La pagina illustra le chiese di Penne, e gli edifici monastici ad esse collegati.

Chiese del centro

Duomo di Penne - Cattedrale di San Massimo e di Santa Maria Regina degli Angeli

Il Duomo si trova sul Colle Sacro, uno dei punti più elevati del centro storico pennese, affacciato su Piazza Duomo. Fu fondata intorno all'VIII secolo sopra il tempio della dea Vesta, la patrona dei Vestini, che popolavano l'antica Pinna, loco capitale. Il sacello del tempio sarebbe stato riutilizzato al culto cristiano, si sono trovate varie lapidi e parti di colonne inglobate nell'attuale cripta, che è la proto-cattedrale. Già nell'868 d.C. la cattedrale esisteva, perché vi vennero traslate, come dimostra un documento vescovile, le reliquie del patrono San Massimo d'Aveia (L'Aquila), infatti prima di allora la cattedrale era dedicata alla Beata Vergine Maria degli Angeli.

La proto cattedrale conserva un bassorilievo del III secolo d.C., raffigurante la Lotta tra gladiatori, conservato nel Museo civico diocesano di Penne, accanto alla chiesa. Nell'XI secolo, dopo l'invasione normanna, la cattedrale fu riedificata in stile romanico, di cui si conserva un prezioso antependium d'altare, e venne rimaneggiata nel XIV secolo in stile gotico, dopo che subì dei danni in una guerra contro L'Aquila. Nell'epoca barocca, intorno al 1660, subì insieme a quasi tutte le altre chiese pennesi un restauro che modificò completamente l'antico impaginato medievale, eccettuata la grande torre campanaria. La chiesa prima del bombardamento alleato del 1944 infatti si presentava ancora nello stile tardo seicentesco, con una facciata a coronamento orizzontale, portale in stile classico a timpano spezzato, finestroni laterali, il rosone era andato distrutto, l'interno a tre navate conservava un fastoso impaginato di stucchi, i pilastri scanditi da archi a tutto sesto, il soffitto a cassettoni lignei con lacunari.

Col bombardamento alleato, venne sfondato il tetto della cattedrale, e si dovette procedere con lavori di ricostruzione terminati nel 1955, che hanno lasciato come era solo la cripta, decorata con affreschi quattrocenteschi; il resto della chiesa è stato completamente stravolto, cercando di essere riportato allo stile medievale originario, la facciata fu adornata di un rosone a raggiera, trasformata a salienti, come le facciate delle chiese romaniche del XII secolo, anche il portale romanico originario , modificato con l'aggiunta di quello barocco, fu recuperato, venne ripristinato l'impianto basilicale a croce latina con bracci del transetto sporgenti, e abside semicircolare; l'interno fu reso molto sobrio, con i mattoni a vista, i pilastri con archi a sesto acuto, e il soffitto a capriate lignee.

Cripta: I fusti sono lisci o scanalati, monoliti di granito o a marmo orientale, provenienti da resti di edifici romani, i capitelli sono cubici, realizzati in Abruzzo dalle maestranze lombarde (XI sec), gli affreschi sono del XIII secolo, altri sono più tardi, e rappresentano le scene di vita di San Massimo Levita. L'altare maggiore del Duomo è di un tal Aucto, realizzato nel 1180, ha un antependium decorato ad intaglio su pietra, in maniera molto simile al portale e al rosone della chiesa di Santa Maria Maggiore o Sant'Angelo di Pianella (PE), nell'iconostasi sono raffigurati animali intrecciati tra loro.

Molte opere del duomo, incluso un Crocifisso ligneo d'epoca gotica, una delle raffigurazioni del Christus patiens più interessanti della regione Abruzzo, sono conservate nel Museo civico diocesano. Attualmente il Duomo e la cripta sono chiusi per i danni del terremoto di Campotosto del 2017.

Il palazzo vescovile si erge sulla piazza, accanto al Duomo; si mostra in uno stile barocco del XVIII secolo, benché esistesse già dal XII. Dal 2001 ospita la collezione del Museo civico archeologico "Giovanni Battista Leopardi", dal nome del barone di Penne che nel 1952 intraprese una serie di ricerche archeologiche nella provincia di Pescara sulla presenza preistorica in Abruzzo e del popolo italico dei Vestini, compresa Penne. Parte della collezione fu devoluta al Comune. Di interessante il palazzo conserva un affresco monumentale del XVIII secolo, nella sala grande, che mostra tutti i vescovi della diocesi di Penne, partendo dal primo semi-leggendario fondatore nel I secolo d.C., San Patras, discepolo di San Pietro apostolo, arrivando sino al Settecento.

Chiesa e convento di Sant'Agostino

Poco distante dal Duomo, su Via Coste Sant'Agostino, la chiesa risale al XIII secolo, anche se oggi si presenta in vesti barocche (XVIII secolo). Nel Quattrocento fu realizzata la torre campanaria con il caratteristico tamburo ottagonale superiore e la cuspide, opera di Antonio di Lodi, colui che realizzò gli altri campanili gemelli dell'Abruzzo Ulteriore, per il duomo di Teramo, per il duomo di Atri, per la chiesa collegiata di Città Sant'Angelo e per la chiesa degli Agostiniani di Atri.

L'ultimo restauro invasivo risale agli anni '50 quando venne ripristinata un'ipotetica facciata romanica, che forse non fu mai compiuta in precedenza, visto lo strato di grezzo a vista. La facciata romanica in laterizio è una pallida imitazione del romanico abruzzese, con l'impaginato a coronamento orizzontale, facciata quadrata, con al centro un oculo, e sotto un portale con cornice a tutto sesto.

Di gotico resta ben poco, se non una serie di monofore allungate in stile borgognone, poi tamponate per l'apertura nel XVIII secolo di finestroni più grandi. La chiesa gotica a navata unica senza abside, fu rifatta daccapo nel 1756-59. All'esterno il laterizio non mostra decorazioni, lo spazio longitudinale è costruito sulla duplicazione della cellula campata coperta da calotta, affiancata da due gradi cappelle, collegate alla navata da un raccordo ad arco. L'effetto dei due raccordi laterali è di accentuazione di un asse trasverso, nonostante l'impianto della navata sia longitudinale.

Essendo vicina a Città Sant'Angelo, pare che Penne avesse voluto sperimentare come nelle chiese di San Berardo, Sant'Agostino e Santa Chiara una variante dello spazio unico, ribadito dal restauro barocco, ma allo stesso tempo annullato con una simmetria trasversa delle cappelle, con l'accentuazione dell'asse trasverso tra due campate simmetriche.All'interno di interesse è un ciclo di affreschi trecenteschi, che rappresenta la Crocifissione: si riconoscono San Giacomo e San Paolo a sinistra, a destra Sant'Antonio abate tra Santa Caterina martire e Sant'Orsola.

Pare che i santi siano stati realizzati in maniera cadenzata e regolare l'uno distante dall'altro, seguendo una prospettiva giottesca. La maniera convenzionale della resa dei volti sembra essere legata al Maestro di Offida, attivo nell'Abruzzo aquilano e teramano, secondo alcuni sembrerebbe essere Luca di Atri, celebrato dal giurista Luca da Penne. Altra particolarità è la resa espressiva del soldato Longino, a cavallo dietro la Maddalena, ai piedi del Cristo in croce, mentre ai lati dove sono crocifissi i ladroni, i carnefici salgono sulle scale con delle clave per spezzar loro le gambe, guardai in basso da una schiera di nobili rappresentati in vesti contemporanee.

La chiesa ospita accanto l'Oratorio della Madonna Immacolata della Cintura, una chiesetta minore, ben visibile, con impianto rettangolare, esterno in laterizio, facciata neoclassica a tempietto, con lesene ioniche (due coppie laterali), e timpano triangolare. L'interno sconsacrato è abbandonato da anni, necessita di urgenti lavori di recupero, conserva l'aspetto settecentesco con soffitto a volta a botte, finemente decorato da stucchi a motivi geometriche, che raccolgono fiori, rose e dei putti che sorreggono, all'altezza del presbiterio, una cornice polilobata, che contiene la tela del simbolo della Confraternita della Cintura, poi altari laterali scanditi da lesene corinzie, che ospitano le tele 12 Apostoli.

Una statua lignea ritraente la Madonna della Cintura, è stata spostata nella chiesa di Sant'Agostino.

Chiesa e convento di San Domenico

Tra Piazza Luca da Penne e corso dei Vestini, è uno dei complessi conventuali più grandi all'interno delle mura, dopo quello di Santa Chiara e San Giovanni. Fu fondato nel XIII secolo, ma fu modificato nel XVIII secolo, tra il 1722-1730, con gli interni realizzati dal lombardo Giovan Battista Gianni, che restaurerà varie chiese pennesi. Nel 1799 il monastero fu in parte sconsacrato, una parte infatti passò al Comune, che vi ha ancora sede, un'altra su Piazza Luca da Penne fu adibita a teatro civico. Era considerato tra i più bei teatri abruzzesi, ma andò distrutto insieme a parte della piazza dal bombardamento americano del 1944. L'alta non fu ricostruita, mentre parte della piazza veniva rifatta con la costruzione del moderno Municipio adornato dai portici, che mal di adattano allo schema settecentesco della piazza.

La facciata della chiesa presenta una decorazione semplice, con paraste sovrapposte e timpano triangolare, il portale è datato 1667, al centro del timpano spezzato si trova una nicchia con la scultura quattrocentesca della Madonna in trono col Bambino. Sul retro della chiesa a navata unica si trova il campanile a torretta, un altro monumentale campanile decorato da stucchi, si trovava rivolto sulla piazza, abbattuto dal bombardamento.

All'interno la semplice navata unica presenta uno spazio articolato da una serie di stucchi, è movimentata da cappelle laterali molto strette, con la nicchia, l'altare con la tela o la statua. All'altezza del presbiterio vi è una cupola senza tamburo; la decorazione in stucchi dello Gianni rende vivacità all'architettura, a dare movimento sono anche marmi policromi presso l'altare maggiore, poi vi sono il coro ligneo degli ebanisti Ferdinando Mosca e Bencivenga di Castelvecchio Subequo. Le cappelle più interessanti sono quelle del Rosario e della Beata Vergine Assunta, con la tela del pittore Ragazzini (XVI secolo). Particolarmente notevole è la grande cappella del Rosario, una chiesetta dentro la chiesa, realizzata nel 1613, vi si conservano il fastoso soffitto a lacunari di Sebastiano Carniola (1638-41), dorato da Stefano Tereo nel 1642, l'altare in legno intagliato e dorato, con la tela di Giovan Battista Spinelli, ritraente la Vergine del Rosario, e infine la scultura lignea del gruppo "Pietà", del XVII secolo.

Interessante è anche il chiostro dei Domenicani, che fa parte dell'ex monastero, rivolto sulle mura settentrionali, affacciato in parte sul corso e su piazza XX Settembre. Il convento fu realizzato nel 1330, ha il portale di ingresso sotto l'arco di corso dei Vestini, conserva una statua di San Biagio ex voto, del 1425 di Matteo Capro di Napoli, attivo in Abruzzo nel teramano. Il chiostro conserva il lapidario civico, una collezione di stemmi nobiliari e lapidi di chiese, il cenotafio del giurista Luca da Penne del 1625, un bassorilievo marmoreo di epoca imperiale, scoperto presso la cripta del Duomo, lapidi funebri come quella del decurione romano Gneo Vario Festiniano e Lucio Eleno, del pontifex municipalis Caio Elvacio Flacco.

Chiesa di San Giovanni Battista ed ex monastero delle Gerosolimitane dell'Ordine di Malta

È una delle chiese più importanti d'Abruzzo, poiché è l'unica oggi rimanente dell'Ordine dei Cavalieri Templari di Malta consacrati a San Giovanni di Gerusalemme. La chiesa si trova nel cuore del centro storico, presso uno slargo ricavato dietro i portici monumentali dedicati a Cola Salconio di Penne, realizzati sopra altri edifici nel primo Novecento, lungo il corso dei Vestini sud, poi intitolato al magistrato pennese Emilio Alessandrini. Inoltre è disdicevole che la chiesa, chiusa al culto da anni insieme al monastero, dopo le leggi piemontesi, non abbia subito interventi di restauro.