlate Borgo Valbelluna Diocesi di Vittorio Veneto Parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto

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