Il centro di ricerca militare di Peenemünde (in tedesco: Versuchsstelle des Heeres Peenemünde; brevemente: Heeresversuchsanstalt Peenemünde, HVA Peenemünde) fu impiantato nel 1936 come istituzione di sviluppo e ricerca dell'esercito della Wehrmacht, a nord dell'isola di Usedom.
Sotto il comando di Walter Dornberger, capo della sezione missilistica dello Heereswaffenamt, e con la guida tecnica di Wernher von Braun, in tale zona militare fu sviluppato e testato soprattutto l'A4, primo missile balistico funzionante, poi noto nella propaganda nazista come V2. Con il suo primo volo riuscito, tale missile fu il primo oggetto costruito dall'uomo a spingersi ai confini dello spazio esterno: per questo motivo il centro è chiamato spesso in tedesco Wiege der Raumfahrt («culla dei viaggi spaziali»).
Il centro, cosiddetto «Impianto est», fu completato nel 1938 dalle strutture dell'«Impianto ovest» (in seguito Stazione sperimentale della Luftwaffe di Karlshagen). Dal giugno 1943 nell'area trovò posto un campo di concentramento satellite.. Negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale la produzione dei missili A4 ebbe luogo presso la Mittelwerk nel tunnel del colle Kohnstein a Niedersachswerfen, con annesso il campo di concentramento di Mittelbau-Dora. Nel sito ha sede un museo storico-tecnico che offre notizie sugli avvenimenti e sulla storia del luogo.
Storia
Origini La corsa tedesca allo sviluppo missilistico prese inizio già alla fine degli anni 1920 sotto la Repubblica di Weimar. Finanziate dalla Reichswehr, nelle imprese tedesche furono avviate le prime ricerche segrete per la costruzione di un razzo a propellente liquido. Sotto le condizioni del trattato di Versailles, la Germania sopportava restrizioni allo sviluppo dell'artiglieria pesante. Alla fine della prima guerra mondiale tuttavia l'avvento dei missili a lunga gittata non era ancora prevedibile, e perciò la loro fabbricazione non era espressamente vietata. Al centro di ricerca militare di Kummersdorf - settore recintato e inaccessibile alle truppe della locale area d'addestramento - si impiantarono banchi di prova per test di fuoco con stufe a razzo.
Poiché comunque a Kummersdorf non potevano essere lanciati missili di grosso calibro, si dovette trovare un terreno più adatto. L'ufficio progetti WaPrüf 11 del maggiore Walter Dornberger effettuò la ricerca del luogo e lo trovò il giorno di Natale 1935. Si ritiene sia stata la madre di Wernher von Braun, nativa di Anklam, ad aver suggerito Peenemünde all'estremo nord dell'isola di Usedom. Il cosiddetto «gancio di Peenemünde», dove durante la guerra dei trent'anni era approdato il re di Svezia Gustavo Adolfo, giace a nord di Zinnowitz presso il villaggio peschereccio di Peenemünde. La zona era isolata e offriva la possibilità di scagliare missili in direzione ovest nord ovest lungo la costa pomerana, osservandone la traiettoria dall'isola di Ruden fino a 400 km di distanza.
Nella primavera 1936 il comandante supremo dell'esercito, colonnello generale Werner von Fritsch, ispezionato il progetto missilistico a Kummersdorf, ne restò convinto, e la provenienza dall'esercito del generale della Luftwaffe Albert Kesselring permise in aprile di coinvolgervi anche la forza aerea. Dai fondi del ministero dell'aviazione la zona militare ottenne un finanziamento di marchi; l'esercito e la Luftwaffe avrebbero diviso i costi del progetto e dell'impresa.
Nell'estate 1936 iniziò la costruzione delle strutture, nello stile delle comuni basi aeree Luftwaffe. Il terreno fu dotato di di rotaie, tre porti e numerose strade. Tra il 1937 e il 1940 nel centro di ricerca militare si investirono approssimativamente 550 milioni di marchi. La sua edificazione in così breve tempo fu resa possibile solo dall'impiego massiccio di forzati come deportati e prigionieri di guerra quali gli Ostarbeiter. Nel quadro del riarmo della Wehrmacht, per quello che fu uno dei maggiori progetti militari segreti al tempo della dittatura nazista, si demolì il 70% delle abitazioni, e della vecchia Peenemünde con le sue case di pescatori dai tetti di paglia non restò praticamente più nulla. Già nel maggio 1937 l'esercito poté trasferire i primi novanta dipendenti da Kummersdorf all'«Impianto est», seguito nel 1938 dalla Luftwaffe che ne collocò all'«Impianto ovest». L'«Impianto sud» serviva alla produzione e includeva l'apparato per i test con i due grandi capannoni di produzione F1 e F2. Il primo era lungo e largo 120, e risultava perciò uno dei più grandi capannoni di montaggio senza supporti intermedi dell'epoca. Era inoltre in progetto un magazzino di superficie 180 per 95 e altezza , ma a causa della scarsità di materiale e della dislocazione della produzione furono completati solo basamenti e raccordi ferroviari.
La principale rampa di lancio dei missili A4 fu il Prüfstand VII diretto da Kurt Heinrich Debus. A Peenemünde riuscirono solo lanci di prova, poiché tanto il V1 quanto gli A4 avevano ancora gittata troppo breve per raggiungere obiettivi nemici.
Lager di Karlshagen Da giugno a ottobre 1943 esistette a Peenemünde un lager satellite del campo di concentramento di Ravensbrück. Il montaggio degli A4 doveva essere attuato nel capannone F1 con l'impiego dei forzati dell'impianto per i test, al cui pianterreno alloggiavano seicento prigionieri. Il direttore tecnico del centro Wernher von Braun designò questo lager come campo prigionieri F1.. A Buchenwald e Sachsenhausen si selezionò personale specializzato da impiegare nella produzione in serie degli A4 in programma a Peenemünde dal 1º ottobre 1943. Questi lavoratori, essendo definiti ufficialmente «qualificati», avrebbero ricevuto qui un trattamento decisamente migliore dei loro compagni in altri lager. Esistevano inoltre un altro campo di lavoro per i reparti della Luftwaffe (Karlshagen I), un campo di prigionieri di guerra a Karlshagen e un altro a Wolgast. Nell'insieme si trovavano alloggiati qui in media 1400 forzati, a volte anche di più, inclusi oltre tremila tra Ostarbeiter dall'Ucraina e lavoratori civili dalla Polonia. Erano inoltre impiegati lavoratori a contratto cechi, olandesi, italiani, e lavoratori civili francesi. La sorveglianza del campo di lavoro fu attuata da guardie regionali e nel 1943 a volte anche delle SS.
Almeno 171 prigionieri di Peenemünde, morti tra il novembre 1943 e il settembre 1944, furono cremati nel forno di Greifswald, mentre altre salme furono sepolte sul posto.
Ripartiti in Arbeitskommandos, i prigionieri del campo di lavoro di Karlshagen I dovevano lavorare, tra l'altro, nei seguenti ambiti: servizi di supporto alle prove di lancio del V1, lavori di ampliamento della pista di lancio per il test del caccia Me 163, sterri, costruzione di argini di protezione, rivestimento esterno di velivoli, disinnesco di bombe inesplose, riparazione di danni da bombardamento, isolamento del sistema di teleriscaldamento, operazioni di carico portuale.
Sull'impiego dei forzati scrisse il direttore del centro Walter Dornberger nel verbale di riunione da lui firmato il 4 agosto 1943:.
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Bombardamento e dislocazione
I britannici, consapevoli del progetto già dal discorso che Hitler, il 19 settembre 1939, tenne all'Artushof di Danzica su un'arma d'attacco di nuovo genere, tentarono troppo tardi di distruggerlo nell'Operation Hydra della notte tra il 17 e il 18 agosto 1943. Tra gli obiettivi principali era inclusa l'uccisione degli scienziati nei loro alloggi, come documentato dall'obiettivo F indicato nel piano d'attacco: «quartieri residenziali e dormitori». Il bombardamento a tappeto della RAF mancò di poco il bersaglio e colpì in parte l'«Impianto sud», ma soprattutto la zona residenziale di Karlshagen e i campi di prigionia di Trassenheide I e II. Nel vicino lager di Trassenmoor, tra Karlshagen e Trassenheide, si trovavano soprattutto prigionieri di guerra sovietici ai lavori forzati: le bombe britanniche causarono molte vittime tra di loro, mentre i detenuti in fuga furono uccisi dalle guardie. Sebbene il lager fosse gravemente danneggiato dall'attacco aereo, i forzati dovettero subito intraprendere lavori di bonifica del centro ricerche, e il numero delle vittime aumentò.
Dopo l'attacco britannico parte degli impianti di prova fu trasferita in officine sotterranee, principalmente nel sistema di tunnel di Kohnstein nello Harz, dove la produzione in serie ebbe seguito. La nota negli annali dell'impianto di Peenemünde datata 8 settembre 1943 recita al riguardo:
Per prime furono trasferite le macchine del capannone di montaggio. La nota del 13 ottobre seguente reca invece un laconico: «Ritiro» (dei prigionieri)..
I missili prodotti nel nuovo impianto furono trasportati a Peenemünde attraverso la Reichsbahn e ivi testati. Fu applicata una verniciatura mimetica finale e furono poi consegnati alla Wehrmacht e in piccola parte alle Waffen-SS.
I comuni impianti di produzione di parte degli A4 erano diffusi in tutto il territorio tedesco e austriaco: sotto il nome in codice di «Lager Rebstock» presso Dernau sull'Ahr, in impianti sotterranei nell'ex tunnel ferroviario, si produssero installazioni a terra e veicoli per i missili; altri produttori furono la ditta Gustav Schmale di Lüdenscheid, che fabbricava parte delle camere di combustione, e la Accumulatoren Fabrik AG di Hagen-Wehringhausen, che forniva accumulatori speciali. A inizio 1944 nel lager satellite di Redl-Zipf, nel territorio di Neukirchen an der Vöckla, fu avviato l'impianto di un banco di prova dei motori.
Non fu solo lo stabilimento di produzione a doversi spostare da Peenemünde nell'autunno 1943. A settembre Kammler ricevette l'ordine di far costruire un sistema di tunnel presso Ebensee nel Salzkammergut, dove intraprendere il progetto di sviluppo del centro (nome in codice «Kalk», poi «Zement»), e qui, nei lavori d'ampliamento iniziati a novembre, come nei tunnel di Kohnstein, furono impiegate migliaia di prigionieri. A tal fine fu istituito il campo di concentramento di Ebensee. Tuttavia, quando cominciarono a emergere sempre maggiori ritardi nei lavori di scavo, nell'estate 1944 il piano di trasferimento del progetto sulle Alpi fu abbandonato. Il ministero per gli armamenti decise invece di riconvertire l'impianto «Zement» alla produzione di ingranaggi per carri armati e alla costruzione di una raffineria di petrolio sotterranea.
In tutto, nel 1943 operavano quattro siti di produzione in serie degli A4; prigionieri furono tradotti a Peenemünde da Buchenwald (giugno), presso la Zeppelinwerk di Friedrichshafen da Dachau (giugno-luglio), presso la Raxwerke di Wiener Neustadt da Mauthausen (giugno-luglio), presso la Demag-Panzerwerk nella periferia di Berlino da Sachsenhausen (marzo).. L'autorità militare del centro di ricerche di Dornberger sottoscrisse al riguardo un verbale di riunione con Degenkolb e Kunze, con l'impegno a condurre la produzione in serie in tutti e quattro gli impianti «ricorrendo in linea di principio ai detenuti»..
Il crescente pericolo di attacchi si concretizzò in tre nuovi bombardamenti nel 1944 (18 luglio, 4 e 25 agosto) da parte delle forze aeree statunitensi, e i prigionieri del centro dovettero costruire un bunker di protezione in cemento armato. Il commando «Bunkerbau» si componeva di quattrocento detenuti. L'impiego di questo commando è descritto da alcune testimonianze come l'episodio più brutale, e un totale di 295 morti è documentato.