Il Museo della Ceramica di Savona, inaugurato nel 2014, è un luogo dove storia, arte, tradizione e innovazione si intrecciano per raccontare l'evoluzione della ceramica prodotta a Savona e ad Albisola, dal Rinascimento fino ai giorni nostri. Situato nel cuore del centro storico della città, all'interno dell'antico Palazzo del Monte di Pietà, il museo è parte integrante della Rete dei Musei della provincia di Savona, e con oltre mille opere che ripercorrono cinque secoli di storia ceramica ligure, contribuisce attivamente alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio culturale locale.
L'esposizione si articola su quattro livelli e comprende collezioni prestigiose: dalle raffinate vaserie antiche ai capolavori della donazione del Principe Arimberto Boncompagni Ludovisi, appartenenti alla Civica Pinacoteca, passando per i tesori della Fondazione De Mari, i celebri vasi dell’antica farmacia Cavanna di Genova e le rare ceramiche della collezione Bixio.
Non mancano le incursioni nel mondo contemporaneo: oltre alla galleria del Novecento, il museo ospita anche i prototipi innovativi di artisti e designer di fama internazionale che hanno partecipato alle Biennali della Ceramica nell’Arte Contemporanea e alle più recenti mostre espositive e alle project room del Museo. L’esperienza di visita è resa ancora più coinvolgente dalla Quadrisfera, un’installazione immersiva ideata dal fisico Paco Lanciano, che offre un emozionante viaggio attraverso la storia e le trasformazioni della ceramica ligure.
Accanto alla collezione permanente, il museo si distingue per l’organizzazione di mostre temporanee di grande impatto e per un’intensa attività di ricerca e collaborazione con studiosi e istituzioni, che approfondiscono le tecniche e le evoluzioni della ceramica nel tempo. Un'altra caratteristica peculiare del museo è la sua intensa e ampia attività didattica ed educativa, dove uno staff giovane e molto preparato organizza corsi e laboratori per bambini, per ragazzi, per adulti, per aziende e organizza progetti specifici di arte terapia, campi estivi, ecc.
A completare questo vivace centro culturale, la biblioteca del museo rappresenta una risorsa preziosa per appassionati e studiosi, con una ricca raccolta di testi dedicati alla ceramica, alla storia dell’arte, alle arti applicate, con una speciale sezione dedicata alla pedagogia applicata, al welfare culturale e alla museologia.
Grazie alla sua capacità di fondere tradizione, innovazione e sperimentazione, il Museo della Ceramica di Savona è oggi uno dei più dinamici e stimolanti centri espositivi della Liguria.
Il Palazzo Monte di Pietà L'edificio che ospita il museo è un complesso monumentale e museale di grande rilevanza storica. L'edificio fu sede dell'antico Monte di Pietà di Savona, una delle prime istituzioni del genere in Italia, fondata nel 1479 per volontà del papa savonese Sisto IV, al secolo Francesco Della Rovere.
Storia e architettura Di origine medievale, il palazzo nacque dalla fusione di una serie di case a schiera, una tipologia abitativa tipica delle città liguri, caratterizzata da una facciata ridotta e uno sviluppo in profondità. Nel corso del XV secolo, l’edificio fu ristrutturato per accogliere l’importante istituzione benefica, e successivamente, nel Seicento, ampliato per rispondere alla necessità di maggiori spazi.
La facciata attuale del palazzo riflette il dislivello esistente tra i due momenti principali della sua evoluzione: la parte sinistra corrisponde al primo edificio destinato al Monte di Pietà, mentre quella destra fu aggiunta circa un secolo dopo.
La Sala degli Ufficiali del Monte Uno degli ambienti più significativi del palazzo è la Sala degli Ufficiali del Monte, che conserva un ciclo di affreschi attribuiti al pittore pavese Lorenzo Fasolo. Sulla parete sud sono raffigurati l’Angelo Gabriele, la Pietà e la Madonna Annunziata, mentre sulla parete sud-est si trova la Madonna della Misericordia, che accoglie sotto il suo mantello sei Ufficiali del Monte inginocchiati. Ai lati della Vergine compaiono San Francesco, Sant’Agostino, San Giacomo e San Domenico, fondatori dei principali ordini monastici presenti in città. Un’iscrizione dipinta riporta la data 1513.
Un'altra iscrizione testimonia la fondazione del Monte di Pietà come istituzione nata per contrastare l’usura. Sulla stessa parete, sopra il portale, sono raffigurati gli stemmi di Papa Sisto IV, del nipote cardinale Giuliano della Rovere (futuro Papa Giulio II) e della città di Savona.
Durante i restauri, sotto gli affreschi sono emersi disegni, emblemi araldici, monogrammi e scritte risalenti alla prima metà del XV secolo, suggerendo un precedente utilizzo del palazzo come sede di truppe mercenarie. Il soffitto della sala, in legno a travetti a vista, risale alla ristrutturazione quattrocentesca dell’edificio.
Ampliamenti e modifiche Nel 1594, secondo lo storico savonese Verzellino, il Monte di Pietà venne ampliato con l’acquisto di quattro case adiacenti. In questo periodo fu costruito lo scalone d’accesso, oggi ingresso principale del museo. Le due rampe di scale in ardesia portavano al nuovo grande salone degli Ufficiali, caratterizzato da un portale e da un monumentale camino nello stesso materiale. Un affresco raffigurante papa Sisto IV, circondato da vescovi, ripropone l’iscrizione già presente nella prima sala del Monte di Pietà. Il soffitto in canniccio presenta una decorazione in stile Liberty risalente ai primi anni del Novecento.
L’ultimo importante intervento architettonico avvenne nel 1864 con la realizzazione dell’attuale facciata, su progetto dell’ingegner Giovanni Tissoni. L’opera rispecchia il gusto classicista dello stile eclettico diffuso a Savona in quel periodo. Il repertorio decorativo si ispira al Rinascimento, con una scansione orizzontale della facciata: il piano terra è caratterizzato da un rivestimento in finti conci squadrati, mentre ai piani superiori le finestre sono riquadrate e quelle del piano nobile presentano balaustre in marmo.
Il portale, sormontato da un timpano, conserva il bassorilievo della Pietà, già presente sulla facciata precedente, testimoniando la continuità storica dell’edificio attraverso i secoli.
Restauro e allestimento Il progetto di restauro dell'edificio, avviato tra il 2008 e il 2009, quando la Fondazione De Mari CR Savona entrò in possesso dell’edificio, nacque dall'intento di realizzare un centro espositivo specificatamente destinato alla ceramica, significativo prodotto artistico manifatturiero sviluppato dal tardo medioevo ad oggi nell'area savonese e albisolese, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e riunire in un'unica sede le numerose collezioni ceramiche formatesi nel tempo.
L'intervento ha integrato le strutture originarie con elementi contemporanei, come vetro e acciaio, creando spazi espositivi funzionali e armoniosi. Gli allestimenti sono stati studiati secondo moduli in relazione alla natura dei pezzi ceramici: ne è un esempio la ‘macchina espositiva’ dedicata alla donazione del Principe Boncompagni Ludovisi: una grande struttura a due piani che, pur occupando una superficie ridotta, accoglie l'intera collezione, offrendo diverse prospettive sulle opere, sugli affreschi e sul palazzo stesso.
Collezioni e percorso espositivo Il percorso espositivo si sviluppa su quattro piani e comprende sezioni tematiche e cronologiche che raccontano l'evoluzione della ceramica ligure.
Sala degli affreschi (o Sala del Cinquecento)
Nella sala che ospita gli affreschi di Lorenzo Fasolo, risalenti al XV secolo, sono esposti rivestimenti parietali, tra cui antichi azulejos importati in Liguria dai mercanti savonesi e genovesi. Questi, inizialmente ispirati a decorazioni geometriche islamiche, evolvono nel Rinascimento con motivi araldici e naturalistici. Nel Quattrocento si sviluppa una produzione locale, prima monocroma e poi policroma grazie all’arrivo di ceramisti dall’Italia centrale. Un pannello raffigurante un guerriero, attribuito ad Antonio Tamagno da San Gimignano, faceva parte della decorazione di Palazzo Del Carretto Pavese. Altri due pannelli della stessa serie si trovano a Roma e Torino. Tra le ceramiche del Cinquecento spicca un grande albarello con decorazioni policrome raffiguranti San Giorgio ed eroi romani, probabilmente realizzato a Pesaro o Urbino. Nel tardo Cinquecento si diffondono gli stagnoni, grandi vasi farmaceutici con rubinetto, prodotti ad Albisola ma influenzati dalla tradizione pittorica dell’Italia centrale.
Sale barocche Le sale illustrano le fasi della produzione della maiolica nel corso del Seicento dalle decorazioni di ispirazione orientale a quella conosciuta come "istoriato barocco". Questo stile predilige soggetti tratti da un repertorio aulico, ispirato alla mitologia, alla letteratura e alla storia biblica, quasi sempre realizzate in bianco-blu ma talvolta anche in policromia. Gli oggetti in ceramica vengono concepiti come un'unica superficie narrativa, dove divinità, antichi guerrieri, figure femminili e putti prendono vita in modo particolare nelle decorazioni attribuite a Bartolomeo Guidobono (Savona, 1654 – Torino, 1709), pittore savonese che in gioventù si dedicò anche alla decorazione su ceramica, autore anche del prestigioso affresco della volta della sala a lui dedicata, realizzato negli ultimi decenni del XVII secolo, che raffigura Apollo e Diana sul carro del Sole.
Galleria del Settecento
Nel Settecento, le ceramiche savonesi e albisolesi si ispirano a modelli del lusso francese e della porcellana cinese, adottando decorazioni come il pizzetto e le cineserie, con paesaggi e figurine su sfondi decorati a spugnetta in blu o marrone. Verso la fine del secolo emergono le tipologie a figurette e rovine e, agli inizi del Settecento, il decoro a uccelli e prezzemolo. Figura centrale di questo periodo è Giacomo Boselli (1744-1808), che introduce la produzione di terraglia e biscuit di porcellana tenera, grazie all’importazione di terre bianche dalla Francia. Boselli utilizza la tecnica del terzo fuoco per decorare la maiolica con colori alla moda e, per un breve periodo, produce anche statuine in porcellana.
Farmacie Le collezioni di vasi da farmacia rappresentano un’importante testimonianza della tradizione ceramica ligure tra Cinquecento e Seicento, influenzata dalla ceramica turca e dalla porcellana orientale. La Farmacia Cavanna, risalente ai primi del Seicento, conserva maioliche decorate in blu su bianco, caratterizzate da motivi naturalistici e scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio e dalle Favole di Fedro ed Esopo. I vasi, destinati a contenere semi, pillole, unguenti e acque, includono stagnoni, arbarelli e pillolieri. La Farmacia dell’Ospedale San Paolo è un caso unico in Italia per la sua collezione omogenea di 171 vasi, frutto di un'unica ordinazione da parte del Comune di Savona. Questi contenitori, in stile orientalizzante a tappezzeria, presentano fitte di nuvole, uccelli, castelli e angioletti. Ogni vaso riporta lo Stemma di Savona e la figura di San Paolo, raffigurato nella sua classica iconografia con la spada e il libro delle Epistolae ad Romanos, simbolo dell’ospedale savonese. Sette sono le tipologie di contenitori, tra cui fiaschette per i semi, pillolieri, boccali con beccuccio e stagnoni con rubinetto per i liquidi.
Collezione del Principe