Biografia Nacque il 27 luglio 1772 a Toscanella, nello Stato Pontificio, in una famiglia benestante di origini marchigiane, in particolare di Fiastra, da Carlo Campanari e Maddalena Dolci. Rimase orfano dei genitori in giovane età e fu cresciuto da una zia materna, che lo iscrisse al Seminario diocesano di Viterbo, dove mostrò attitudine allo studio e buone capacità di apprendimento. Proseguì gli studi anche dopo il suo ritorno nella città natale, dove divenne consigliere comunale nel 1794.

Nel luglio 1798 sposò Matilde Persiani, figlia del marchese Giovanni Francesco Persiani, amministratore dei beni dei Pocci e dei Consalvi, e la coppia ebbe sei figli, tre dei quali sopravvissuti: Carlo, nato nel 1800, Secondiano, nato nel 1805, e Domenico, nato nel 1808. Dopo la morte della moglie nel 1812 intensificò gli studi letterari e storici, anche grazie ai contatti col cardinale Ercole Consalvi, conosciuto tramite il suocero, e fu membro di diverse accademie tra cui: la Pontificia accademia romana di archeologia (di cui fu socio onorario), l'Istituto romano di corrispondenza archeologica e la Società Colombaria di Firenze. Conobbe inoltre il pittore François Marius Granet, che visse a Roma nei primi anni del XIX secolo, e scrisse diversi componimenti poetici.

Ottenne nel 1828 l'autorizzazione pontificia ad intraprendere degli scavi a Vulci, in località Camposcala sulla destra del Fiora, insieme al figlio primogenito Carlo e in società coi fratelli Antonio e Alessandro Candelori (enfiteuti dell'area) e Melchiade Fossati. Gli scavi restituirono diversi reperti etruschi e i più interessanti furono spediti al figlio minore Domenico, che si era trasferito a Londra e aveva aperto una bottega d'arte. I Campanari organizzarono quindi un'importante mostra di antichità etrusche a Pall Mall nel 1837, suscitando un forte interesse negli scavi sia all'estero che nello Stato Pontificio (dove fu fondato da papa Gregorio XVI il Museo gregoriano etrusco), e buona parte dei reperti furono acquistati dal British Museum.

Nel 1839 grazie ad alcuni scavi che stava facendo nella necropoli di Carcarello a Toscanella scoprì la Tomba Vipinana, con al suo interno oltre 24 sarcofagi (o 27). Il Campanari espose i sarcofagi ritrovati nel proprio giardino, nella stessa posizione in cui li aveva trovati e l'esposizione fu ammirata anche dallo scrittore britannico George Dennis.

Rimase improvvisamente paralizzato e morì poco dopo a Toscanella il 13 giugno 1840. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria del Riposo.

Note

Bibliografia

Sopra la grande lapida etrusca rinvenuta in Perugia nell'ottobre 1823 Dell'urna con basso rilievo ed epigrafe di Arunte figlio di Lare, trionfatore etrusco Notizie di Vulcia antica città etrusca Poesie sacre e profane La caduta della Marta presso la città di Toscanella Memorie intorno al progetto di un parziale prosciugamento del lago di Marta

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