Biografia Henri Maldiney fu uno studente della classe préparatoire aux grandes écoles al liceo di Lione, dopodiché fu ammesso all'École normale supérieure nel 1933. Ottenne l'agrégation in filosofia nel 1938. Nominato professore di filosofia al liceo di Briançon, fu poi imprigionato in Germania durante la seconda guerra mondiale. Al suo ritorno dalla prigionia, Maldiney fu chiamato dapprima all'Institut des hautes études di Gand, poi all'università di Lione, dove insegnò psicologia, filosofia generale ed estetica. Morì nel 2013.
Pensiero Influenzato da Edmund Husserl, Martin Heidegger e Ludwig Binswanger, è uno dei rappresentanti della fenomenologia in Francia. Maldiney indaga soprattutto le condizioni dell'esistenza come un'apertura all'Essere. I suoi concetti di transpassibilità (transpassibilité) e traspossibilità (transpossibilité) sono stati recepiti soprattutto da parte della psicoterapia. I suoi campi di riflessione riguardano la malattia mentale come ripiegamento delle modalità di esistenza, l'arte (specialmente la pittura), la psichiatria (in particolar modo la psicopatologia) e la filosofia.
Le sue riflessioni sulla psichiatria come luogo di espressione umana hanno influenzato molti psichiatri, filosofi e artisti, alcuni dei quali furono suoi amici: Jean Oury, Jacques Schotte, Marc Richir, Jacques Garelli, Pierre Tal Coat, André du Bouchet e François Aubrun.
Opere
Note
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