Io non ho paura è il terzo romanzo dello scrittore italiano Niccolò Ammaniti, pubblicato nel 2001 dal quale è stato ricavato l'omonimo film diretto da Gabriele Salvatores nel 2003.
Nello stesso anno il libro ha vinto il Premio Viareggio per la Narrativa.
In Italia, ha venduto oltre 300.000 copie.
Trama Acqua Traverse è un paesino fittizio di campagna immerso nelle desolate terre di Lucania. È estate e il caldo torrido spinge gli adulti a restare in casa; il paese e le colline vicine diventano così "proprietà" di sei bambini del paese che vi possono scorrazzare a piacimento: oltre a Michele Amitrano, il protagonista, di nove anni e il più timido della compagnia, vi abitano la sorellina Maria, Antonio il capo della banda detto "il Teschio", Salvatore, Remo e Barbara.
Un giorno, dopo una gara di velocità su per una collina coltivata a grano, Michele rimane indietro a prendersi cura della sorellina Maria inciampata e a cercare i suoi occhiali, e arriva in ritardo e deve fare una penitenza. Mentre è occupato ad esplorare una casa abbandonata cade e scopre in un fosso nel terreno ben mimetizzato il corpo di un bambino; dopo aver creduto in un primo momento che fosse morto e poi che fosse pazzo (a causa delle frasi confuse e incomprensibili da lui pronunciate), Michele inizia a prendersi cura del piccolo prigioniero, andando di nascosto a trovarlo ogni giorno e portandogli del cibo. Poco per volta, un po' dalle confessioni del ragazzino e un po' dalla TV, viene a sapere che ha la sua stessa età, si chiama Filippo Carducci, figlio dell'industriale lombardo Giovanni Carducci, ed è stato rapito da una banda nella quale sembra avere un ruolo importante anche Pino, il padre di Michele. Capo dei malviventi è Sergio, un losco individuo proveniente da Roma che si installa per qualche giorno nella casa della famiglia di Michele.
Un giorno Michele va a trovare Salvatore e scopre che lui ha dodici squadre di Subbuteo; per averne una anche lui, gli racconta tutto di Filippo, a condizione che l'amico non sparga la voce. Salvatore però tradisce Michele a favore di Felice, il fratello maggiore del Teschio, e questi cattura e porta a casa sua Michele, salvo poi farsi prendere dai genitori che malmenano Felice. Arrivato a casa, Michele viene sgridato dal padre, che gli intima di non tornare mai più dal ragazzino imprigionato. Ben presto però Michele si accorge che Sergio e i suoi complici sono braccati dalla polizia, e ora hanno intenzione di uccidere Filippo. Così, nottetempo, Michele raggiunge il nascondiglio dove si trova Filippo e lo libera, rischiando la propria vita. L'ultima drammatica immagine del libro è lasciata intendere al lettore dall'ultima facciata: in essa si deduce che Pino abbia per sbaglio sparato al figlio scambiandolo per Filippo, e ora, sugli elicotteri, chiede agli stessi poliziotti, venuti per arrestarlo, di salvare il figlio.
Michele Amitrano sopravvive. Lo si sa soltanto dal fatto che è lui stesso il narratore dei fatti, 22 anni dopo gli avvenimenti.
Personaggi Maria Amitrano: sorellina di 5 anni di Michele Salvatore Scardaccione: migliore amico e compagno di classe di Michele Antonio Natale o "il Teschio": dodicenne a capo del gruppo di bambini Nunzio Scardaccione: fratello maggiore pazzo di Salvatore Teresa: madre di Michele e Maria Felice Natale: fratello maggiore del Teschio Pino Amitrano: padre di Michele e Maria Sergio: uomo settentrionale a capo dell'operazione di sequestro Pietro Mura: barbiere e padre di Barbara Italo Natale: padre di Antonio e proprietario del canile Emilio Scardaccione: padre di Salvatore e ricco avvocato
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Categoria:Romanzi di Niccolò Ammaniti Categoria:Opere vincitrici del Premio Viareggio