Quando l'Impero tedesco venne costituito nel 1871, nessuno degli Stati che lo componevano aveva delle colonie oltremare. Solo dopo la Conferenza di Berlino del 1884 la Germania iniziò ad acquisire nuovi possedimenti coloniali,R. Robinson, J. Gallagher and A. Denny, Africa and the Victorians, London, 1965, p. 175. ma la sua storia coloniale affondava le proprie radici nel Cinquecento.Cassidy, Eugene (2015). Germanness, Civilization, and Slavery: Southern Brazil as German Colonial Space (1819-1888) (PhD). University of Michigan. Retrieved 31 December 2018. Prima della dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806, vari Stati tedeschi avevano costituito delle compagnie commerciali privilegiate per creare degli avamposti commerciali d'oltremare; in alcuni casi avevano anche ottenuto il controllo diretto territoriale o amministrativo delle relative aree.
Dopo il 1806 i tentativi di assicurarsi dei territori oltremare vennero abbandonati; al contrario venne lasciato il posto a delle compagnie commerciali che si distinsero nell'area del Pacifico, mentre le società per azioni e le associazioni coloniali iniziarono progetti altrove, che comunque non durarono molto.
Il Sacro Romano Impero (sino al 1806) Prima del 1871 vi furono molti progetti per far migrare i tedeschi al di fuori della loro terra natia, come ad esempio i tedeschi del Volga invitati in Russia da Caterina la GrandeFred C. Koch, The Volga Germans: in Russia and the Americas, from 1763 to the present, Penn State Press, 2010. o i palatini nelle colonie americane. Inoltre, alcuni principi di stati tedeschi vennero coinvolti nelle avventure coloniali inglesi ed olandesi prestando delle truppe ad uso delle colonie straniere. Per questo, ad esempio, il duca Carlo II Eugenio del Württemberg fondò il Reggimento del Württemberg del Capo per la Compagnia olandese delle Indie orientali mentre i principi di Waldeck organizzò dei reggimenti ad uso coloniale e vi prestò persino servizio. Vari reggimenti di Assiani combatterono con gli inglesi durante la guerra d'indipendenza americana.
A metà del XVII secolo, la principale motivazione che spingeva gli stati tedeschi a cercare di intraprendere delle avventure in campo coloniale era la loro economia, pesantemente provata dalla Guerra dei Trent'anni. Col commercio e l'agricoltura in crisi nella maggior parte della Germania e la popolazione notevolmente ridotta, la lucrativa tratta atlantica degli schiavi africani in particolare appariva offrire la prospettiva di un facile e rapido recupero economico. La principale ispirazione degli Stati tedeschi fu la Repubblica olandese che rapidamente seppe trasformarsi da uno Stato di minore importanza ad una tra le principali potenze commerciali e navali al mondo; vari governanti tedeschi miravano ad emularne l'esempio.
Piccola Venezia (Venezuela)
Il primo progetto coloniale tedesco fu per iniziativa privata. L'imperatore Carlo V del Sacro Romano Impero governava non solo i territori tedeschi, ma anche quelli dell'Impero spagnolo e si trovava profondamente indebitato con la famiglia dei banchieri Welser di Augusta. Per ripagare il debito coi Welser, l'imperatore concesse a loro della terra coloniale sulla costa dell'attuale Venezuela nel 1528, luogo che essi chiamarono "Piccola Venezia". Un piccolo numero di coloni tedeschi ed un gran numero di schiavi vennero inviati nella colonia. Gran parte dei tedeschi morì ed i governatori locali si dedicarono perlopiù alla ricerca dell'El Dorado. Nel 1556 la Corona spagnola revocò ai Welser il loro privilegio e riprese il controllo del territorio. I Welser vennero visti come dei veri e propri eroi del colonialismo tedesco nella corrente romantica del XIX secolo, e guardati con ammirazione nei progetti coloniali tedeschi degli anni '80 e '90 dell'Ottocento.
Le Indie dell'Hanau
Nel 1669 la Compagnia olandese delle Indie occidentali e la contea di Hanau sottoscrissero un contratto per la concessione di un terreno di tra il fiume Orinoco ed il Rio delle Amazzoni nella Guiana olandese, territorio che venne ceduto in amministrazione all'Hanau. Questo territorio era di molte volte più grande dello stesso Hanau (che era appena ).Gisela Graichen, Horst Gründer: Deutsche Kolonien - Traum und Trauma. Berlin, 2nd edition, 2005, p. 23Ferdinand Hahnzog: Hanauisch-Indien, Hanau 1959 p. 21. L'intenzione era quella di compensare le mancanze dell'economia dell'Hanau con un bilancio positivo nella colonia. Il contratto assicurò pure molti diritti agli olandesi, incluso il monopolio dei trasporti tra l'Hanau e le Indie. Ad ogni modo, mancarono da subito le risorse per sostenere un progetto su così larga scala oltre a mancare i coloni da inviare oltremare. Il progetto si rivelò un fiasco finanziario per la contea di Hanau. Venne fatto un tentativo di vendere la colonia a Carlo II d'Inghilterra, ma questo non andò a buon fine, in particolare per lo scoppio della terza guerra anglo-olandese in quello stesso anno.
I progetti bavaresi Nel 1657 lo studioso bavarese Johann Joachim Becher pubblicò Chiamata alla fondazione delle colonie tedesche in oltremare (Aufruf zur Gründung deutscher Überseekolonien), ma questo progetto non trovò un supporto immediato. L'elettore Ferdinando Maria di Baviera era interessato all'idea di colonizzare New Amsterdam, ma dopo che i Paesi Bassi ebbero ceduto definitivamente il territorio alla Gran Bretagna, l'idea dei bavaresi venne archiviata nel 1675. Nei primi anni '30 del Settecento vi fu un piano progettato dall'elettore Massimiliano II Emanuele per prendere possesso di un tratto di terra in Guiana presso il fiume Barima per stabilirvi una colonia bavarese, anche se non si ebbero poi più notizie di questo piano e si ha ragione di credere che esso sia stato abbandonato.
Colonie del Brandeburgo-Prussia
Le prime avventure coloniali Le ambizioni coloniali del Brandeburgo-Prussia iniziarono con l'elettore Federico Guglielmo I di Brandeburgo che aveva studiato presso le università olandesi i Leyen e Le Hague. Quando Federico Guglielmo divenne elettore nel 1640, invitò degli ingegneri olandesi in Brandeburgo, come pure inviò degli ingegneri brandeburghesi a studiare nei Paesi Bassi, e nel 1646 sposò la contessa Luisa Enrichetta della dinastia olandese degli Orange-Nassau. Ingaggiò l'ammiraglio olandese Aernoult Gijsels van Lier come suo consigliere e cercò di persuadere l'imperatore del Sacro Romano Impero e altri principi dell'impero a prendere parte alla creazione di una compagnia tedesca delle Indie orientali. L'imperatore declinò l'offerta ritenendo pericoloso andare ad intaccare gli interessi di altre potenze europee. Nel 1651, Federico Guglielmo si accordò per comprare quindi autonomamente il possedimento danese di Fort Dansborg e Tranquebar in India per 120.000 talleri, ma alla fine non fu in grado di raccogliere l'intera somma e l'accordo venne cancellato nel 1653.
Operazioni schiaviste del Brandeburgo Nel 1680 la prima nave schiavista salpò dal Brandeburgo alla volta dell'Africa. In mancanza di un porto diretto sul Mare del Nord, i brandeburghesi si imbarcarono al porto di Pillau nel Baltico; nel 1683 venne siglato un accordo con la città di Emden per concedere l'accesso ai brandeburghesi al Mare del Nord. Nel 1682, su suggerimento del mercante e pirata olandese Benjamin Raule, Federico Guglielmo creò la Compagnia africana del Brandeburgo (Brandenburgisch-Afrikanische Compagnie, BAC), la prima organizzazione schiavista di uno stato tedesco a partecipare alla tratta atlantica degli schiavi africani. Con il suo stato ancora in crisi dalla Guerra dei Trent'anni, l'elettore sperava di replicare il successo mercantile della Compagnia olandese delle Indie orientali. Nel 1683 la bandiera con l'aquila rossa del Brandeburgo venne posta su Capo Three Points nell'attuale Ghana, e venne siglato il primo "trattato di protezione" coi capi locali. Inoltre, venne posta la prima pietra di Fort Groß Friedrichsburg. Nel 1687 la Prussia siglò un trattato con l'emiro di Trarza che gli permise di utilizzare il forte di Arguin per rifornimento e commercio - la gomma arabica era una delle principali risorse per i prussiani nell'area. Tra gli altri beni ricavati dall'area si contavano l'avorio, l'oro e il sale.
Per trovare un mercato di schiavi adatto per gli schiavi importati dall'Africa, Federico Guglielmo necessitava di una base nei Caraibi. Nel 1684, la Prussia non riuscì ad acquistare le isole francesi di Sainte Croix e Saint Vincent. Nel novembre del 1685, dopo un fallito tentativo di acquistare Saint Thomas dalla Danimarca, la Compagnia africana del Brandeburgo concluse un accordo per ottenere in affitto parte di Saint Thomas come base per 30 anni, pur restano la sovranità dell'isola alla Danimarca e la sua amministrazione alla Compagnia danese delle Indie occidentali. La Prussia ottenne l'area nei pressi della capitale, Charlotte Amalie, e la chiamò Brandenburgery, oltre ad altri territori chiamati baia di Krum e stati di Bordeaux più ad ovest. La prima nave brandeburghese giunse a Saint Thomas nel 1686 con a bordo 450 schiavi provenienti da Groß Friedrichsburg. Nel 1688, 300 europei e diverse centinaia di schiavi vivevano ormai nei possedimenti coloniali brandeburghesi. La richiesta di schiavi per le piantagioni inglesi e francesi richiedeva l'apporto di un numero sempre maggiore di schiavi e pertanto la Prussia ebbe mercato facile in questo campo. Tra il 1682 ed il 1715 i prussiani sbarcarono 19.240 schiavi nei Caraibi.
Il picco del commercio ed il declino La Prussia tentò di acquisire altri territori caraibici per sviluppare il traffico degli schiavi. Tentò a questo scopo di acquistare l'Isola del Granchio nel 1687, ma l'isola era reclamata anche dalla Danimarca, dall'Inghilterra e dalla Spagna, e quando una seconda spedizione inviata nel 1692 trovò l'isola ormai nelle mani dei danesi, il piano venne abbandonato. Nel 1689, la Prussia annetté Peter Island, ma la piccola isola prevalentemente rocciosa si dimostrò inadatta per sviluppare degli insediamenti o degli avamposti commerciali. Nel 1691, la Prussia ed il ducato di Curlandia si accordarono insieme per la spartizione di Tobago, ma quando la Curlandia venne costretta ad abbandonare l'isola e questa cadde nelle mani degli inglesi, l'accordo venne reso nullo ed i negoziati con l'Inghilterra portarono a nulla. Nel 1695, la Prussia tentò di ottenere Tortola, ma l'Inghilterra le negò il permesso di creare un insediamento. Allo stesso modo, l'Inghilterra le negò l'acquisto dell'isola di Sint Eustatius nel 1697.
Dopo un breve periodo di prosperità dal 1695 iniziò un graduale periodo di declino. Una delle principali ragioni di questa decadenza fu indubbiamente la mancanza di fondi finanziari e militari da investire nell'impresa da parte della Prussia, ma anche la determinazione dei Francesi a liberarsi di un possibile rivale commerciale. La flotta coloniale prussiana vantava all'epoca sedici navi in totale, e tra il 1693 ed il 1702, quindici andarono perdute a causa di attacchi da parte della Francia. Nel novembre del 1695, le forze francesi saccheggiarono la colonia brandeburghese (ma non quella danese) sull'isola di Saint Thomas. Nel 1731, la compagnia brandeburghese a Saint Thomas era ormai divenuta improduttiva e l'isola venne definitivamente abbandonata nel 1735 per poi essere venduta all'asta nel 1738.