La stazione di Palermo Papireto è una fermata ferroviaria del passante ferroviario di Palermo in costruzione, posta sulla ferrovia Palermo-Trapani.

Storia

Nel 2008 iniziarono i lavori del nuovo passante ferroviario di Palermo, secondo i cui progetti sarebbe dovuta sorgere una stazione in corrispondenza del vicolo Bernava. Il manufatto della stazione sarebbe stato posto sulla esistente galleria pari (direzione Palermo Centrale) "Re Federico" e in corrispondenza della nuova galleria dispari (verso Punta Raisi) "Imera-Lolli".

Tra il 4 ottobre 2010 e il 16 gennaio 2012 la linea da Palermo Centrale a Notarbartolo rimase chiusa per permettere i lavori che consentirono di proseguire le operazioni riguardanti la cosiddetta Tratta A, nella quale erano compresi i lavori della stazione Papireto. Tuttavia, il 10 giugno 2012 durante i lavori nella galleria Imera-Lolli e, dunque, in corrispondenza della stazione subirono, gli operai furono sommersi da acqua e fango a causa di imprevisti idrogeologici. In particolare il ritrovamento di un canale d’acqua, che causò danni strutturali agli edifici in vicolo Bernava.

Dopo un lungo calvario, alla fine del 2020 il comune demolì l'intero lotto di palazzine pericolanti, precedentemente acquistate ed espropriate. La demolizione dei cinque palazzi compresi nel lotto avvenne tramite tecnica di "decostruzione" a opera della Impresit, alla quale la RFI affidò l'appalto per poco meno di un milione di euro.

A causa di costi extra e dispute legali con la RFI, la Sis, l'azienda che si occupava dei lavori, rescisse il proprio contratto e in tal modo i lavori subirono un nuovo blocco. Nel 2022 e nel 2023 furono bandite due gare per il completamento, tra le altre opere, della stazione Papireto, ma entrambe andarono deserte; un ulteriore tentativo all'inizio del 2024 ebbe lo stesso esito.

Una svolta vi è nell'aprile 2025, quando il Consorzio Cme vinse l'appalto con un'offerta con un ribasso di circa tre milioni di euro rispetto all'importo iniziale del bando: € sulla base d'asta di €. Nei mesi successivi, la ditta molisana Europea 92 - che già negli anni precedenti aveva contribuito allo scavo della galleria detta "pari" - compì lavori sigillare il tunnel esistente e consentire lo scavo dell’altra galleria, quella cosiddetta "dispari" per il definitivo raddoppio della tratta, risolvendo completamente le infiltrazioni che avevano colpito la zona.

Note

Altri progetti

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