Il mercato dell'arte o, meglio, i mercati dell'arte sono composti da artisti, acquirenti e mediatori o distributori.. "Dal punto di vista delle teorie economiche, l'opera d'arte è vista come una merce del tutto particolare", basata principalmente su unicità e irriproducibilità..
Il campo artistico aggiunge ai normali mercati proprietà identificative e modalità funzionali proprie;. "in un universo digitale in cui i beni culturali possono essere facilmente clonati, l'unicità dell'opera d'arte assume un valore paragonabile a quello del patrimonio immobiliare. Le opere vengono considerate come investimenti sicuri, (...) apportando una 'maggiore liquidità' nel mercato"..
Inoltre si fa riferimento a "mercati" dell'arte poiché il plurale è diventato una conventio ad includendumIn opposizione alla Conventio ad excludendum (cfr. ). in grado di includere fenomeni eterogenei, analizzabili da metodi che distinguono i vari elementi delle diverse forme di regolazione delle transazioni..
"La grande espansione del mercato dell'arte" è dovuta a vari fattori, a partire dall'accresciuta popolarità dell'arte: "l'innalzamento del livello medio d'istruzione comporta un maggiore interesse per i beni culturali più complessi, (...) la crescita di una cultura visiva (...) comporta una maggiore capacità di apprezzare il significato di un'immagine. (...) Infine, in un'epoca di globalizzazione, l'arte ha il vantaggio di varcare facilmente i confini (...). Paradossalmente, un'altra ragione per cui l'arte attira l'attenzione del grande pubblico è il fatto che sia diventata così costosa. Le quotazioni stratosferiche riportate a caratteri cubitali sui giornali contribuiscono a diffondere la concezione dell'arte come bene di lusso e come status symbol. (...) Il numero di persone che non si limita a collezionare, ma tende ad ammassare enormi quantità di opere d'arte, è passato da alcune centinaia ad alcune migliaia" tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo..
Soltanto di recente i mercati dell'arte sono diventati oggetto di studio da parte di esperti di vari settori,. dopo decadi di imbarazzo e di omissioni dovute al contrasto fra la "nobiltà" dell'arte e il "vile" commercio:. la convinzione, definita "pessimismo culturale",. che il commercio corrompa la cultura,. tende a stemperarsi dopo gli anni Sessanta del Novecento, quando la proliferazione di musei d'arte contemporanea e il coinvolgimento dei loro direttori nell'ambito delle strategie del mercato rafforzano le quotazioni delle opere e la costruzione delle carriere degli artisti. Di conseguenza, se in passato la considerazione dell'opera d'arte come prodotto commerciale sembra esulare da una corretta analisi di storia dell'arte, "lo studio dell'interconnessione fra valore artistico e valore economico è di fondamentale importanza per comprendere il senso complessivo della produzione artistica"..
Del resto fin dal Rinascimento le forze economiche hanno influito su arte, letteratura e musica occidentali,. e anche il contesto storico e socio-culturale è fondamentale per la comprensione e l'apprezzamento di un'opera d'arte..
Storia La produzione e il consumo di opere d'arte, oggetti di lusso e servizi sono stati la spina dorsale delle economie pre-industriali..
Nelle varie epoche diversi tipi di mercati hanno formato le arti in maniere radicalmente diverse.. La crescita del mercato dell'arte è parallela ai cambiamenti nella committenza e produce una differenziazione della produzione artistica: nel tempo la crescente rete di scambi fa preferire quadri e piccole sculture agli affreschi, poiché gli acquirenti cercano opere che si possano possedere, trasportare e rivendere come beni..
La rivoluzione commerciale del tardo Medioevo e del Rinascimento non stimola soltanto la richiesta di opere d'arte, ma mette anche a disposizione materiali appropriati per la creazione artistica, attraverso il progresso tecnologico.. L'introduzione della stampa ad esempio favorisce anche la commercializzazione di tipi di carta più durevoli.. Nel XV secolo i disegni diventano opere dalla completa dignità artistica, custoditi o venduti per il guadagno, grazie anche agli schizzi di Pisanello e Leonardo. Le stampe diventano così beni artistici collezionabili e commerciabili.
"Nel campo delle stampe è chiarissimo che l'invalere dell'uso da parte dell'incisore di firmare - o di siglare, o di contrassegnare con un emblema, per esempio il caduceo, come fa Jacopo de' Barbari - va di pari passo con l'incremento del mercato organizzato, ossia è una conseguenza del fatto che le stampe nella maggior parte del casi sono eseguite non dietro commissione o per qualcuno in particolare - tanto è vero che quando si vorrà evidenziare un eventuale destinatario particolare si ricorrerà a vistose iscrizioni con dedica - ma per un mercato generico dal quale per imporsi è indispensabile farsi riconoscere".. Dopo la morte di Raffaello il mercato delle stampe che riproducono le sue opere si moltiplica; il nome dell'artista viene apposto talvolta soltanto nella seconda edizione delle incisioni, poiché favorisce il successo degli stampatori..
Nel Rinascimento fiorentino le famiglie prestigiose sono in competizione per la migliore decorazione di spazi nelle chiese e tale competizione, unita alle mostre pubbliche, rafforza il crescente interesse nella pubblicità che attrae i compratori. Le esposizioni pubbliche nascono durante le festività religiose, inizialmente composte da opere commissionate poco prima dalle chiese e dai conventi. Con il tempo tuttavia le opere esposte si affrancano da commissioni e soggetti religiosi, assumendo uno scopo prevalentemente commerciale. L'esposizione si evolve nella vendita diretta ai clienti interessati..
Nel XVI secolo, quando Firenze e l'Italia perdono la posizione di relativa supremazia economica a causa del coinvolgimento nelle guerre di Francia e Spagna, che esauriscono le risorse economiche della città, le vie del commercio vengono ostacolate o chiuse. Del resto la scoperta dell'America, insieme alla caduta di Costantinopoli nel 1453, iniziano il processo di spostamento delle vie commerciali. All'inizio del XVI secolo Roma subentra quale più importante fonte di committenza rispetto a Firenze, come dimostra la diaspora dei maggiori artisti dell'epoca..
Al declino del Rinascimento fiorentino corrisponde anche uno spostamento della supremazia economica e artistica verso i Paesi Bassi, dove la fioritura artistica inizia nel XV secolo:. dipinti, stampe e porcellane olandesi diventano gli oggetti di maggiore esportazione in Europa. Si forma una classe altoborghese forte per il mercato dell'arte, anche se persone di ogni ceto sociale comprano quadri, magari di qualità minore: dagli anni Novanta le tendenze negli acquisti del pubblico olandese. portano ad un accumulo senza precedenti di opere d'arte.. In seguito anche "l'età dell'oro" olandese cade vittima della guerra e del declino economico, quando con la guerra degli anni Settanta contro Francia e Inghilterra la situazione economica ristagna e le tasse si alzano, e il mercato dell'arte crolla..
Nel XVIII secolo si stabiliscono mercati dell'arte attivi in diverse città europee, senza che dominino un centro né uno stile. Inoltre si affacciano mercati di nuovi continenti, quello americano in particolare, e l'importazione di porcellane cinesi determina la ripresa degli scambi con l'Oriente. Con l'inizio della Rivoluzione industriale un ruolo di crescente importanza nei mercati dell'arte viene assunto dalla borghesia, di cui costituisce esempio Josiah Wedgwood..
"La struttura del mercato dell'arte contemporanea, basata sul sistema delle gallerie private, nasce in Francia negli ultimi decenni dell'Ottocento in opposizione alla chiusura e alla rigidità dell'organizzazione ufficiale delle arti plastiche dominata dall'Académie des beaux-arts"..
Fin dall'inizio del XIX secolo la relazione fra economia e cultura comincia a proporsi anche in termini critici, ma la letteratura economica del XIX e degli inizi del XX secolo affronta l'argomento con superficialità e parzialità, attraverso scritti animati da scopi polemici, oppure semplici commenti ai risultati delle aste..
Con l'istituzione dei Salon si moltiplicano "le occasioni pubbliche di entrare in contatto con l'arte". e la "condivisione pubblica dell'arte" assume anche un "ruolo sociale e politico", nell'ottica di un "dialogo tra l'artista e il pubblico".. In tale contesto l'artista si affranca dalla dipendenza dei collezionisti; con le vendite all'asta, inoltre, "si costruiscono luoghi deputati alle liquidazioni di intere collezioni",. che favoriscono anche lo sfumarsi delle gerarchie sociali, come sottolinea lo stesso Gersaint..
Tuttavia ancora nel Settecento in Francia permane la situazione formatasi dal momento della fondazione dell'Accademia nel 1648: la carriera di un artista è posta sotto il rigido controllo accademico anche "dal punto di vista del successo commerciale" e l'avanzamento istituzionale è anteposto alle "strategie di autopromozione nel mercato libero".. Indispensabile, in tale contesto, il successo al Salon affinché un artista venga "accettato dal gusto dominante del grande pubblico e, soprattutto, dell'alta borghesia (...) [con] ricaduta importante anche sulla vendita attraverso altri canali": a questa situazione verso la metà dell'Ottocento si ribellano gli "artisti innovatori che cercano di costruire la loro carriera nel mercato libero, in fase di sviluppo". La svolta ha inizio nel 1855, con il Pavillon du Réalisme che Gustave Courbet installa davanti all'Esposizione Universale di Parigi, e che precede il Salon des Refusés e le azioni degli artisti indipendenti, di cui Manet è capofila..
Il mercato dell'arte francese in crescita viene accompagnato da altre opportunità d'intrattenimento, come fiere o circhi, riunite sotto un unico tetto per la prima volta a Le Bon Marché. Le moderne tecniche di esposizione dei quadri sono ispirate dalle vetrine accattivanti dei negozi, a differenza della pratica prevalente in passato, ossia l'ammassare quanti più quadri possibile su di una parete. Gli impressionisti ritraggono i piaceri del tempo libero offerti dal capitalismo alla crescente classe media, come i cafè di Renoir o la danza di Degas. Come già nella Firenze rinascimentale e nei Paesi Bassi, la vitalità dell'arte si lega alla cultura capitalista della ricchezza e del consumismo. Inoltre nuove tecnologie forniscono ulteriore sostegno ai pittori francesi, come ad esempio l'attrezzatura per dipingere all'aperto.. Soltanto con gli impressionisti gli stili sponsorizzati dal mercato competono con quelli sponsorizzati dal governo..
Nell'ultimo decennio dell'Ottocento gli impressionisti creano una rete internazionale in collaborazione con i loro critici, i primi collezionisti e il loro principale mercante, Paul Durand-Ruel. Quest'ultimo "rappresenta il prototipo del nuovo mercante innovatore, allo stesso tempo sul piano delle scelte artistiche e su quello delle strategie commerciali".. Le "caratteristiche innovative della sua attività" sono l'interesse "per la valorizzazione di una nuova pittura non ancora richiesta dal mercato", la volontà di monopolio sulla produzione artistica degli impressionisti "attraverso l'accumulazione di opere in magazzino e la stipulazione di contratti", l'allestimento di una serie di mostre personali, l'apertura di proprie filiali all'estero e la "valorizzazione critica della nuova arte attraverso la fondazione di riviste"..