Camini (Camèno in greco-calabro) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Geografia fisica Il territorio di Camini si estende per 17,41 km nel territorio della Locride, lungo la Costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria. Il centro abitato si trova a 138 km dal capoluogo ed è posto a 300 metri sul livello del mare, lungo il versante sud-orientale delle Serre.

Origini del nome Il nome di Camini deriva dal nome greco antico Kaminion (Καμίνιον) che significa "camino" o "fornace", in quanto il paese era caratterizzato dalla presenza di alcune fornaci per la produzione di manufatti in ceramica.

Storia

Camini, detto anche "Cameno", sorse come casale di Stilo intorno al VII secolo, periodo prospero per il paese, sebbene vi siano tracce di insediamenti anteriori a questo periodo.

Infatti, in contrada Jeritano, vicino alla costa, è stata trovata una tomba a fossa terragna con copertura di laterizi del VI secolo a.C. riconducibile ad una fattoria bruzia.

La contrada San Leonte (in dialetto locale: Sagghjuonti), insieme al suo monastero eretto nella seconda metà dell'XI secoloL’eredità bizantina in territorio di Stilo (RC). Riflessioni e problemi alla luce dei nuovi dati topografici, Giuseppe Hyeraci, VII Congresso nazionale di Archeologia medievale, Volume II, a cura di Paul Arthur e Marco Leo Imperiale, 2015, Società degli archeologi medievisti italiani, nei pressi di località Sagghjiuonti fu donata nel 1212 da Federico II alla Certosa di Santo Stefano (oggi Certosa di Serra San Bruno).

Gravemente danneggiato dal terremoto del 1783, Camini venne eretto a Comune autonomo nel 1806 da Giuseppe Bonaparte, dopo la legge sull'eversione della feudalità: il primo sindaco del paese fu Francesco Pileggi, in carica dal 1806 al 1809. Dopo la restaurazione borbonica, il comune fece parte del Distretto di Gerace, mentre con l'avvento dell'Unità d'Italia e la conseguente riorganizzazione amministrativa, entrò a far parte del Circondario di Gerace, incluso nel mandamento X di Stilo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 9 settembre 1999. Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse

'A Turri, torre del XVI secolo Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo, risalente al XIII secolo, al suo interno si trovano dei bellissimi affreschi. Funtana a Susu U Cafuni (piazza di ritrovo)

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze etniche

Dal 2011 a Camini è presente una folta comunità di cittadini stranieri, che al 1° gennaio 2023 conta 156 persone, circa il 20,2% della popolazione residente. Le comunità straniere più diffuse sono quelle provenienti dall'Afghanistan e dalla Siria (entrambe col 15,4% di presenze e 75 persone ciascuna), seguite dal Bangladesh (10,26% e 16 persone), dal Marocco (8,97% e 14 persone) e dal Pakistan (7,05% e 11 persone). Altre etnie provengono da:

Nigeria, 11 Libia, 11 Romania, 10 Sud Sudan, 6 Turchia, 5 Tunisia, 5 Eritrea, 4 Germania, 3 Brasile, 2 Ghana, 2

Economia

L'economia di Camini si basa essenzialmente sull'agricoltura, con la produzione di cereali, olive, uva da vino e agrumi. A causa dello spopolamento e dell'emigrazione, tuttavia, il borgo si stava lentamente spegnendo, finché, dal 2011, grazie agli sforzi e all'impegno della Eurocoop Jungi Mundu, ente del Terzo Settore fondato nel 1999 per favorire i soggetti svantaggiati nel mondo lavorativo, la tendenza si inverte: la cooperativa sociale, infatti, prendendo parte al progetto di reinserimento e di integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, consente di collocare piccoli gruppi di immigrati nelle case del paese lasciate abbandonate o sfitte, anziché ammassare una moltitudine di gente in grandi centri di accoglienza come fatto fino ad allorahttps://eurocoopcamini.com/chi-siamo/.

Grazie a questo lento processo di integrazione, non solo si è evitato lo spopolamento del paese, ma sono state impiantate attività economiche e artigianali che hanno dato nuova linfa all'economia caminese: l'Eurocoop Jungi Mundu, infatti, è riuscita creare laboratori di produzione della ceramica, sartoria, falegnameria e liuteria, oltre a corsi di cucina locale ed etnica, mentre in campo agricolo si è svolto un recupero di terreni abbandonati, con relativa produzione di vino, grano e olio biologici, oltre che a laboratori agroalimentari per produrre cibo a km zero. Sviluppato è anche il turismo solidale, per far conoscere la centralità della comunità locale e il suo ruolo nello sviluppo del territoriohttps://eurocoopcamini.com/servizi/.

Nel paese è presente anche la C.J.S.A.R. (Cooperativa Agricola Sviluppo Jonico Reggino), un vivaio di piante officinali, che in particolare si occupa della produzione di origano locale (Origanum Vulgaris subspecie Hirtum).

Infrastrutture e trasporti Strade Camini è collegato alla Strada Statale 106 Jonica dalla SP93, una strada provinciale che lo mette in comunicazione anche con i vicini comuni di Riace, Monasterace e Caulonia.

Amministrazione

Note

Bibliografia Damiano Bova, Bivongi. Nella valle dello Stilaro, Ecumenica Editrice, Bari, 2008. Fabrizio Mollo, Guida archeologica della Calabria antica, Rubettino, Soveria Mannelli, 2018.

Voci correlate Costa dei Gelsomini Vallata dello Stilaro Locride

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