La guerra di Giava (detta anche Guerra cinese di Giava) fu uno scontro che durò dal 1741 al 1743 tra la comunità cinese a Giava e i giavanesi contro il governo coloniale olandese ed i suoi sostenitori. Si svolse nella parte centrale ed orientale dell'isola di Giava. Si concluse con la vittoria degli olandesi e la guerra contribuì alla caduta del Sultanato di Mataram e, indirettamente, alla fondazione del sunanato di Surakarta ed al sultanato di Yogyakarta.

Dopo anni di crescente sentimento anti-cinese, le forze olandesi massacrarono cinesi a Batavia (attuale Giacarta) nell'ottobre del 1740, ma un gruppo di sopravvissuti guidato da Khe Pandjang si portò oltre lo stretto di Sundra, puntando poi ad est alla volta di Semarang sull'isola di Giava. Malgrado le insurrezioni, il comandante militare delle forze della compagnia olandese delle Indie orientali, Bartholomeus Visscher, ignorò i suoi consiglieri e non preparò i rinforzi necessari a contrastare il risentimento popolare. Con l'evolversi della situazione, Pakubuwono II, sunan di Mataram, decise di supportare i cinesi pur continuando formalmente a dare il proprio appoggio agli olandesi.

Dopo le prime sconfitte il 1 febbraio 1741 a Pati, gli insorti cinesi si portarono nella parte centrale di Giava dove si incontrarono con altri ribelli giavanesi, cercando così di convincere gli olandesi che tutta la popolazione locale era contro di loro. L'esercito sino-indonesiano catturò quindi Rembang, Tanjung e Jepara, e si pose quindi all'assedio di Semarang nel giugno del 1741. In risposta, Visscher ordinò l'ordine di eliminare fisicamente ogni cinese presente sull'isola di Giava. Il principe Cakraningrat IV di Madura offrì la propria alleanza agli olandesi, proponendosi di uccidere i cinesi che fosse riuscito a trovare con le sue truppe e nel contempo di schiacciare la rivolta nella parte orientale di Giava.

Sul finire del 1741, l'assedio a Semarang venne interrotto dal momento che l'esercito di Pakubuwono II decise di abbandonare il campo quando comprese che gli olandesi disponevano di forze maggiori. La campagna militare del 1742 portò Pakubuwono II alla resa ed al cambio di bandiera; dal momento che alcuni principi giavanesi erano intenzionati a continuare al guerra, il 6 aprile Pakubuwono II venne rinnegato dalla rivoluzione e suo nipote, Raden Mas Garendi, venne prescelto quale nuovo sovrano. Gli olandesi ripresero le città della costa settentrionale di Giava ed i ribelli attaccarono la capitale di Pakubuwono II, Kartosuro, costringendo il sunan all'esilio con la sua famiglia. Cakraningrat IV riprese la città nel dicembre del 1742, e dall'inizio del 1743, gli ultimi cinesi si arresero. Dopo la guerra, gli olandesi condivisero il controllo di gran parte di Giava con Pakubuwono II, col quale sottoscrissero un trattato.

Antefatto

Dopo un lungo periodo di repressione da parte del governo coloniale olandese, i cinesi di Batavia (attuale Giacarta) insorsero in rivolta il 7 ottobre 1740, uccidendo cinquanta soldati olandesi a Meester Cornelis (attuale Jatinegara) ed a Tanah Abang.. Questa vittoria venne repressa dal governatore generale Adriaan Valckenier che inviò uomini, assieme con la schutterij (milizia) e undici battaglioni di coscritti verso due aree; venne imposto un coprifuoco a tutti i cinesi entro le mura cittadine per evitare che essi potessero complottare contro gli olandesi. Quando un gruppo di cinesi delle vicine Tangerang e Bekasi venne bloccato ai cancelli della città il giorno successivo,. Valckenier convocò immediatamente un consiglio d'emergenza per il 9 ottobre successivo.. Il giorno dell'incontro, gli olandesi ed altri gruppi etnici presenti a Batavia iniziarono a uccidere tutti i cinesi in città, portando a quasi morti in due settimane circa..

Verso la fine di ottobre del 1740, i sopravvissuti al massacro, guidati da Khe PandjangLe fonti indicano il suo nome anche come Que Pandjang, Si Pandjang o Sie Pan Djiang; Setiono, 2008, p.135, suggerisce che il suo nome forse era Oie Panko.. tentarono di portarsi a Banten ma vennero bloccati da uomini del sultanato locale.. I sopravvissuti si portarono quindi ad est, verso Semarang... Pur essendo stato avvistato di un'imminente sommossa cinese dal tenente Que Yonko, il comandante militare di Giava, Bartholomeus Visscher, sminuì di molto l'azione, sottovalutandola. Pur costituendo una minoranza a Giava, i cinesi avevano iniziato però a stringere alleanze coi giavanesi che erano il principale gruppo etnico sull'isola..

Alcune delle principali famiglie giavanesi come i Semaran Adipati ed i Jayaningrat avevano infatti lontane origini cinesi.

1741 I conflitti iniziali Il 1 febbraio 1741, il caporale Claas Lutten venne ucciso nella sua casa di Pati da un gruppo di 37 insorti cinesi armati di spade, lance e roncole; il gruppo procedette quindi al saccheggio della sua casa. Gli insorti vennero ben presto inseguiti da un gruppo di soldati giavanesi al comando del reggente di Kudus.. Anche se alcuni di loro riuscirono a sfuggire, uno venne catturato ed ucciso e la sua testa tagliata venne posta su un palo al centro della piazza principale di Semarang come avvertimento per ulteriori insorti. Nel frattempo, nelle vicine Demak e Grobogan i cinesi si riunirono in una grande assemblea per eleggere il loro nuovo rappresentante, Singseh, il quale ebbe il titolo di imperatore e li portò all'idea di fondare una loro propria nazione sull'isola.. Il successo delle truppe giavanesi nel bloccare l'insurrezione rassicurò Visscher, malgrado i consigli di Yonko..

All'epoca, infatti, Visscher e le sue truppe, composte da 90 olandesi e 208 indonesiani, si trovavano infatti senza rinforzi ulteriori. Per rendere sicura la sua posizione, inviò la richiesta per ottenere l'aiuto dei reggimenti e dei capi locali affinché catturassero o uccidessero tutti i sospettati filo-cinesi; anche se la prospettiva era di interesse comune, alcuni sovrani come il sunan Pakubuwono II di Mataram, si dimostrarono più cauti nell'impresa, dichiarandosi incerti dell'esito etico di quell'azione..

Nel periodo di consultazione che si presero tra la fine del 1740 ed il luglio del 1741, Pakubuwono II ed i suoi consiglieri dibatterono a lungo sui possibili benefici dell'alleanza con i cinesi oppure nel miglioramento delle relazioni con gli olandesi.. Pakubuwono II pagò quindi segretamente reales a Mas Ibrahim per iniziare ad attaccare la Compagnia olandese delle Indie orientali ed i suoi possedimenti; egli chiese ai suoi comandanti militari principali, i signori di Jayaningrat e Citrasoma, di rimanere neutrali nel conflitto e di permettere la fuga a quanti più cinesi fosse stato possibile.. Mertopuro di Grobogan, fu uno dei più propensi alla resistenza attiva... Visscher, che pure ricevette la notizia della defezione di Pakubuwono II, continuava a confidare nel fatto che il sunan rimanesse fedele alla causa della compagnia come aveva dimostrato in passato.

L'instabilità di Visscher e le prime sconfitte Quando le forze cinesi, che avevano ormai raggiunto le unità e minacciavano di tagliare le linee di rifornimento a Semarang, giunsero a Tanjung nell'aprile del 1741, Visscher disse al reggente di occuparsi di loro; ad ogni modo, le forze del reggente si bloccarono, rifiutandosi di muovere un solo passo sino a quando non avessero ricevuto un pagamento in riso di alta qualità.. Dopo che Yonko ebbe inviato il riso richiesto, gli uomini del reggimento si portarono a Tanjung, dove fecero il loro dovere contro i ribelli. I ribelli riuscirono però ad occupare un locale mulino per la lavorazione dello zucchero. A Grobogan, Mertopuro, armato di armi su commissione del comando militare olandese, mise in atto un attacco ai ribelli cinesi. Quando gli olandesi giunsero sul posto, Mertopuro mostrarono le ferite da proiettili sui cavalli - inflitte dai suoi stessi uomini - come prova del loro combattimento..

Per le continue pressioni dei cinesi, Visscher inviò l'ordine alle fortezze dei inviare delle compagnie lungo la costa nord affinché reclutassero quanti più possibili tra nativi, non giavanesi, mercenari e quant'altri;. egli ordinò inoltre ai reggenti di Pati, Jepara, Kudus e Cekalsewu, che si trovavano a Semarang per un meeting militare, di inviare delle truppe a tagliare la via di fuga agli insorti. I reggenti, leali a Pakubuwono II, inviarono 540 uomini a Tanjung, ma si portarono segretamente a Kartosuro. Quando le truppe giunsero sul posto, ad ogni modo, finsero un attacco e si riportarono a Semarang.. Quando Visscher si rese conto che i reggenti erano spariti, Pakubuwono II gli disse che li avrebbe rimandati con soldati, chiedendo a Visscher di assicurarsi una degna ricompensa presso il quartier generale di Batavia..

Giunse quindi la notizia che migliaia di cinesi si erano uniti ai soldati giavanesi presso Grobogan, appena fuori Semarang. Il 1 maggio, Visscher venne raggiunto dal capitano Rudolph Carel von Glan, il quale gli chiese perché Visscher non avesse fatto nulla per fermare la rivolta. Visscher rispose arrabbiato che non erano affari di Glan. Il giorno successivo, dopo aver questionato con Jeronimus Tonnemans Jr., Yonko e Anko, Visscher divenne sempre più irascibile, rompendo un tavolo a metà e urlando contro i suoi stessi consiglieri.. Quando Yanko scomparve dopo l'incontro, Anko disse a Visscher che questi aveva deciso di aderire alla causa dei ribelli cinesi. Visscher, impazzì completamente prendendo la sua carrozza e fuggendo verso le mura della città, contro le quali si schiantò.

Il giorno successivo, Visscher lasciò il controllo della gestione degli affari militari a Glan. Poco dopo gli giunse la notizia certa del fatto che Yonko si era unito agli insorti, ma che nella notte era stato derubato ed era caduto in un profondo stato di depressione che lo aveva portato a piangere sulla tomba di suo figlio a Peterongan. Questo sembrò rimettere in sesto Visscher, il quale riprese il comando militare il 4 maggio, ma ordinò a tutti i soldati di ritornare alle loro abitazioni. Diversi giorni dopo, i quattro reggenti di Tuban, Grobogan, Kaliwungu e Kendal giunsero a Semarang, con la notizia che i uomini richiesti erano in viaggio..

Malgrado fosse stato avvisato di essere in pericolo se si fosse posto contro la Compagnia olandese delle Indie orientali, l'11 maggio Pakubuwono II chiese che tutti i reggenti della costa gli giurassero fedeltà.. Il 13 maggio fece lo stesso coi membri della sua corte. Ad ogni modo, alcuni giorni dopo, il secondo in linea di successione al trono, il principe Ngabehi Loringpasar, il fratello maggiore di Pakubuwono II, il principe Tepasana, e sua madre la regina Amangkurat, si schierarono apertamente contro la rivoluzione; il capitano Johannes van Velsen, residente olandese a Kartasura, fece rapporto a Visscher sul fatto che il sunan era stato ormai persuaso a combattere contro i ribelli e non vi erano ulteriori pericoli. Pakubuwono II era invece sempre più certo di volersi unire alla causa dei ribelli cinesi..

Il 23 maggio, circa cinesi lasciarono Tanjung e si portarono ad est, assaltando l'avamposto di Juwana, difeso da quindici uomini, come del resto quello di Rembang... Sebbene il residente olandese ed altri cinque fossero fuggiti, gli olandesi riportarono numerose perdite e persino degli atti di cannibalismo.. Il signore di Demak, avendo avuto questa notizia e che cinesi si trovavano fuori dalle mura della sua città, chiese il permesso di ritirarsi a Semarang. Considerando Demak la difesa chiave della sua città, Visscher rifiutò di accordargli questo permesso, e gli inviò invece un centinaio di truppe native di rinforzo. Il residente di Demak venne richiamato a Semarang, lasciando la difesa del forte a Mertopuro. Rembang cadde il 27 luglio, Jepara quattro giorni più tardi..

L'assedio di Semarang e le ulteriori perdite degli olandesi