Biografia Non rimangono notizie sulle sue origini né sulla sua formazione; la critica moderna lo considera comunque un seguace della cosiddetta "scuola di Murano", cioè della bottega dei Vivarini.Ettore Merkel, Venezia, 1430-1450, in , p. 66 Tantomeno di lui rimangono molte opere,Un trittico del Metropolitan Museum, già a lui tradizionalmente assegnato in base alla firma Opus Donati, è stato riattribuito da Federico Zeri a Donato de' Bardi (cfr. ) ed anche una tavoletta della Madonna con il Bambino al Museo Correr proposta da Roberto Longhi a Bragadin è stata indicata da Giovanni Mariacher come opera di Lazzaro Bastiani e successivamente Ettore Merkel ha riconsiderato l'attribuzione a Pisanello (cfr. ). fatto salvo il solo dipinto certo, il Leone di san Marco tra i santi Gerolamo e Agostino (1459) nella Sala Grimani del Palazzo Ducale di Venezia, e alcune tavole che talvolta emergono nel mercato antiquario. Nel pittore furono indicative le difficoltà di passaggio dal tardo gotico al primo rinascimento lagunare.

Le testimonianze documentali sulla sua attività sono solo leggermente più generose. Sansovino nella sua Venetia città nobilissima et singolare ricorda una prima opera (1438), la pala del Battesimo di Cristo nella chiesa di Santa Marina, già scomparsa prima della demolizione della chiesaLa pala viene confermata nella chiesa, ottant'anni dopo, anche nell'edizione aggiornata di Martinioni (, p. 41) ma è già assente nelle MIniere di Marco Boschini (, pp. 34-35) e naturalmente anche nel volume ben più tardo di Anton Maria Zanetti (, pp.172-173).. Ci rimane anche la notizia di un'associazione tra il Bragadin e Jacopo Bellini nel 1440, creata allo scopo di favorire la commercializzazione dei propri lavori ma presto cessata.Jaynie Anderson in , p. 271; Esther Mœnch-Scherer in , p. 172. Tra il 1445 ed il 1452 Donato risiedette a Zara accompagnato dai figli, anch'essi pittori o decoratori. Qui la bottega di famiglia eseguì la decorazione della cappella di Santa Anastasia nella cattedrale ma nulla oggi è rimasto.

Sansovino ancora ci rammenta una Madonna nel refettorio di Sant'Elena che Donato dipinse nel 1452Anche in questo caso l'opera è confermata dall'edizione di Martinioni (, p. 212) ma in Boschini e Zanetti non viene descritto il refettorio (, p. 558; , pp. 466), appena tornato a Venezia, e un ampio polittico più tardo (1460) per la chiesa di San Samuele, opere entrambe oggi scomparseDi nuovo Martinioni conferma la presenza del polittico (, p. 115) che risulta invece assente in Boschini e Zanetti (, pp. 112.113;, pp. 172). I documenti ci forniscono poche le altre notizie: nel 1468 abitava e aveva bottega presso San Lio, consentì al figlio Tommaso di aprire una propria bottega e morì a Venezia il 30 ottobre del 1473..

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Categoria:Pittori di scuola veneta