Di straordinaria intelligenza, a 20 anni dominava latino, greco, ebreo, caldeo e arabo, e conosceva a memoria le opere di Platone, Aristotele, Ippocrate, Avicenna e altri autori. Era inoltre musicista, pittore e insegnante di diritto civile.

Nel 1443 fu ambasciatore di Giovanni II di Castiglia presso Alfonso il Magnanimo nella sua corte di Napoli. Nel 1445 andò a Parigi, dove suacitò l'ammirazione e l'invidia dei dottori della Sorbona. Si giunse ad affermare che un uomo così istruito non poteva essere altri che l'Anticristo.

Divenuto suddiacono, morì a Roma nel 1485 e fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli.

Laurence Sterne lo menziona nel Tristram Shandy tra gli esempi di bambini prodigio.

Opere De artificio omnis et investigandi et inveniendi natura scibilis. De laudibus Platonis. De duabus Philosophis. Praestantia Platonis supra Aristotelem. Commenti sull'Almagesto di Tolomeo.

Note

Bibliografia Marcelino Menéndez y Pelayo, Historia de los heterodoxos españoles, 1880-1882. Ladvocat, Dictionnaire historique et bibliographique, Paris, Étienne Ledoux, 1822

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