Di modeste origini, Fatema Soltan approdò nel harem dello Shah giovanissima. In poco tempo ne divenne prima amante-moglie (in persiano: Sīḡa) poi preferita (in persiano: Anīs-al-Dawla, nome con cui sarà ricordata nel tempo) ed infine consorte reale (in persiano: Sīḡa toʿAqdī). Di grande carattere ed intelligenza, Anis al Dawla aveva il diritto di parlare apertamente, di dare ordini, di intrattenersi con gli ospiti, di viaggiare fuori dal harem e di mangiare sulla sua stessa tavola dello Shah.

Anis al Dawla e sua suocera, la regina madre Malika Jahan Khanum - Mahd-i'Ulya, furono fondamentali per la politica innovativa del regno durante la reggenza di Nāṣer Al Dīn circa dal 1848 al 1896. Le tante fotografie scattate di lei e della sua corte sono una testimonianzaA tal proposito, si noti che una delle cortigiane di Anis Al Awla fu Ashraf os-Saltaneh, considerata la prima fotografa persiana. della vita in Persia nell'Ottocento e del modernismo su cui lo Shah Nāṣer Al Dīn lavorava.

Titoli ed onorificenze Compagna del Sovrano (in persiano: Anīs-al-Dawla). Consorte ufficiale (in persiano: Sīḡa to ʿAqdī). Sua eccellenza la signora (in persiano: Begum Khanoum)

Note

Bibliografia

Voci correlate Persia e Iran Sovrani della Persia Storia della donna nell'islam Harem Scià

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