Picea farreri, C.N.Page & Rushforth, 1980, è una specie di peccio, appartenente alla famiglia delle Pinaceae, endemica dello Yunnan occidentale (Monti Gaoligong), in Cina, e di una piccola area montana del Myanmar al confine settentrionale.

Etimologia Il nome generico Picea, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un'interpretazione etimologica, derivare da Pix picis = pece, in riferimento all'abbondante produzione di resina. Il nome specifico farreri fu assegnato in onore del botanico britannico Reginald John Farrer, che collezionò per primo la specie durante un'esplorazione in Birmania.

Descrizione

Portamento Albero alto 30-35 m, con unico tronco di 60-70 cm di diametro, a chioma ampiamente conica. I rami del primo ordine sono lunghi, slanciati, orizzontali o rivolti in basso, pendenti, quelli del secondo ordine sono sempre lunghi, snelli e pendenti; i virgulti, snelli e cadenti, sono di colore marrone-olivaceo, poi marrone-arancione, con scanalature prominenti, inizialmente con pubescenze sparpagliate, poi glabri. I pulvini, poco sviluppati, sono lunghi 0,6-1 mm, pubescenti, arancioni-marroni, disposti a 40°-60° rispetto all'asse del virgulto.

Foglie Le foglie sono aghiformi, verdi-glauche o verdi superiormente, con due bande candide di stomi inferiormente, lineari, dritte o lievemente ricurve, con pagina superiore convessa e pagina inferiore piatta, con punta acuta e lievemente pungente, lunghe 1,8-2,3 cm; hanno 5-6 linee di stomi nella pagina inferiore. Le gemme sono ovoidali-coniche, leggermente resinose e lunghe 4-5 mm; hanno perule ottuse, persistenti per anni e di colore nocciola o marrone-purpureo.

Fiori Sono strobili maschili ascellari, lunghi 1,5-2,5 cm, di colore giallastro.

Frutti I coni femminili sono ellissoidali-cilindrici, con peduncolo obliquo lungo 5 mm, prima eretti e poi pendenti a maturazione, lunghi 6-12 cm e larghi 2,5-4,5 cm, con apice ottuso, inizialmente verdi o verdi-purpurei, poi marroni scuri a maturazione. I macrosporofilli, lunghi 12-22 mm e larghi 8-15 mm, sono obovati-oblunghi, leggermente convessi, con superficie liscia, finemente striata e ondulata, glabra; le loro brattee sono rudimentali, ligulate, lunghe 2-3 mm, interamente nascoste. I semi sono marroni, oblunghi-ovoidali, con punta stretta, lunghi 4 mm, con parte alata di 13-15 mm, di colore marrone-arancione lucido.

Corteccia La corteccia è di grigio o grigio-marrone, rugosa e divisa in placche irregolari.

Distribuzione e habitat Vegeta ad altitudini comprese tra i 2400 e i 2700 m, su suoli calcarei. Il clima di riferimento è fresco umido, con abbondanti precipitazioni monsoniche. Si ritrova in piccole formazioni forestali pure, con sottobosco di bamboo e ginepri. A quote meno elevate talvolta si mischia con specie del genere Larix, Tsuga dumosa e Pinus armandii.

Tassonomia Descritta talvolta come varietà di P. brachytyla ((Eckenwalder 2009), viene attualmente classificata come specie distinta.

Usi Il suo legno viene utilizzato solo localmente in edilizia. Rarissima in orti e giardini botanici, Page e Rushforth scoprirono l'unico esemplare coltivato nel 1979, nell'Hampshire.

Conservazione Specie molto rara e localizzata, con solo 2-3 sub-popolazioni conosciute, con un areale primario di 20 km². Non si conoscono dettagli certi sull'impatto provocato dalla deforestazione e per questo motivo viene classificata come specie vulnerabile nella Lista rossa IUCN, suscettibile di future variazioni.

Note

Voci correlate Picea

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Collegamenti esterni

Categoria:Pinaceae Categoria:Flora dell'Asia Categoria:Taxa descritti nel 1980