Le tartarughe geografiche (Graptemys ) sono un genere di testuggini appartenente alla famiglia degli emididi, originarie del Nord America.

Specie Graptemys barbouri – tartaruga geografica di Barbour Graptemys caglei – tartaruga geografica di Cagle Graptemys ernsti – tartaruga geografica del fiume Escambia Graptemys flavimaculata – tartaruga geografica dalle macchie gialle Graptemys geographica () – tartaruga geografica settentrionale Graptemys gibbonsi – tartaruga geografica del fiume Pascagoula Graptemys nigrinoda – tartaruga geografica dalle gobbe nere Graptemys oculifera () – tartaruga geografica dagli anelli Graptemys ouachitensis – tartaruga geografica meridionale G. o. ouachitensis – tartaruga geografica del fiume Ouachita G. o. sabinensis – tartaruga geografica del fiume Sabine (a volte considerata una specie a sé: Graptemys sabinensis) Graptemys pearlensis – tartaruga geografica del fiume Pearl Graptemys pseudogeographica () – falsa tartaruga geografica G. p. pseudogeographica () – tartaruga geografica del fiume Missouri G. p. kohni () – tartaruga geografica del fiume Mississippi Graptemys pulchra – tartaruga geografica dell'Alabama Graptemys sabinensis – tartaruga geografica del fiume Sabine (a volte considerata una sottospecie: G. ouachitensis sabinensis) Graptemys versa – tartaruga geografica del Texas

Etimologia

Il nome comune "tartaruga geografica" (in inglese map turtle; in franco-canadese tortue géographique) fa riferimento ai motivi concentrici del carapace, visibili soprattutto negli esemplari più giovani, che richiamano le curve di livello di una carta topografica.

Il nome scientifico Graptemys è una latinizzazione del greco antico γραπτός ‑ή ‑όν (graptós ‑ḗ ‑ón, «delineato, iscritto, disegnato»; derivato di γράφω, trascr. gráphō) ed ἐμύς ‑ύδος (emýs ‑ýdos, «tartaruga d'acqua dolce»; cfr. Emys) e, secondo (2017), fa riferimento alle sottili linee chiare che decorano il carapace degli esemplari adulti.

Distribuzione e habitat Le tartarughe appartenenti al genere Graptemys si trovano in fiumi e torrenti di tutta la parte orientale del Nord America, dagli Stati Uniti alle regioni sudorientali del Canada.

La maggior parte delle specie predilige acque caratterizzate da correnti abbastanza forti, ma le si trova anche in specchi d'acqua più calmi come invasi artificiali e lanche.

Descrizione Il carapace, che presenta una corazione che va dal verde scuro al bruno, è caratterizzato da una cresta dorsale seghettata (carena) che viene mantenuta anche negli individui adulti, a differenza delle altre tartarughe della famiglia Emydidae. Ha un margine posteriore seghettato e presenta vari motivi di linee o chiazze gialle.

Il piastrone ha una colorazione chiara con dei motivi scuri, anche molto intricati.

Dimorfismo sessuale

Le Graptemys presentano un dimorfismo sessuale fortemente accentuato: le femmine sono notevolmente più grandi dei maschi, con una lunghezza all'incirca doppia e una massa corporea anche 10 volte maggiore di quella di un maschio adulto.

Inoltre, il cranio dei maschi è più piccolo e stretto di quello delle femmine; i maschi hanno una coda molto più lunga, e spessa a causa della presenza degli organi riproduttivi; la cloaca è in prossimità della punta della coda; e unghie dei maschi sono molto sviluppate in lunghezza, specialmente sulle zampe anteriori.

Le femmine hanno invece un cranio più grosso e spesso molto largo, coda tozza con apertura della cloaca entro il bordo posteriore del carapace e unghie corte.

Il sesso non si può riconoscere prima dei 4-5 anni di età.

Morfologia del cranio Le femmine di tutte le specie possono essere ripartite in tre gruppi in base alla larghezza del cranio e corrispondente modalità di nutrizione: femmine microcefale: hanno un cranio relativamente stretto e consumano pochi molluschi conchigliati. Includono la G. flavimaculata, la G. nigrinoda, la G. oculifera, la G. ouachitensis e la G. (o.) sabinensis. femmine mesocefale: hanno un cranio moderatamente largo e la loro dieta si compone prevalentemente molluschi conchigliati oltre ad altre prede più morbide. Includono la G. caglei, la G. geographica, la G. pseudogeographica, la G. p. kohni e la G. versa. femmine macrocefale: hanno un cranio estremamente largo e si nutrono esclusivamente di molluschi conchigliati. Includono la G. barbouri, la G. ernsti, la G. gibbonsi, la G. pearlensis e la G. pulchra.

Riproduzione Corteggiamento Tutte le tartarughe del genere Graptemys presentano un ben strutturato rituale di corteggiamento che fa da preludio alla copulazione. Si ritiene che questo comportamento abbia come obiettivo primario quello di immobilizzare la femmina.

Il rituale di corteggiamento ha inizio con il maschio che si posiziona faccia a faccia con la femmina e, mentre questa si sposta in avanti, comincia a nuotare all'indietro per mantenere l'approccio frontale.

A questo punto, il maschio (che presenta degli artigli estremamente lunghi) vibra le zampe anteriori attorno alla regione oculare della femmina. Questo comportamento, chiamato "titillamento", è condiviso con le specie nordamericane e caraibiche del genere Trachemys.

La femmina, se è disposta all’accoppiamento, nuota verso il maschio per poi scendere sul fondo. Lì avviene l'accoppiamento vero e proprio, con il maschio che afferra il carapace della femmina con tutti e quattro gli arti, e la monta.

Deposizione e incubazione Differenti temperature di incubazione hanno effetti sul motivo delle macchie presenti sulla testa dei nascituri.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Cheloni Categoria:Taxa classificati da Louis Agassiz Categoria:Taxa descritti nel 1857