Agiografia In tutti gli antichi cataloghi episcopali dell'arcidiocesi di Reims, che non sono anteriori all'XI secolo, ma che erano già conosciuti nel IX secolo, san Sisto è indicato come il protovescovo e fondatore della Chiesa di Reims, assieme a san Sinicio, suo discepolo e successore sulla cattedra episcopale remense.Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, pp. 76-77. Il primo vescovo storicamente documentato di Reims è Imbetausio, il 4º dei cataloghi episcopali; che prese parte al concilio di Arles nel 314; se ne deduce che i santi Sisto e Sinicio potrebbero aver fondato la Chiesa di Reims attorno alla metà del III secolo.Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, p. 79. Viard, Bibliotheca Sanctorum, vol. XI, col. 1264.

La più antica menzione liturgica di san Sisto è il martirologio di Usuardo (IX secolo), dove il santo ricorre al 1º settembre con queste parole: Remis, depositio sancti Sixti episcopi primi civitatis ipsius - A Reims, deposizione di san Sisto, primo vescovo di quella città.Viard, Bibliotheca Sanctorum, vol. XI, col. 1265. Successivi testi liturgici menzionano alla stessa data anche i santi Sinicio, successore di Sisto, e Nivardo, vescovo di Reims del VII secolo.

Queste scarne notizie sul santo sono state successivamente integrate con notizie che tuttavia sollevano dubbi sulla loro storicità. Secondo Incmaro di Reims († 882), Sisto fu inviato ad evangelizzare Reims da papa Sisto II, che pontificò tra il 257 e il 258.Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, p. 79. Flodoardo (894-966) utilizzò il catalogo dei vescovi di Reims per scrivere la sua Historia Remensis ecclesiae.Traduzione in francese in: M. Guizot, Histoire de l'Eglise de Reims, Collection des Mémoires relatifs à l'histoire de France, Parigi 1824. Secondo questo autore, Sisto e Sinicio furono inviati ad evangelizzare il popolo celtico dei Remi da san Pietro nel I secolo. Mentre Sisto si occupò di Reims, Sinicio divenne suo coadiutore nella vicina Soissons e poi gli succedette sulla cattedra remense. Sisto subì il martirio all'epoca dell'imperatore Nerone († 68).Guizot (ed.), Histoire de l'Eglise de Reims, pp. 5-6. Una Vita dei santi Sisto e Sinicio, pubblicata negli Acta Sanctorum, fa morire i due santi dopo che a Roma erano stati martirizzati i santi Crispino e Crispiniano, durante la persecuzione di Diocleziano, ossia agli inizi del IV secolo.Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, p. 80.

Sembra che Sisto sia stato sepolto in una chiesa, a lui dedicata, che si trovava fuori le mura della città di Reims; questa chiesa esisteva ancora agli inizi del Settecento, ma in seguito venne demolita perché pericolante.Fisquet, La France pontificale… Reims, pp. 6. Tuttavia, già nel 920, all'epoca dell'arcivescovo Erveo, i suoi resti erano stati trasferiti nella basilica abbaziale di Saint-Remi, e, successivamente, spartiti tra la cattedrale e la basilica di San Nicasio.Gallia christiana, vol. IX, col. 3.

Nel nuovo Martirologio Romano, riformato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II, san Sisto è commemorato il 1º settembre con queste parole:Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 687.

Note

Bibliografia Denis de Sainte-Marthe, Gallia christiana, vol. IX, Parigi 1751, coll. 2-4 Honoré Fisquet, La France pontificale, histoire chronologique et biographique des archevêques et évêques de tous les diocèses de France. Métropole de Reims. Reims, Paris, pp. 5-6 De SS. Sixto et Sinicio episcopis confessoribus Remis in Campania Gallica, in Acta Sanctorum Septembris, vol. I, Parigi 1868, pp. 118-129 Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. III, Parigi 1915, pp. 76-81 Paul Viard, Sisto e Sinicio, vescovi di Reims, santi, in «Bibliotheca Sanctorum», vol. XI, coll. 1264-1265

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