I New York Giants sono un club di football americano professionistico nato nel 1925 con base a New York. Questa voce approfondisce la storia della franchigia dalla fondazione ad oggi.
1925–32 Fondati da Tim Mara nel 1925, i Giants giocarono la prima gara della loro storia il 4 ottobre in trasferta a New Britain, Connecticut, contro gli All New Britain, vincendo 26–0 di fronte a 10.000 spettatori. I Giants ebbero successo nella loro prima stagione, terminando con un record di 8–4.
Nella terza stagione della sua storia, la squadra ottenne il miglior record della lega, 11–1–1, e fu premiata col titolo NFL. Dopo una deludente quarta stagione (1928) il proprietario Mara comprò l'intera squadra dei Detroit Wolverines, principalmente per avere in squadra la loro stella, il quarterback Benny Friedman, e fuse le due squadre sotto il nome di Giants.
Nel dicembre 1930, i Giants giocarono contro una selezione dei migliori giocatori di Notre Dame al Polo Grounds per racimolare soldi per i disoccupati di New York. A quei tempo c'erano ancora molti dubbi sulla qualità della lega professionistica e l'opinione comune era che i "dilettanti" del college giocavano con molta più intensità dei professionisti, e questa fu un'opportunità per stabilire le abilità e il prestigio del football professionistico. Knute Rockne, allenatore di Notre Dame, riassemblò i suoi Four Horsemen (quattro cavalieri) con le stelle del campionato 1924 e disse loro di segnare presto e poi difendere. Rockne, come la maggior parte del pubblico, sapeva poco del football professionistico e si aspettava una vittoria agevoleNeft, Cohen, and Korch. pg. 83. Dall'inizio però fu una partita a senso unico, con Friedman che corse due touchdown per i Giants e Hap Moran che ne fece un altro. Notre Dame non riuscì a segnare neanche un punto. Quando fu tutto finito, Coach Rockne disse alla squadra "Quella è la migliore macchina da football che io abbia mai visto. Sono felice che nessuno di voi si sia fatto male." La gara raccolse 100.000 dollari per i senzatetto ed è spesso accreditata come la legittimazione del football professionistico contro coloro che ne erano critici.
1933–46 Nei 14 anni tra il 1933 e il 1946, i Giants si qualificarono per giocare la finale che assegnava il titolo NFL 8 volte, vincendolo 2. Durante questo periodo i Giants erano guidati dall'allenatore Hall of Famer Steve Owen e dai giocatori, anch'essi futuri Hall of Famer, Mel Hein, Red Badgro e Tuffy Leemans. Questo periodo incluse anche la celebre "Sneakers Game" (traduzione: "partita in scarpe da ginnastica"), dove sconfissero i Chicago Bears su un campo congelato nella finale del 1934, indossando scarpe da ginnastica per una migliore trazione. I Giants ebbero particolare successo dalla seconda metà degli anni '30, fino a quando gli Stati Uniti entrarono nella Seconda Guerra Mondiale. Essi raggiunsero il loro terzo titolo NFL nel 1938 con la vittoria 23–17 sui Green Bay Packers.
1947–63
I Giants non vinsero titoli fino al 1956, quando trionfarono grazie a diversi giocatori in seguito indotti nella Pro Football Hall of Fame come il running back Frank Gifford, il linebacker Sam Huff e l'offensive tackle Roosevelt Brown oltre che il running back all-pro Alex Webster. Anche parte dello staff sarebbe stata inserita nella Hall of Fame: il capo-allenatore Jim Lee Howell aveva Vince Lombardi come allenatore dell'attacco e Tom Landry come allenatore della difesa. Dal 1958 al 1963, i Giants giocarono la finale del campionato cinque volte senza vincerne alcuna. L'evento più importante fu la finale del 1958 contro i Baltimore Colts, considerata un vero spartiacque nella storia della NFL. La gara, che i Giants persero ai supplementari 23–17, è spesso considerata come uno dei più importanti eventi per la crescita della popolarità della NFL. L'anno seguente, essi persero nuovamente la finale contro i Colts, sprecando un vantaggio di 16–9 nel quarto periodo e perdendo 31–16. Nel 1963, guidati dall'MVP della lega, il quarterback Y.A. Tittle che lanciò l'allora record NFL di 36 passaggi da touchdown, i Giants arrivarono nuovamente in finale dove persero coi Bears 14–10.
1964–78 Dal 1964 al 1978, i Giants registrarono solo due stagioni positive e nessuna apparizione ai playoff. Con giocatori come Tittle e Gifford vicini ai 35 anni, la squadra ebbe un rapido declino finendo 2–10–2 nel 1964. Dopo un record in pareggio di 7–7 nel 1965, i Giants fecero il record peggiore della lega, 1–12–1, nel 1966, concedendo più di 500 yard in difesa. Durante la pre-stagione 1969, i Giants persero anche il loro primo incontro contro i New York Jets, 37–14, davanti a 70.874 fan allo Yale Bowl a New Haven, Connecticut. Dopo l'incontro, Wellington Mara licenziò l'allenatore Allie Sherman, sostituendolo con l'ex fullback dei Giants Alex Webster.
Nel 1967 la squadra acquistò il quarterback Fran Tarkenton dai Minnesota Vikings. Malgrado avessero avuto diverse stagioni rispettabili con Tarkenton come quarterback, compreso un 7–7 nel 1967 e un 9–5 nel 1970, i Giants lo ricedettero ai Vikings dopo aver terminato 4–10 nel 1971. Tarkenton avrebbe guidato i Vikings a tre Super Bowl guadagnandosi un posto nella Hall of Fame mentre i Giants vissero uno dei peggiori periodi della loro storia, vincendo solo 23 partite nel periodo 1973–79. Prima della stagione 1976, i Giants provarono a ravvivare un attacco debole rimpiazzando il ritirato running back Ron Johnson con il fullback futuro hall famer Larry Csonka ma nei suoi tre anni di permanenza a New York Csonka fu spesso infortunato e improduttivo. Nella stagione 1977 tutti e 3 i quarterback nel roster erano dei rookie. Il punto più basso di questo periodo fu il cosiddetto Miracle at the Meadowlands nel 1978 (conosciuto anche come "The Fumble" dai tifosi di New York): i Giants gettarono alle ortiche una vittoria praticamente certa a causa di un fumble del loro quarterback Joe Pisarcik mentre erano in vantaggio a 20 secondi dal termine contro gli Eagles. Il pallone fu raccolto dal cornerback Herman Edwards che lo ritornò per 26 yard nel touchdown della vittoria.
1979–93
Nel 1979 i Giants mossero i primi passi che li avrebbero riportati ai vertici della NFL. Tra questi ci furono le scelte nei draft del quarterback Phil Simms nel 1979 e del linebacker Lawrence Taylor nel 1981. Nel 1981 Taylor vinse il premio di rookie difensivo dell'anno e anche di miglior difensore assoluto, portando i Giants ai playoff per la prima volta dal 1963. Una della note positive di questo periodo fu l'eccellente linea di linebacker, conosciuti come "Crunch Bunch". Dopo la stagione accorciata dallo sciopero del 1982 in cui finirono 4–5, il capo-allenatore Ray Perkins si dimise per andare ad allenare la University of Alabama al posto dello scomparso Bear Bryant. In un cambio che si rivelò cruciale negli anni futuri, fu sostituito dal coordinatore difensivo, Bill Parcells.
I Giants faticarono nel primo anno di Parcells finendo con un record di 3–12–1. Dopo aver terminato 9–7 e 10–6 nel 1984 e nel 1985, i Giants arrivarono ad un record di 14–2 nel 1986 guidati dall'MVP e difensore dell'anno Lawrence Taylor e della difesa soprannominata Big Blue Wrecking Crew. I Giants batterono i 49ers 49–3 nel divisional round dei playoff e i Redskins 17–0 nella finale della NFC, giungendo al loro primo Super Bowl, il Super Bowl XXI, contro i Denver Broncos al Rose Bowl di Pasadena. Guidati dall'MVP dell'incontro, Simms, che completò 22 passaggi su 25 (record del Super Bowl dell'88% di completi), sconfissero i Broncos 39–20, vincendo il primo titolo dal 1956. Oltre a Simms e Taylor, il team era guidato dal capo-allenatore Bill Parcells, dal tight end Mark Bavaro, dal running back Joe Morris e dal futuro membro dell'Hall of Fame, il linebacker Harry Carson.
I Giants faticarono con un 6–9 di record nella stagione 1987, accorciata per lo sciopero, principalmente a causa del calo nel gioco sulle corse, con Morris che corse solo 658 yard, oltre a una linea offensiva perennemente infortunata. La parte iniziale della stagione 1988 fu segnata da uno scandalo che coinvolse Lawrence Taylor. Questi abusò di cocaina e venne sospeso per le prime quattro gare della stagione in conseguenza della sua seconda violazione delle regole della lega. Malgrado ciò, i Giants finirono 10–6 e Taylor registrò 15,5 sack dopo il suo ritorno della sospensione. I Giants salirono ad un record di 12–4 nel 1989, ma persero coi Los Angeles Rams nella loro prima gara di playoff quando Flipper Anderson ricevette un passaggio da touchdown da 47 yard dando ai Rams la vittoria 19–13 nei tempi supplementari. Nel 1990 i Giants andarono sul 13–3 e stabilirono il record NFL per il minor numero di palle perse nella stagione (14)Neft, Cohen, and Korch. pag. 914. Nei playoff sconfissero i San Francisco 49ers, alla ricerca della loro terza vittoria nel Super Bowl consecutiva, 15–13 a San Francisco e poi superarono i favoriti Buffalo Bills 20–19, trionfando nel Super Bowl XXV, dove fu eletto MVP dell'incontro il running back Ottis Anderson. I Bills sbagliarono nei secondi finali il field goal della possibile vittoria, in un'azione divenuta nota come Wide Right.
Dopo la stagione 1990, Parcells si dimise da capo allenatore e venne sostituito dal coordinatore offensivo, Ray Handley. Handley fu l'allenatore per due deludenti stagioni (1991–92), che videro i Giants passare da vincitori del Super Bowl a un record di 8–8 nel 1991 e 6-10 nel 1992. Dopo quella stagione fu licenziato e sostituito dall'ex allenatore dei Denver Broncos Dan Reeves. All'inizio degli anni 90, Simms e Taylor, due delle stelle del decennio precedente, giocarono le ultime stagioni della carriera con una produzione in rapido declino. I Giants ebbero una stagione in ripresa con Reeves nel 1993 e Simms e Taylor finirono le loro carriere come membri di una squadra da playoff.
1994–2003 I Giants inizialmente faticarono molto nell'era post Simms e Taylor. Dopo aver iniziato con un 3–7 nel 1994, i Giants finirono vincendo tutte le sei gare finali e terminando 9–7 mancando però i playoff. Il quarterback Dave Brown ricevette pesanti critiche nel corso della stagione. Brown giocò in modo insoddisfacente anche nelle due stagioni successive e i Giants finirono rispettivamente 5–11 e 6–10. Reeves fu licenziato dopo la stagione 1996 venendo sostituito da Jim Fassel, ex coordinatore offensivo degli Arizona Cardinals. Fassel nominò Danny Kanell quarterback titolare della squadra e la stagione terminò 10–5–1 raggiungendo i playoff nel 1997. Dopo aver perso al primo turno coi Vikings, i Giants terminarono 8–8 nel 1998. Una partita degna di nota della stagione fu la vittoria sui Denver Broncos nella settimana 15, infliggendo ai Broncos il loro primo KO dopo una partenza di 13–0.
Prima della stagione 1999 venne acquistato Kerry Collins per migliorare la squadra. Collins era stato la primissima scelta nel draft del team di espansione dei Carolina Panthers nel 1995 e guidò i Panthers alla finale della NFC nella sua seconda stagione. Problemi con l'alcool, conflitti coi suoi compagni di squadra e questioni sul suo carattere lo avevano fatto svincolare dai Panthers. I Giants finirono 7–9 nel 1999.
Stagione 2000