Considerata una delle migliori giocatrici della sua generazione, nel corso della sua carriera si è aggiudicata 14 titoli WTA, tra cui tre tornei del Grande Slam (Wimbledon 2022, gli Australian Open 2026 e gli US Open 2026), oltre alle WTA Finals nel 2025. Il 14 settembre 2026, in seguito alla vittoria del torneo newyorkese, è diventata la prima tennista kazaka di sempre ad occupare la prima posizione del ranking mondiale.

Biografia È nata il 17 giugno 1999 a Mosca, in Russia, nel giugno 2018 ha abbandonato la federazione russa avendo deciso di rappresentare il Kazakistan. Dal 2019 al 2024 e di nuovo da agosto 2025 è stata allenata dall'ex tennista croato Stefano Vukov.

Carriera 2017-2018: esordi Fa il suo debutto nel circuito WTA alla Kremlin Cup, dopo aver superato i tre turni di qualificazione. Viene tuttavia eliminata al primo turno del tabellone principale dalla rumena Irina-Camelia Begu in tre set. Il 2017 è anche segnato dalle semifinali junior nei Grand Slam di Australian Open e Roland Garros.

L'anno seguente, a San Pietroburgo, accede al tabellone principale del prestigioso torneo russo passando dalle qualificazioni, dove ottiene la prima vittoria nel circuito maggiore, battendo la svizzera Timea Bacsinszky; nel turno successivo, estromette a sorpresa la francese Caroline Garcia, all'epoca numero sette del mondo. Si arrende nei quarti di finale a Julia Görges. In seguito, passa a rappresentare il Kazakistan per il maggiore sostegno che forniva alle atlete.

2019: debutto Slam e primo titolo WTA

Dopo aver vinto alcuni tornei a livello ITF maggiore. Se a Budapest viene sorpresa al primo turno di qualificazioni, sulla terra di Istanbul si spinge fino ai quarti di finale per la seconda volta, dove soccombe a Barbora Strýcová che le infligge un 6–0 nel set decisivo. A Parigi, si aggiudica la prima partecipazione nel tabellone principale di un Grande Slam avendo superato tutti e tre i turni di qualificazione. Al suo primo incontro nel main-draw è costretta alla resa da Siniaková.

Sull'erba di 's-Hertogenbosch centra la semifinale partendo dalle qualificazioni, fermata solo dalla tennista numero uno del seeding e padrona di casa Kiki Bertens. A Wimbledon viene sconfitta nell'ultimo turno di qualificazione da Varvara Flink in una partita lottata in tre set. Partecipa al torneo su terra di Bucarest che vince senza perdere nemmeno un set. Nell'incontro valido per il titolo si impone sulla rumena Patricia Maria Tig con un perentorio 6–2, 6–0 e, così facendo, all'età di venti anni si aggiudica il primo titolo WTA della sua carriera, perfezionando il suo best ranking alla 65ª posizione. Successivamente, prende parte al Baltic Open, dove cede in rimonta a Bernarda Pera. Supera le qualificazioni a New York prima di venire sconfitta all'esordio nel main draw da Karolína Muchova. Stesso risultato anche nell'esordio in doppio, insieme a Natela Dzalamidze.

Raggiunge la seconda finale in carriera e della stagione a Nanchang, dove viene nettamente sconfitta da Rebecca Peterson, che le lascia solamente due giochi. A Wuhan dopo aver usufruito del ritiro di Simona Halep (n° 4 del ranking WTA), viene fermata nei quarti di finale dalla campionessa in carica Aryna Sabalenka, che ha la meglio in tre set. Spicca un altro quarto di finale disputato, stavolta a Linz, perdendo dalla futura finalista Jeļena Ostapenko. Una settimana dopo si spinge fino alla semifinale a Lussemburgo, dove incontra Julia Görges.

Successivamente vola a Roma per prepararsi alla nuova stagione.

2020: secondo titolo WTA e Top 20 L'anno si apre nel migliore dei modi per Rybakina, poiché disputa due finali in due settimane, prima al torneo di Shenzhen, superando nel suo percorso Elise Mertens, e Kristýna Plíšková, per essere fermata da Ekaterina Aleksandrova, (sale così alla trentesima posizione, che le consente di diventare la nuova numero uno kazaka ai danni di Julija Putinceva), e dopo ad Hobart, dove si impone in finale su Zhang Shuai con il punteggio di 7–6(7), 6–3, per portare a casa il secondo titolo in carriera. La settimana seguente entra direttamente nel tabellone principale dell'Australian Open, dove sconfigge Bernarda Pera e Greet Minnen, prima di cedere nel terzo turno alla numero uno del mondo Ashleigh Barty in due set.

Continua lo straordinario periodo di forma della kazaka nei prestigiosi tornei Premier di San Pietroburgo e Dubai dove coglie altre due finali stagionali portando il totale a quattro su cinque tornei disputati. In Russia si scontra per il titolo con la campionessa in carica Kiki Bertens che le lascia solo quattro giochi. A Dubai batte in rimonta Sofia Kenin, campionessa uscente a Melbourne, per poi perdere in finale da Simona Halep, prima testa di serie e numero due del ranking mondiale. Al termine dei due tornei, perfeziona ulteriormente il suo best ranking fino alla 17ª posizione, diventando la miglior tennista kazaka di sempre. A Doha supera faticando parecchio Sorana Cîrstea e Alison Van Uytvanck, prima di ritirarsi senza nemmeno scendere in campo nel match di terzo turno contro Ashleigh Barty.

A causa dello scoppio della pandemia il calendario subisce degli spostamenti e per quanto riguarda la classifica, la WTA decide di congelare i punti di tutte le tenniste al 9 marzo 2020.

Eliminata al primo turno del torneo di Cincinnati, che si disputa eccezionalmente sui campi dell'US Open a causa della pandemia di COVID-19, continua la sua permanenza a New York per lo Slam, dove viene battuta a sorpresa nel secondo turno da Shelby Rogers. Va meglio nel torneo di Roma giocato in autunno, dove raggiunge il terzo turno contro la connazionale Julija Putinceva, che vince in rimonta dopo che Rybakina si era trovata avanti per 5-2 nel secondo parziale. Si sposta a Strasburgo, dove raggiunge la sua settima finale in carriera e la quinta della stagione, battuta da Elina Svitolina.

All'ultimo slam dell'anno, a Parigi, esce al secondo turno. Chiude l'anno nella top-20, al numero 19 del ranking mondiale.

2021: primi quarti di finale Slam e semifinale olimpica Inizia l'anno al WTA 500 di Abu Dhabi fermata ai quarti di finale dalla futura campionessa Aryna Sabalenka. Agli Australian Open cede al secondo turno. In seguito, coglie una terzo turno a Miami, torneo in cui viene battuta da Sara Sorribes Tormo in tre parziali.

Sulla terra, è costretta al ritiro nel suo match d'esordio a Charleston contro la tennista di casa Caty McNally dopo aver ceduto il primo set. Viene convocata dalla squadra kazaka di Fed Cup per disputare i play-off contro l'Argentina: Rybakina batte Nadia Podoroska con un doppio 6–4, ma perde inaspettatamente contro Maria Lourdes Carlé in tre set. Alla fine, la sua nazionale si aggiudica il punto decisivo. A Madrid, esce al secondo turno per mano di Elise Mertens.

Salta Roma per poi tornare in campo direttamente al Roland Garros dove elimina agli ottavi Serena Williams, a caccia del suo ventiquattresimo titolo Major. Ai quarti di finale viene sconfitta dalla russa Anastasija Pavljučenkova dopo 2 ore e mezza di battaglia.

Avvia la stagione su erba al torneo di Berlino, dove perde al secondo turno da Muguruza. Va molto meglio ad Eastbourne, dove ottiene la sua seconda semifinale in carriera su questa superficie, eliminando nel suo percorso Dart, Svitolina, Sevastova prima di perdere da Ostapenko. Prende parte al torneo di Wimbledon per la prima volta in carriera, dopo aver fallito le qualificazioni nel 2019. Qui raggiunge il quarto turno senza perdere alcun set. Agli ottavi si arrende alla n°4 del mondo Sabalenka.

Al torneo olimpico sconfigge agevolmente nei primi due turni Samantha Stosur e Peterson, la croata Vekic agli ottavi, approdando ai quarti, dove si impone sulla spagnola Garbine Muguruza. Dopo la sconfitta in semifinale dalla svizzera Belinda Bencic gioca la finalina per il bronzo contro la n°6 del mondo Svitolina, tuttavia dopo aver vinto il primo set si fa rimontare dall'ucraina, terminando così la sua avventura olimpica con il 4º posto, miglior piazzamento di sempre per il Kazakistan.

Dopo un inizio zoppicante nello swing americano sul cemento, a Cincinnati riesce a centrare gli ottavi di finale, prevalendo su Stosur e Mertens; viene quindi fermata da Paula Badosa in due set. Stesso risultato agli US Open, eliminata dalla romena Halep, dopo aver battuto Sasnovič e Garcia.

A Ostrava giunge per la quinta volta ai quarti di finale stagionale, dopo aver sconfitto Kudermetova e Linette; esce contro Iga Świątek. A Chicago approfitta del ritiro di Belinda Bencic, approdando alla sua terza semifinale stagionale, ma deve abbandonare l'incontro che la vedeva opposta alla tunisina Jabeur, a causa di problemi gastrointestinali. Esce subito a Indian Wells nel singolare, mentre nel doppio, con Veronika Kudermetova, raggiunge la sua prima finale della specialità, battendo nel loro percorso la coppia n°4 del seeding Guarachi/Krawczyk. In finale, le due vengono sconfitte dalle campionesse di Wimbledon Hsieh/Mertens.

Termina la sua miglior annata della carriera con il best ranking al n°14 del mondo. Grazie alla finale di Indian Wells, chiude l'anno per la prima volta tra le prime 100 anche in doppio, in posizione n°49.

2022: prima vittoria Slam a Wimbledon Avvia la stagione al WTA 500 di Adelaide dove coglie l'ottava finale WTA della carriera, la sesta sul cemento e la terza a livello 500. Nell'ultimo turno, capitola contro la numero uno del mondo Ashleigh Barty, che le lascia 5 giochi. A Sydney, dopo un netto successo sulla campionessa dello US Open Emma Raducanu (6–0, 6–1), si ritira prima di scendere in campo contro Garcia. I problemi fisici la costringono al ritiro all'Australian Open e in un paio di altri tornei. Si riprende al torneo di Indian Wells, raggiungendo il secondo quarto di finale in un WTA 1000. Viene eliminata in ottavi da Teichmann sia a Madrid che a Roma, male anche al Roland Garros, dove difendeva i quarti, in cui viene eliminata al terzo turno da Madison Keys.

Si approccia allo Slam su erba con risultati deludenti nei tornei precedenti. A Wimbledon si impone al terzo turno sulla cinese Zheng Qinwen. Dopo altre agevoli vittorie incontra nella sua prima semifinale Major la romena e campionessa di questo torneo nel 2019, Simona Halep che sconfigge con il punteggio di 6–3, 6–3. Nell'ultimo turno, opposta alla n.3 al mondo Ons Jabeur, vince in rimonta per 3–6, 6–2, 6–2. Si tratta del primo titolo Slam per Rybakina e del primo successo nel singolare di un Major in assoluto per il Kazakistan.

Nello swing americano successivo, dopo gli abituali problemi di ambientamento nei primi tornei, si fa strada a Cincinnati dove, dopo aver battuta fra le altre Muguruza e Riske, centra i quarti di finale contro Madison Keys. Chiude la parentesi sul cemento americano uscendo a sorpresa al primo turno degli US Open contro la francese Clara Burel.

Si sposta quindi in Europa, a Portorose, dove raggiunge la terza finale dell'anno e decima della carriera arrendendosi a Siniaková, mentre ad Ostrava si spinge solo fino alla semifinale. Nel suo ultimo impegno stagionale, WTA 1000 di Guadalajara, esce al secondo turno contro la futura vincitrice Jessica Pegula. Termina la stagione al 22º posto del mondo.

2023: vittoria a Indian Wells e Roma, finali all'Australian Open e a Miami e ingresso in top 5 Prende parte all'Australian Open dove al terzo turno affronta la finalista in carica Danielle Collins, agli ottavi mette a segno la sua prima vittoria in carriera su uno del mondo Iga Świątek, che sconfigge con un duplice 6–4. Dopo Jeļena Ostapenko prevale anche Viktoryja Azaranka, garantendosi così un posto nella finale, dove cede ad Aryna Sabalenka. Grazie all'ottima performance, entra in top 10, in decima posizione, risultando la prima atleta kazaka nella storia del tennis (maschile e femminile) a riuscire nell'impresa.