Mulatto, discendente di schiavi, nacque povero, ma ricevette una solida formazione sia musicale sia letteraria e umanistica. Optò per la carriera ecclesiastica per devozione, ma probabilmente anche per motivi pratici, essendo un mezzo per avere garantito un futuro decente, specialmente per persone della sua condizione sociale. Le sue elevate qualità artistiche e intellettuali si misero presto in luce e spinsero la società schiavistica del suo tempo ad attenuare le forti restrizioni di accesso a posizioni di prestigio per i negri e i mulatti come lui, ma non lo liberarono completamente dagli infortuni generati dal pregiudizio razzista.
Nunes Garcia visse in una fase di grandi mutamenti politici, sociali e culturali, testimoniando la transizione dal Brasile coloniale all'Impero indipendente, e fra il barocco e il neoclassicismo. In questo periodo si passò da un universo culturale che aveva due secoli d'età ed erano profondamente radicato in Brasile, basandosi su contrasti accentuati, sulla sontuosità decorativa e sull'espressione di un'emozione esaltata, verso un altro in cui si ebbe un recupero delle idee dell'Antichità, che ponevano l'equilibrio, la chiarezza e l'economia espressiva sotto il primato della ragione. La sua opera musicale rifletté queste mutazioni estetiche in una sintesi ibrida di vari aspetti, da una parte partendo dall'eredità della musica coloniale brasiliana, ma assorbendo forti influenze dalla scuola classicista austro-tedesca, che diventeranno dominanti nella sua produzione matura. Il suo apogeo durò solo una decina di anni: iniziò con la nomina a maestro di cappella della Cattedrale di Rio de Janeiro alla fine del XVIII secolo, e trascorse con la prima parte del periodo in cui la corte portoghese risiedette a Rio. In questo periodo, ebbe il favore del principe reggente dom João, che fu un grande ammiratore del suo talento, e lo indicò come direttore della Cappella Reale e lo fece cavaliere dell'Ordine del Cristo. Frattanto, l'affermato operista portoghese Marcos António Portugal, arrivato in Brasile nel 1811, immediatamente guadagnò il favore dell'élite e fece a Nunes Garcia una guerra costante, occupando praticamente tutto il suo antico spazio. Ciò provocò la sua fase di decadenza, forse accelerata da una salute in declino e dalla generale crisi economica e istituzione dei primi anni dopo l'Indipendenza del Brasile. Ciò nonostante, proprio in questo periodo finale compose alcune delle sue opere più importanti, come il Requiem e l'Ufficio dei Defunti (1816) e le messe di Nostra Signora del Carmine (1818) e di Santa Cecilia (1826). Morì quasi in miseria con poco più di sessant'anni, lasciando, nonostante fosse sacerdote, cinque figli, che ebbe da Severiana Rosa de Castro.
Fu forse il compositore brasiliano più prolifico del suo tempo, e oggi è considerato uno dei nomi più rappresentativi della musica brasiliana di tutti i tempi e senza dubbio il più importante compositore della sua generazione. La sua posizione storica è stato interpretata alla luce di ideologie divergenti e molti miti hanno tentato di impadronirsi della sua figura, che è più citata per il folclore che suscitò più di quanto sia realmente conosciuta e compresa in maniera obiettiva e critica. Sopravvivono più di 240 composizioni catalogate, praticamente tutte ascrivibili al genere sacro e vocale: messe, mattutini, vespri, mottetti, antifone e altre composizioni per il culto cattolico, a fronte di poche modinhas e qualche brano orchestrale e drammatico, nonché un'opera didattica, mentre il resto si è perduto. Fu celebre anche come professore di musica e strumentista, elogiato soprattutto per le sue qualità di improvvisatore e di accompagnatore al pianoforte.
Biografia Infanzia Nato il 22 settembre 1767, José Maurício ebbe come genitori il sarto Apolinário Nunes Garcia, originario dell'Ilha do Governador, e Vitória Maria da Cruz, oriunda di Minas Gerais, che si erano sposati nel 1762 nella chiesa di Santa Rita da Cascia a Rio de Janeiro. Entrambi erano mulatti, figli di madri schiave e di padri bianchi, e secondo la legge dell'epoca dovevano essere schiavi anche loro, ma erano stati affrancati. Testimoni dell'epoca li dichiarano "sempre buoni cattolici, che vivono con molta decenza", e il padre fu rispettato nella sua professione. Antonio Campos Monteiro Neto, "Infância e Juventude", in: José Maurício Nunes Garcia, 1999-2011 Ricardo Bernardes, "José Maurício Nunes Garcia e a Real Capela de D. João VI no Rio de Janeiro" , in: Revista Textos Brasileiros, (12):41-45 José Maurício nacque in Rua da Vala, l'attuale Rua Uruguaiana, e fu battezzato nella Cattedrale il 20 dicembre dello stesso anno. Cleofe Person de Mattos, José Maurício Nunes Garcia: biografia, Fundação Biblioteca Nacional, 1997, p. 22
Secondo la tradizione rivelò fin dall'infanzia il suo talento per la musica, ma poco si sa dei suoi primi anni. Manuel de Araújo Porto-Alegre, suo contemporaneo e uno dei suoi primi biografi, dice che aveva "dalla più tenera infanzia una bellissima voce e cantava mirabilmente", e doveva essere dotato di una "prodigiosa memoria", potendo "riprodurre fedelmente tutto quello che ascoltava". Manuel de Araújo Porto-Alegre, "Apontamentos sobre a Vida e Obras do Padre José Maurício Nunes Garcia", in: Revista do Instituto Historico e Geographico do Brazil, 1856; XIX (21):354-369 La sua vita non fu tranquilla. A sette anni perse il padre e fu cresciuto dalla madre con l'aiuto di una zia. Le due donne, semplici lavandaie, percepivano l'interesse del bambino per la musica e lavoravano duramente per permettersi le lezioni private con il professore Salvador José de Almeida Faria, musicista di Minas Gerais che operava nel solco della tradizione locale tardo-barocca e proto-classicista ed era un vecchio amico di famiglia. Vasco Mariz, A música no Rio de Janeiro no tempo de D. João VI, Casa da Palavra, 2008, pp. 32-64 L'insegnamento ricevuto dal giovane era solido, come dimostra una correzione della sua prima composizione conosciuta, un'antifona per la Cattedrale di Rio de Janeiro, Tota pulcra es Maria (1783), composta a 16 anni. Probabilmente in questo periodo cantava nel coro della Cattedrale.Mattos (1997), pp. 28-30 Jetro Meira de Oliveira, Elton Leandro Machado e Gabriel Iglesias Martins, "O Te Deum CPM 92 de José Maurício Nunes Garcia: processo de transcrição/edição", in: Anais do XXI Congresso da ANPPOM, 2011, pp. 995-1001 Nel 1784 partecipò alla fondazione della Confraternita di Santa Cecilia, di cui era uno dei membri più giovani, il che attesta anche la sua buona preparazione. L'ammissione gli dava il diritto di insegnare musica, e la docenza divenne la sua principale occupazione.Mattos (1997), p. 34 Lucas Dias Martinez Ambrogi, Tensões Sonoras: embates entre dois discursos sobre o nacionalismo musical no Brasil: Mário de Andrade e o grupo música viva (1920-1950) . Dissertação de Mestrado. Universidade Estadual de Londrina, 2012, p. 33 Questa confraternita, più che un'accolita di amanti della musica, per qualche tempo monopolizzò l'attività musicale di Rio, agendo quasi come un sindacato professionale e proibendo a musici estranei di lavorare finché non fossero entrati nella confraternita. Roberto Sussumo Anzai, Opção ou desconhecimento? Panorama da prática interpretativa ligada ao repertório vocal existente no Brasil de 1730 a 1850, sob o ponto de vista do registro fonográfico brasileiro realizado entre 1957 e 2005. Dissertação de Mestrado. Universidade Estadual Paulista, 2008, p. 30
Quando José Maurício nasceva, la città di Rio da pochi anni era diventava capitale della colonia, dopo Salvador, e attraversava una fase di modernizzazione, in cui fu dotata di nuove arterie e abbellimenti, ma era ancora una città abbastanza provinciale, le cui feste pubbliche erano vincolate al calendario liturgico e le stesse celebrazioni civili in generale vedevano una forte partecipazione della Chiesa. La trasformazione in capitale cominciò ad attrarre in città artisti e intellettuali, e le confraternite religiose avevano l'occasione di rinfocolare la loro tradizionale competizione organizzando liturgie con musica di qualità e migliorando le loro orchestre. Il viceré, il marchese di Lavradio, cercava di dare più varietà all'ambiente e di formare un'élite istruita, incentivando le Aulas Régias e l'Accademia Scientifica e ordinando la costruzione di un nuovo teatro, ove si iniziarono rappresentazioni di spettacoli vari destinati al popolo: commedie, drammi, mascherate e anche alcune opere liriche di compositori europei, come Giovanni Paisiello, Niccolò Jommelli e Domenico Cimarosa, ma le messinscene erano ancora in molti casi di livello amatoriale. Probabilmente, nella sua giovinezza, José Maurício entrò in contatto con questo centro di cultura, che era il più importante della città, e potrebbe aver partecipato ad alcune rappresentazioni.Mattos (1997), pp. 24-32 Secondo i suoi primi biografi, non fu mai in grado di acquistare un clavicembalo o un pianoforte per esercitarsi, compiendo le sue esercitazioni con una viola de arame e avendo accesso a strumenti a tastiera solo nelle case dei suoi alunni. La tradizione riporta che non ebbe mai professori di pianoforte e che ne avesse scoperto i segreti da autodidatta, ma sembra difficile che non avesse ricevuto neppure qualche rudimento orientativo informale dai suoi molti amici musicisti professionisti, specialmente in rapporto all'organo, strumento di grande complessità.Mattos (1997), pp. 32-34
Per completare la sua formazione, frequentò le Aulas Régias, ricevendo una preparazione in storia, geografia, francese, italiano, greco, latino e retorica sacra e profana con il padre Elias, e in filosofia razionale e morale con il dottor Agostinho Corrêa da Silva Goulão, formatosi a Coimbra. Porto-Alegre riferisce che il suo progresso fu molto rapido, dicendo che in poco tempo i suoi maestri lo considerarono capace di sostituirli nelle lezioni. Goulão gli avrebbe offerto la docenza, ma José Maurício avrebbe rifiutato, scegliendo di dedicarsi alla musica sacra. "A comemoração de José Maurício", Revista do Instituto Histórico e Geográfico Brasileiro, 1930, pp. 687-705 Carlos Alberto Figueiredo, "Garcia, José Maurício Nunes" , in: Dicionário Biográfico Caravelas, Núcleo de Estudos da Historia da Música Luso-Brasileira, 2012
Il 5 gennaio 1791, iniziando la sua preparazione al sacerdozio, chiese l'apertura del processo per l'abilitazione agli esami sinodali. Come era prassi, fu fatta un'inchiesta per attestare il suo buon carattere e la sua appartenenza a una famiglia rispettabile. La sua reputazione di buon cattolico e di persona di degni costumi, nonché la sua qualità intellettuale, gli permisero di essere dispensato dal requisito di avere "sangue limpido", necessario per l'ordinazione in una società schiavistica e discriminante, in cui avere sangue negro era un impedimento per una carriera ecclesiastica o mondana di successo. Ma c'era un altro requisito, quello di possedere un patrimonio. Grazie alla generosità del commendatore Tomás Gonçalves, suo amico e protettore, ricevette come dote una casa in Rua das Marrecas, soddisfacendo così a tutti i requisiti per l'abilitazione. Vasco Mariz, História da Música no Brasil, Nova Fronteira, 2005, pp. 51-59 Il 7 settembre entrò nella Confraternita di San Pietro dei Chierici, componendo per la stessa tre Te Deum. Il 17 dicembre, già suddiacono, s'iscrisse alla seconda parte degli esami, e il 3 marzo 1792 fu ordinato presbitero e celebrò la sua prima messa al Palácio da Conceição, residenza del vescovo.Mattos (1997), pp. 43-44