Professionista dal 2001 al 2016, soprannominato la Locomotiva di Berna e Spartacus, era uno specialista delle corse a cronometro, delle corse di un giorno e delle brevi gare a tappe, avendo vinto in carriera quattro campionati del mondo a cronometro (nel 2006, 2007, 2009 e 2010) – cui se ne aggiungono due come juniores – e due prove contro il tempo ai Giochi olimpici (nel 2008 e 2016); nel proprio palmarès vanta inoltre una edizione della Milano-Sanremo (nel 2008), tre del Giro delle Fiandre (nel 2010, 2013 e 2014), tre della Parigi-Roubaix (nel 2006, 2010 e 2013) e tre delle Strade Bianche (nel 2008, 2012 e 2016), oltre a una Tirreno-Adriatico (nel 2008), un Giro di Svizzera (nel 2009), otto tappe al Tour de France e tre alla Vuelta a España.
Biografia Fabian Cancellara nacque a Wohlen bei Bern, figlio di un immigrato italiano, Donato, di San Fele, in provincia di Potenza, il quale si trasferì in Svizzera a 18 anni per svolgere il mestiere di elettricista, trovando impiego come installatore presso un'azienda di condizionatori d'aria; alcuni parenti del ciclista risiedono ancora a San Fele e ad Atella, in Basilicata. Di Atella era anche suo nonno paterno.
Cancellara abita ad Ittigen, un sobborgo di Berna, con la moglie Stefanie, che gestisce un salone di parrucchiera, e le figlie Giuliana ed Elina, nate rispettivamente il 30 ottobre 2006 ed il 12 luglio 2012. In precedenza ha vissuto per alcuni anni in provincia di Treviso: qui era infatti la sede del gruppo sportivo Fassa Bortolo, la squadra per cui ha corso dal 2003 al 2005. Parla tedesco, francese, inglese, spagnolo ed italiano.
Carriera Gli esordi e i primi anni da professionista alla Mapei e alla Fassa Bortolo Cancellara comincia con il ciclismo all'età di tredici anni, dopo aver trovato una bicicletta nel garage del padre: fino a quel momento aveva sempre preferito il calcio. Tra gli juniores pratica anche pista e ciclocross, ma è su strada che ottiene i risultati principali: vince infatti per due volte la medaglia d'oro della prova a cronometro di categoria ai campionati mondiali, nel 1998 a Valkenburg e nel 1999 a Verona. Nel 2000 si aggiudica la trentasettesima edizione del Gran Premio Palio del Recioto, una delle più importanti corse del panorama dilettantistico, superando allo sprint Franco Pellizotti e Pavel Zerzan.
Passa professionista nel 2001 con la Mapei-Quick Step, formazione italiana per cui già aveva firmato un contratto nel 1999, trovando in squadra corridori già affermati come Johan Museeuw e Paolo Bettini. Nel periodo alla Mapei vince undici corse, inclusi due International Tour of Rhodes nell'isola di Rodi, il Grand Prix Eddy Merckx in coppia con l'ungherese László Bodrogi e il campionato svizzero a cronometro, primo di sei successi consecutivi. Nel 2003 si trasferisce alla Fassa Bortolo: in quell'anno vince il cronoprologo del Tour de Romandie, lungo poco più di tre chilometri e disputato nella città vecchia di Ginevra, e quello del Tour de Suisse.
Dal 2004 al 2007: la Roubaix e i primi due mondiali
Cancellara inizia il 2004 facendo sua una tappa alla Setmana Catalana battendo Erik Zabel in volata e classificandosi quarto alla Parigi-Roubaix, superato sul traguardo dai suoi tre compagni di fuga Magnus Bäckstedt, Tristan Hoffman e Roger Hammond. In estate, dopo essersi aggiudicato nuovamente il titolo svizzero contro il tempo, prende parte per la prima volta al Tour de France: a sorpresa vince il cronoprologo, staccando di due secondi il campione in carica Lance Armstrong, e veste la sua prima maglia gialla, che terrà per soli due giorni; i 53,561 km/h di media con cui percorre i 6100 metri del tracciato di Liegi la rendono peraltro la terza miglior prestazione assoluta in un prologo alla Grande Boucle. Nell'anno seguente vince alcune tappe in corse minori: tra esse, in marzo, la cronometro finale della Setmana Catalana, 17 chilometri coperti a 52,352 km/h di media. In settembre ottiene quindi un terzo posto nel campionato del mondo a cronometro di Madrid.
Per il 2006 passa al Team CSC diretto da Bjarne Riis. In aprile, dopo il sesto posto al Giro delle Fiandre, si impone in solitaria alla Parigi-Roubaix, prima sua affermazione in una classica, in una gara caratterizzata dalla squalifica del secondo, del terzo e del quarto classificato, rispettivamente Leif Hoste, Peter Van Petegem e Vladimir Gusev, colpevoli di aver attraversato un passaggio a livello con barriere abbassate per l'imminente passaggio di un treno. In estate si riconferma campione nazionale contro il tempo e vince il Giro di Danimarca, mentre ai mondiali di Salisburgo diventa per la prima volta campione mondiale a cronometro.
Nella stagione successiva si ripresenta nel nord Europa con l'obiettivo di confermarsi alla Parigi-Roubaix, ottenendo solo il diciannovesimo posto. In maggio corre per la prima volta il Giro d'Italia nel quale, escluso un tentativo di fuga, rimane nell'ombra ritirandosi nel corso della dodicesima tappa. In giugno si riscatta facendo suo ancora una volta il campionato nazionale a cronometro, nonché il prologo e la cronometro finale al Tour de Suisse. Al Tour de France vince il prologo di Londra, a 53,660 km/h di media, e, con una progressione sul pavé al penultimo chilometro, la tappa di Compiègne, indossando la maglia gialla di leader per sette giorni consecutivi. Nel settembre dello stesso anno vince la seconda medaglia d'oro consecutiva nella prova a cronometro ai campionati mondiali di Stoccarda; sul podio con lui salgono László Bodrogi e Stef Clement.
Il biennio 2008-2009: la Sanremo, l'Olimpiade e il terzo mondiale Cancellara ottiene la sua prima vittoria del 2008 nella seconda edizione della Monte Paschi Eroica, battendo in una volata a due Alessandro Ballan sull'arrivo di Piazza del Campo. Dieci giorni dopo, il 18 marzo, si aggiudica la classifica finale della Tirreno-Adriatico mentre il 22 marzo, con uno scatto in solitaria a due chilometri dal traguardo, fa sua la novantanovesima edizione della Milano-Sanremo. Dopo essersi classificato secondo, alle spalle di Tom Boonen, nella Parigi-Roubaix, in giugno vince due tappe in linea al Tour de Suisse, una a Lyss e una a Berna. Nell'agosto dello stesso anno partecipa ai Giochi olimpici di Pechino conseguendo due medaglie, una d'oro nella cronometro e una di bronzo nella prova in linea, diventata poi d'argento il 17 novembre 2009 a causa della squalifica per doping inflitta dal Commissione Disciplinare del CIO al secondo classificato Davide Rebellin, risultato positivo al CERA. In settembre non è presente ai mondiali di Varese.
Nel 2009 la CSC diventa Team Saxo Bank. A inizio stagione Cancellara fa fatica, per sua stessa ammissione, a trovare la giusta condizione fisica: è condizionato prima dalla febbre patita al Tour of California, corsa in cui si aggiudica comunque il prologo, e poi da una infiammazione alla spalla destra dovuta a una caduta in allenamento. Questi problemi di salute non gli permettono di ottenere risultati alla Tirreno-Adriatico, mentre alla Milano-Sanremo dà forfait. In maggio corre undici tappe al Giro d'Italia prima di ritirarsi. Il mese seguente torna invece al successo imponendosi nella classifica generale del Tour de Suisse: vince la cronometro d'apertura a Ruggell ed ottiene la maglia oro di leader, perdendola al terzo giorno e riconquistandola solo nell'ultima tappa, dominando la crono di Berna. In luglio fa sua la cronometro d'apertura del Tour de France nel Principato di Monaco, precedendo Alberto Contador e Bradley Wiggins. Indossa così anche la prima maglia gialla, mantenendola per le successive sei tappe e portando il suo bottino totale di giorni in jaune a 15: supera così sia Ferdi Kübler che Hugo Koblet (fermi rispettivamente a 12 e 11), diventando il primo svizzero in assoluto nella speciale graduatoria. Vince poi la prima tappa della Vuelta a España, una cronometro sul circuito di Assen, percorrendo i 4,8 chilometri alla media di 54 km/h: veste così per la prima volta la maglia amarillo che perderà dopo la quinta tappa e che riprenderà, questa volta per un giorno soltanto, con la cronometro di Valencia.
Il 24 settembre 2009, partendo da favorito, domina anche la prova a cronometro ai mondiali di Mendrisio, in Svizzera, pedalando ad una media di 51,580 km/h e staccando rispettivamente di 1'27" e 2'30" gli avversari meglio classificati, Gustav Larsson e Tony Martin: è la sua terza medaglia d'oro iridata nella massima categoria. Tre giorni dopo è protagonista anche nella prova in linea: attacca più volte venendo sempre ripreso e arrivando quinto.
Il 2010: la doppietta Fiandre-Roubaix e il quarto mondiale
Cancellara apre il suo 2010 imponendosi al Tour of Oman, corsa a tappe nella penisola arabica. Tornato in Europa, si aggiudica prima l'E3 Prijs Vlaanderen a Harelbeke lasciando sul posto i compagni di fuga Tom Boonen e Juan Antonio Flecha con uno scatto a 2 km dal traguardo, e poi, il 4 aprile, il Giro delle Fiandre: nell'occasione è protagonista di uno scatto sul muro di Grammont che gli permette di arrivare al traguardo con 1'14" sul secondo classificato Tom Boonen. Nella domenica seguente si impone quindi nella centoottesima edizione della Parigi-Roubaix, concludendo la corsa con 2'05" di vantaggio su Thor Hushovd e Juan Antonio Flecha dopo una cavalcata solitaria iniziata a 50 km dall'arrivo. Sale così a quota quattro vittorie nelle cinque classiche monumento.
Queste due vittorie vengono però messe in discussione da video che alludono all'uso da parte di Cancellara di biciclette dotate di un motore elettrico nascosto, azionabile premendo un tasto sotto il manubrio. L'UCI ha così aperto un'inchiesta, convocando in riunione i rappresentanti dell'industria del ciclismo per chiarire le accuse di manipolazione meccanica della bicicletta del ciclista svizzero. Cancellara, che non è stato indagato per frode sportiva e non ha ricevuto sanzioni per il presunto imbroglio, ha negato ogni accusa. La vicenda ha comunque allarmato il giudice italiano Raffaele Guariniello, che avrebbe poi aperto un'indagine per verificare se fatti simili fossero accaduti anche durante il Giro d'Italia 2010.
Terminati gli strascichi dell'inchiesta, Cancellara partecipa al Tour de Suisse tentando di rivincerlo, ma si deve accontentare della vittoria nel prologo. Al Tour de France vince entrambe le prove contro il tempo (il prologo, sua quarta affermazione alla Grande Boucle in una frazione d'apertura, e l'ultima tappa prima della passerella conclusiva) e veste la maglia gialla per un totale di sei giornate. Nella seconda tappa con arrivo a Spa si rende protagonista di un gesto di fair play, convincendo il gruppo a rallentare per permettere ai corridori coinvolti in una caduta, tra cui i suoi due capitani Andy e Fränk Schleck, di rientrare; così facendo perde però la maglia gialla a favore del fuggitivo e vincitore della tappa Sylvain Chavanel. Riconquista il primato al termine della frazione successiva, con traguardo ad Hainaut e numerosi tratti in pavé caratteristici della Parigi-Roubaix, salvo poi cedere definitivamente la leadership – passata di nuovo a Chavanel – al termine della prima tappa alpina: concluderà centoventunesimo nella generale.
In agosto prende il via alla Vuelta a España ma non ottiene risultati di prestigio, a differenza dell'anno precedente: fallisce infatti anche l'obiettivo di vincere la cronometro di Peñafiel concludendola al terzo posto. Si ritira nel corso della penultima tappa. Il 30 settembre seguente, ai campionati del mondo di Melbourne, vince il suo quarto titolo iridato a cronometro in cinque anni: nell'occasione completa i 45,2 chilometri del tracciato in 58'09", alla media di 47 km/h.
Il biennio 2011-2012: Team Leopard-Trek e RadioShack-Nissan