Culto La più antica menzione del culto reso a san Vincenzo, vescovo di Dax, è una nota aggiunta al manoscritto del Martirologio geronimiano noto con il nome di manoscritto di Wolfenbüttel, datato al 772, dove si legge: In Aquis civitate passio sancti Vincentii episcopi et martyris. Nella città di Dax passione di san Vincenzo, vescovo e martire. Giovanni Battista de Rossi e Louis Duchesne, Martyrologium Hieronymianum, in Acta Sanctorum Novembris, II (1894), p. . Questa aggiunta è di poco posteriore alla stesura del manoscritto e dunque databile all'epoca carolingia.Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, p. 140.
Antichi calendari liturgici mozarabici, risalenti alla metà dell'XI secolo, menzionano il martirio di san Vincenzo assieme al compagno Leto, ma senza indicazione della patria d'origine e, per Vincenzo, senza indicarne il suo episcopato: Sancti Vincenti et Leti et comitum eorum martyrum - I santi martiri Vincenzo e Leto e i loro compagni.Degert, Histoire des évêques de Dax, pp. 26-27.
I breviari di Dax, i più antichi dei quali risalgono alla seconda metà del XIII secolo, riportano una leggendaria Vita di Vincenzo e Leto, la Passio seu revelatio sanctii Vincentii martyris et Laeti socii eius, qui passi sunt in Aquensi civitate - Passione o rivelazione del santo martire Vincenzo e del suo compagno Leto, che subirono il martirio nella città di Dax. Questo testo non permette di collocare con precisione l'epoca in cui visse il vescovo Vincenzo. Secondo Duchesne «rien s'oppose à ce qu'il se place au IV siècle, ou même au V, à ce qu'il soit un épisode de la lutte du christianisme déjà légal contre le paganisme populaire, ou de la civilisation romaine contre les envahisseurs barbares».Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, p. 142.
Partendo da alcune biografie compilate da falsari medievali e da errate interpretazioni dei calendari liturgici mozarabi, il Baronio inserì nel Martirologio Romano al 1º settembre i santi Vincenzo e Leto come martiri spagnoli: In Spagna i santi Martiri Vincenzo e Leto.Martirologio Romano, Quarta edizione italiana, Libreria Editrice Vaticana 1955, p. 225.
L'odierno martirologio, riformato a norma dei decreti del concilio Vaticano II, ha corretto l'errore del Baronio e ricorda il solo santo vescovo con queste parole:Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 687.
Note
Bibliografia De SS. Vincentio episc. et Laeto presb. martyribus, in Acta Sanctorum Septembris, vol. I, Parigi-Roma 1868, pp. 200-203 Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, Paris 1910, pp. 97 e 140-142 Antoine Degert, Histoire des évêques de Dax, Dax 1899, pp. 25-31 Justo Fernandez Alonso, Vincenzo e Leto, santi, martiri in Spagna (?), in «Bibliotheca Sanctorum», vol. XII, col. 1176
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