Il globo Da Vinci. https://www.labrujulaverde.com/2021/10/leonardo-da-vinci-creo-el-primer-globo-terraqueo-que-muestra-america-usando-cascaras-de-huevo-de-avestruz o Globo di Missinne è un globo rinascimentale terrestre risalente al 1504 attribuito a Leonardo da Vinci. Il globo Da Vinci è il globo più antico per mostrare il nuovo mondo.

Nel giugno 2012, alla fiera della International Map Collectors' Society, tenutasi presso la Royal Geographical Society a Londra, il globo Da Vinci fu erroneamente catalogato come uno scrimshaw, cioè uno degli oggetti di artigianato prodotti tradizionalmente dai marinai incidendo e lavorando avori, ossa, conchiglie, ecc., risalente al XIX secolo. In quell'occasione fu scoperto dal ricercatore belga Stefaan Missinne.

È il primo globo su cui sono incisi i nomi di paesi come il Brasile, la Germania, la Gallia, la Russia, l'Anglia, la Scozia, l'Armenia, la Giudea, ecc.

Nel dicembre 2025, il dottor Heinrich Piening confutò la folle ipotesi della plastica avanzata da alcuni cosiddetti storici seri con una TAC eseguita con un tomografo computerizzato industriale Zeiss Metrotom 3.1 presso Zeiss a Monaco di Baviera il 4 novembre 2025. In essa ha mostrato (a 0,012 mm) in modo inequivocabile la giuntura tra i due gusci d'uovo del globo terrestre incollati con albume (confermato da Raman) all'equatore. In questo modo ha dimostrato che si tratta di gusci d'uovo organici e ha confermato i risultati del rapporto Raman 418.758 della Technologie und Innovations GmbH del 31 maggio 2016 pubblicato da Cambridge Scholars Publishing nel 2018. Il globo di Da Vinci è stato acquistato negli anni '60 a Londra, nel quartiere di Greenwich Village, da Tony BurgessHeinrich, Piening, Globo di proprietà del Prof. Dr. Stefaan Missinne, attribuito a Leonardo da Vinci, qui esame TC del 4.11.2025. In preparazione. Stefaan Missinne, The Da Vinci Globe, Cambridge Scholars Publishing, 2018, ISBN, 1527511340, p. 4 e p. 249.. Il 3 dicembre 2025, la ditta Westcam di St. Florian presso Linz ha effettuato una TAC del globo di da Vinci, che ha permesso per la prima volta di analizzare la struttura del globo senza i colori (inchiostro ferro-gallico)APA. Il mondo su un guscio d'uovo: globo di Leonardo da Vinci in scansione 3D. https://science.apa.at/power-search/6225539076038115369 consultato il 19 dicembre 2025..

Descrizione e origine Il globo Da Vinci è una sfera cava ricavata da due semisfere ottenute dalla parte inferiore di uova di struzzoRombai, L., Il globo di uovo di struzzo del 1504 circa scoperto e studiato da Stefaan Missinne, “Geostorie”, XXII, 1 (2014), pp. 71-80., originarie della struzzeria del castello Visconteo di Pavia, come supportato dalla ricerca sugli isotopi dello stronzio.

Nella semisfera inferiore si trova un contrappeso, composto da calcio, miscelato con albume d'uovo, il cui scopo è mantenere il globo in posizione corretta, dato che esso non ha alcun tipo di montatura. Il colore delle incisioni sulla superficie del globo varia in funzione della luce, delle ombre e dei riflessi. Talvolta è scuro, cangiante tra il nerastro e il blu.

La provenienza del globo (per decenni parte di una importante collezione europea) è stata ricostruita nei limiti del possibile: la datazione plurisecolare dei gusci delle uova di struzzo è stata verificata in laboratori certificati a Mannheim, Zurigo e Vienna..

Manufatti simili Il globo è il prototipo, o modello, del globo Hunt-Lenox, realizzato mediante fusione in rame e conservato alla New York Public Library.

A differenza del globo Behaim, risalente al 1492 e conservato presso il Museo Nazionale Tedesco di Norimberga, il cui diametro è di 51 cm, il globo Da Vinci testimonia la più antica rappresentazione del Nuovo Mondo, nella sua parte centro-meridionale, su di un oggetto che possa essere tenuto sul palmo di una mano.

Il globo è realizzato in scala 1: e il suo diametro è di circa 11,2 cm. Il suo peso è di 134 grammi. L'asse nord-sud è verticale, secondo l'antica teoria aristotelica. Il suo gemello, il globo Lenox, fulcro di una sfera armillare ormai perduta, è stato ottenuto per fusione ed è in rame. Nella parte inferiore del globo Da Vinci è stata rinvenuta una goccia di rame rosso contenente tracce di arsenico, sostanza di cui Leonardo parla, descrivendone la proprietà, se aggiunta al rame, di mantenere il colore rosso di quest'ultimo. Egli infatti nel Codice Atlantico, f 1103v, scrive testualmente: "Metti nella mistura il rame arso, ovvero la corrompi collo arsenico, ma sarà frangibile".Codex Atlanticus page 1103. L'analisi visiva del globo Lenox mostra chiaramente l'assenza di qualsiasi corrosione o patina, verde o scura: non si conoscono altre evidenze dell'uso dell'arsenico come inibitore dei fenomeni di corrosione del rame nella Firenze del Cinquecento.

Il globo Jagelloniano, di origini francesi, realizzato in ottone, ha un diametro di 7,35 cm ed era originariamente parte di un orologio astronomico costruito a in Francia intorno al 1509. Esso risulta essere derivato, da un punto di vista cartografico, dal globo Lenox.

La somiglianza tra il globo Da Vinci, precedentemente presentato come globo di uova di struzzo (Ostrich Egg Globe, OEG), e il globo Lenox fu confermata nel 2012 dal prof. Rudolf Schmidt, già presidente della Coronelli Society, e dall'esperto d'arte Arciduca Dr. Géza von Habsburg nel 2013. Nello stesso anno fu pubblicato su di esso un articolo in inglese, “A Newly Discovered Early Sixteenth-Century Globe Engraved on an Ostrich Egg. The Earliest Surviving Globe Showing the New World”. La scoperta ebbe risonanza internazionale attraverso il Washington Post.

L'ipotesi che il Globo da Vinci del 1504 sia stato realizzato sulla base delle gore xilografiche erroneamente chiamate Waldseemüller viene confutata. Questi gores rappresentano un contenuto cartografico molto semplificato e non sono mai stati destinati all'incollaggio su un globo. Secondo Elly Dekker questi globi non sono stati realizzati per costruire globi ma solo per spiegare l'idea di fondoElly Dekker, Der Globusfreund 67/22023. Die Konstruktion von Globenstreifen: Theorie und Praxis im 16. und 17. Jahrhundert, p. 36 en Footnote 4 p. 46.. La gradazione dei meridiani è di 18 gradi ciascuno (invece di 10). Inoltre, il nome America è chiaramente raffigurato e non c'è alcuna corrispondenza nei toponimi, né nel tipo di lettere, né nelle navi, nelle onde, nei mostri e in altri intricati dettagli del mappamondo da Vinci, che risale a dopo il 1517Stefaan Missinne, „America’s Birth Certificate: The Oldest Globular World Map c. 1507“, Advances in Historical Studies 4 (2015): 239-307..

Autenticazione a Leonardo da Vinci Nel Codex Arundel, conservato presso la British Library, è stato scoperto da Stefaan Missinne un disegno preparatorio per il globo, risalente al 1503, una mappa del mondo finora sconosciuta raffigurante la costa del BrasileMissinne Stefaan, Verhoeven Geert, Leonardo Depicted America: Misread as the Moon, Advances in Historical Studies, Vol. 8 No. 4, 2019.. Si tratta di una prova del fatto che Leonardo Da Vinci fosse informato in merito alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo e soprattutto del concittadino Amerigo Vespucci, come sembrerebbe evidente e ribadito anche, nei punti luminosi - probabilmente stelle - da ricondurre alla costellazione di Arturo, nel globo ottico del Salvator Mundi.. In passato, il disegno in questione fu erroneamente interpretato come una raffigurazione della superficie della Luna. Durante il suo soggiorno fiorentino nel 1504, da Vinci scrisse in merito al suo globo nel Codice Atlantico, menzionando il desiderio che l'oggetto gli fosse restituito da parte dell'amico Giovanni Benci, che lo aveva presso di sé.

Leonardo da Vinci calcolò che il diametro della Terra risultasse di 7000 miglia nautiche rinascimentali italiane (con un valore di circa metri per un miglio): tale valore è riflesso nel diametro e nel fattore di scala del globo Da Vinci. L'America Settentrionale e buona parte dell'America Centrale, non ancora scoperte nel 1504, risultano coperte dall'oceano, ma al centro troviamo evidenziato un corridoio trasformabile in rotta commerciale verso l'oriente, un passaggio a Occidente.

Il globo Da Vinci, realizzato da un artista mancino, come sappiamo esser stato Leonardo, è costellato di immagini: troviamo navi, un vulcano, marinai, un mostro marino, pentimenti, rappresentazioni di onde, montagne, fiumi, linee costiere, burle, la linea del Trattato di Tordesillas (risalente al 1494) e un anagramma a struttura triangolare. La varietà di rappresentazioni dei rilievi montuosi comprende profili aguzzi e frastagliati e profili conici. Vi si trovano tratteggi volti a dare la sensazione della profondità, per i diversi tipi di montagne. Analoghe varietà nei tratteggi sono rilevabili nella raffigurazione delle onde e dei natanti. Le navi sono rese con accuratezza e grande dettaglio.

Leonardo possedeva un manoscritto di Francesco di Giorgio Martini, noto come Codice Ashburnham: al cui foglio 25v è presente una rappresentazione di una caracca a vele quadrate, rappresentata a volo d'uccello mentre naviga su un fiume, identico a quello sul globo Da Vinci. Leonardo lasciò chiose di proprio pugno sul codice di Francesco di Giorgio, che, peraltro, è l'unico volume sopravvissuto tra quanti componevano la biblioteca personale del genio vinciano.. L'esperta italiana Elisabetta Gnignera ha svolto un'accurata analisi della complessa acconciatura del marinaio in procinto di annegare, confermando la compatibilità della stessa sia con la data (1504) sia con la provenienza geografica (Firenze) del globo. Sulla superficie marina le onde sono incise con un tratto distintivo, estremamente complesso e intricato, del tutto senza riscontri nella storia della cartografia..

Il 5 aprile 2014 il professor Carlo Pedretti, massimo esperto italiano di Leonardo da Vinci, esaminò l'intera ricerca, congratulandosi con il prof. Missinne per come era stata condotta. Il giorno 1º ottobre 2017 i risultati del pluriennale studio sul globo furono presentati al convegno internazionale dell'IMCOS (International Maps Collectors' Society) ad Amburgo. A tale evento fecero seguito una conferenza per i membri della Società Austriaca per la Storia della Scienza, nell'aprile 2018, una presentazione al convegno ISHMap nel giugno 2018, un'altra all'International Cartography Conference di Oxford nel settembre 2018 e una presso l'Università di Vienna il 3 aprile 2019. L'autenticità del materiale del Globo da Vinci è stata verificata attraverso il confronto con un guscio di uovo di struzzo zoologico mediante analisi spettroscopica Raman. Il rapporto di prova OFI n. 418.758 del 31 maggio 2016, firmato e timbrato, ha concluso che il Globo da Vinci è costituito da un guscio d'uovo naturaleThe da Vinci Globe 2018, pag. 249.

Luoghi citati Sul globo Da Vinci si trovano incisi i nomi del Circolo Artico e del Tropico del Cancro, ma non i relativi paralleli. Non vi è indicazione dell'equatore, né degli oceani, né del Tropico del Capricorno o dell'Antartico.

Nel continente sudamericano c'è una traccia (una linea ripassata due volte) di quello che avrebbe potuto essere il Tropico del Capricorno. La scritta ANFVROIN è coperta dall'Equatore. Il Polo Nord eclittico, conosciuto sin dall'Antichità, è indicato. L'Equatore non è marcato esplicitamente ma è in corrispondenza della linea di giunzione delle due semisfere, in ossequio al concetto di terra sferica sostenuto, tra gli altri, da Sacrobosco..