Il Sultanato di Cirebon (Kesultanan Cirebon in indonesiano e sundanese) fu un sultanato musulmano situato nella Giava Occidentale fondato nel XV secolo. Si ritiene essere stato fondato da Sunan Gunungjati, stando a una sua lettera che proclamava l'indipendenza di Cirebon da Pajajaran nel 1482, seppur l'insediamento e il suo governo fossero stati fondati prima, nel 1445. Sunan Gunungjati stabilì anche il Sultanato di Banten. Fu uno dei primi stati islamici stabiliti sull'isola di Giava, insieme al Sultanato di Demak.

La capitale del sultanato si trovava sull'odierna Cirebon, sulle coste settentrionali di Giava. Tra il XVI e il XVII secolo, il sultanato, grazie a un periodo di grande splendore, divenne un grande centro regionale di commercio, oltre che a un centro prominente della conoscenza dell'Islam. Nel 1677, il sultanato si separò in tre distinte casate reali, più una quarta nel 1807, ognuna con le proprie dinastie diverse con i loro kraton (ovvero i loro palazzi reali); Keraton Kasepuhan, Kraton Kanoman, Keraton Kacirebonan, e Keraton Keprabonan. Questi palazzi esistono ancora oggi ai nostri giorni, e ospitano i doveri cerimoniali locali.

Etimologia L'origine del nome "Cirebon" presenta varie teorie. Secondo Sulendraningrat, che si basava sugli scritti Babad Tanah Sunda, e Atja, che si basava sugli scritti Carita Purwaka Caruban Nagari, Cirebon era in origine un piccolo borgo costruito da Ki Gedeng Tapa, che eventualmente si evolse in un villaggio portuale dal nome di Caruban ("mistura" in sundanese, in quanto il porto era un melting pot fondato da immigranti di vari gruppi etnici, ognuno con le proprie religioni, lingue, costumi e stili di vita.

Secondo un'altra teoria, il nome della città derivava da rebon, termine sundanese per gamberetto, come quelli che vivono nell'area. Inizialmente, nell'insediamento vivevano pescatori che raccoglievano rebon sulla costa, da cui ne sarebbero derivate pasta di gamberetti o anche petis udang. Il termine per l'acqua usata per la produzione della pasta di gamberetti (belendrang) è cai rebon ("acqua di rebon" in sundanese), che poi diede il nome della città di Cirebon.

Storia Gran parte della storia del sultanato si trova sulle cronache giavanesi locali, note come Babad. Alcune cronache locali incentrate sulla storia di Cirebon sono il Carita Purwaka Caruban Nagari e il Babad Cerbon. Anche le fonti straniere menzionano Cirebon, tra cui il Tomé Pires' Suma Oriental, scritto tra il 1512 e il 1515. Il periodo tardo del sultanato è documentato nelle fonti coloniali delle Indie Orientali Olandesi. Oltre a registrare la propria storia, una delle case reali di Cirebon, in particolare il Keraton Keprabonan con a capo i principi di Wangsakerta, registrava attivamente anche la storia di Java, di cui facevano ricerche tramite i vecchi manoscritti che raccoglievano.

Formazione L'area costiera intorno al porto di Cirebon era nota come un villaggio costiero di Muara Jati, parte del regno di Sunda, stando ai registri del principe Bujangga Manik, un eremita indù sundanese che visitò alcuni dei siti sacri indù su Giava e Bali nel tardo XV secolo, e possibilmente anche nel primo XVI secolo. Nei suoi manoscritti lontar, il confine occidentale del regno di Sunda è il Tratto di Sunda, mentre quello occidentale sono il fiume Cipamali (l'odierno Kali Brebes) e il fiume Cisarayu (l'odierno Serayu) nella provincia della Giava Centrale. A quei tempi, Muara Jati si trovava a 14 chilometri a nord dell'attuale Cirebon. La trasformazione da una serie di piccoli villaggi pescatori indù a un fiorente porto islamico iniziò con il regno di Ki Gedeng Tapa.

Ki Ageng Tapa Ki Ageng Tapa (noto anche come Ki Ageng Jumajan Jati) era un mercante che viveva nel villaggio di Muara Jati. Fu nominato dal re Sunda (residente a Kawali, Galuh, situata nell'interno meridionale di Muara Jati), signore del porto del villaggio di pescatori di Muara Jati, situato a molti chilometri a nord dell'odierna Cirebon. Tale porto era tanto fiorente che attraccò persino i commercianti islamici; si dice che Ki Gedeng Tapa, e sua figlia Nyai Subang Larang, si fossero convertiti all'Islam. Nyai Subang Larang studià alla pesantren (scuola islamica) Quro nella regione di Karawang.

A quei tempi, la regione occidentale di Giava, incluso il villaggio di Muara Jati apparteneva al regno di Sunda, con la sua capitale a Pakuan Pajajaran. Il re Sunda Prabu Jayadewata (ovvero Sri Baduga Maharaja, o noto popolarmente come King Siliwangi) era sposato con Nyai Subang Larang; dalla loro unione ne sarebbero nati tre figli: il principe Walangsungsang (nato nel 1423), la principessa Rara Santang (Syarifah Mudaim, nata nel 1426), e il principe Kian Santang (Raden Sangara, nato nel 1428).

Sebbene il principe Walangsungsang fosse primogenito del re Sunda, egli non poté diventare principe della corona di Pakuan Pajajaran, in quanto sua madre, Nyai Subang Larang, non era una prameswari (regina consorte). Altra probabile ragione era la sua conversione all'Islam, probabilmente influenzata dalla madre, anche lei musulmana. Allora, nel XVI secolo, la religione di stato nella parte occidentale di Giava era il Sunda Wiwitan (la religione ancestrale sundanese), misto a induismo e buddhismo. A divenire il principe della corona fu il suo fratellastro, il futuro re Surawisesa, figlio del re Siliwangi avuto dalla sua terza moglie Nyai Cantring Manikmayang.

Nel 1442, il principe Walangsungsang sposò Nyai Endang Geulis, figlia di Ki Gedheng Danu Warsih dalla dinastia Gunung Mara Api. Walangsungsang, la sorella Rara Santang e la sposa Endang Geulis viaggiarono intorno a vari siti eremiti per studiare lo spiritualismo, e una volta arrivati a Gunung Amparan Jati, incontrarono lo sceicco ulama Datuk Kahfi di Persia, da cui i tre impararono l'islamismo. Walangsungsang fu incaricato dallo sceicco di aprire un nuovo insediamento nel sudest da Gunung Jati (odierna area di Lemahwungkuk), assistito da Ki Gedheng Danusela, fratello minore di Ki Gedheng Danu Warsih. Dopo aver ripulito alcune foreste, il 1° Shura (Muharram) nel 1358 (nel calendario islamico giavanese), che coincide con l'8 aprile 1445, Walangsungsang stabilì il nuovo insediamento, Dukuh Alang-alang, e la sua popolazione elesse Danusela come loro nuovo kuwu (capo-villaggio), che prese il nome di Ki Gedeng Alang-alang e nominò Raden Walangsungsang come suo deputato, dal nome di Pangraksabumi. Morì però due anni dopo, nel 1447.

Principe Cakrabuana (regno 1447–1479)

Walangsungsang stabilì una corte nella città e prese il nuovo titolo di Principe Cakrabuana. Il villaggio-porto costiero attrasse coloni da oltremare così come dalla terraferma, che formarono una nuova società fiorente nel villaggio chiamato Caruban, il cui termine è l'equivalente sundanese di "mistura" per descrivere le composizioni dei suoi coloni. Due anni dopo la sua fondazione, stando ai registri del 1447, il fiorente borgo portuale era diventata una composizione cosmopolita, in quanto i coloni di Caruban erano allora 346 individui (182 uomini e 164 donne) di varie origini: 196 coloni sundanesi, 106 giavanesi, 16 sumatri, quattro malacchi, due indiani, due persiani, tre siamesi, undici arabi, e sei cinesi.

Dopo un pellegrinaggio hajj a Mecca, il principe Cakrabuana cambiò il suo nome a Haji Abdullah Iman, un nome musulmano, e costruì una capanna di paglia e un padiglione tajug chiamato Jalagrahan, che fu espanso e divenne il palazzo Pakungwati, stabilendo in seguito la sua corte a Cirebon, di cui fu quindi considerato il fondatore. Dopo la morte di suo nonno Ki Gedeng Tapa (Ki Gedeng Jumajan Jati), questi ne divenne erede, e l'insediamento Singapura situato a nord di Caruban venne incorporato nel suo reame. La fortuna ottenuta dall'eredità fu usata per espandere il palazzo di Pakungwati. Suo padre, Re Siliwangi, mandò tra i suoi emissari Tumenggung Jagabaya e Raja Sengara (fratello minore di Cakrabuana), per dare al principe Carkrabuana il titolo di Tumenggung Sri Mangana. Cirebon divenne un porto fiorente, ma Cakrabuana, ancora leale a suo padre, mandò i suoi tributi alla corte principale di Sunda Pajajaran.

Il periodo primo del sultanato di Cirebon è stato comunemente identificato come il periodo Pakungwati, in quanto riferisce al palazzo Pakungwati, un complesso in stile giavanese che consiste in una serie pendopo (padiglioni) racchiusi in mura e porte in mattoni rossi nel tipico stile d'architettura Majapahit. Il complesso di Pakungwati era situato al nord di Keraton Kasepuhan, ed è oggi incorporato nel complesso di Kasepuhan. Durante il periodo Pakungwati, il sultanato di Cirebon fu un regno unito sotto un unico monarca, di cui Cakrabuana fu il primo a potersene vantare; Cakrabuana, fin dal suo palazzo di Pakungwati e diffuse attivamente l'Islam al popolo di Cirebon e di Giava occidentale.

Intanto, Rara Santang, durante il suo pellegrinaggio hajj, incontro Sharif Abdullah d'Egitto, con il quale ella si sposò. Cambiò poi il nome a Syarifah Mudaim, e nel 1448 ebbe un figlio, Sharif Hidayatullah. Nel 1470 Syarif Hidayatullah, a dodici anni, viaggiò per studiare a Mecca, Baghdad, Champa, e Samudra Pasai, prima di tornare a Java. Imperò a Sunan Ampel nel Giava occidentale, servì nella corte del sultanato di Demak, e tornò in seguito a Cirebon, dove chiese allo zio Tumenggung Sri Mangana (Cakrabuana) di fondare una scuola islamica a Caruban, alias Carbon.

Crescita del regno

Sunan Gunung Jati (1479-1568)

Nel 1479, Cakrabuana si ritirò a vita privata, e gli succedette il nipote Sharif Hidayatullah (1448-1568), figlio di Nyai Rara Santang e Sharif Abdullah d'Egitto. Egli sposò sua cugina Nyi Mas Pakungwati, figlia di Cakrabuana e Nyai Mas Endang Geulis. Hidayatullah è popolarmente noto col suo nome postumo Sunan Gunung Jati, oltre che al nome stilizzato Tumenggung Sharif Hidayatullah bin Sultan Maulana Muhammad Sharif Abdullah, e al titolo di Ingkang Sinuhun Kangjeng Susuhunan Jati Purba Panetep Panatagama Awlya Allah Kutubid Jaman Khalifatur Rasulullah. Invero, egli ascese al trono col nome di Sultano Carbon I, residente a Keraton Pakungwati.

Nel 1482 Sharif Hidayatullah mandò una lettera a suo nonno, il re Siliwangi, esplicitando che Cirebon si rifiutava di pagare i suoi tributi a Pajajaran. In precedenza, Cakrabuana aveva sempre pagato tributo a Pajajaran come riconoscenza della sovranità di Sunda su Cirebon. Facendo ciò, Cirebon si autoproclamò uno stato indipendente sovrano; tale fatto d'indipendenza fu segnato con il Chandrasengkala (Cronogramma) che recita Dwa Dasi Sukla Pakca Cetra Masa Sahasra Patangatus Papat Ikang Sakakala, che corrisponde al 12 Shafar 887 Hijri, ovvero il 2 aprile 1482, ancora oggi anniversario della Reggenza di Cirebon.

Nel 1515 Cirebon venne fondato come uno stato islamico. Nel Suma Oriental, scritto tra il 1512 e il 1515, Tomé Pires, un esploratore portoghese, scrive così:

Secondo Tomé Pires, Cirebon era identificata come Cheroboam o Cherimon. Nel 1515 Cirebon non era più sotto l'autorità del regno indù di Sunda, ma semplicemente identificato come un porto della costa a nord di Giava. Sempre stando a Tomé Pires, Cirebon fu fondato come uno stato islamico, così come era successo per Demak e Gresik.

A seguito della notizia dell'alleanza tra portoghesi e Sunda nel 1522, Gunungjati chiese al sultanato di Demak di mandare delle truppe a Banten. Probabilmente fu suo figlio Hasanudin a comandare l'operazione militare nel 1527, proprio mentre la flotta portoghese giungeva sulla costa di Sunda Kelapa per catturare quelle città.

Sunan Gunungjati fece nominare Hasanudin come re di Banten dal Sultano di Demak, il quale, a sua volta, offrì a Hasanudin la mano di sua sorella in matrimonio; ciò creò una nuova dinastia che coincise con la nascita di un nuovo regno. Banten divenne capitale del suo regno, che fu tenuto come una provincia del sultanato del Cirebon.