__NOTOC__ La prima stagione della serie televisiva Imma Tataranni - Sostituto procuratore, composta da 6 episodi, è stata trasmessa in prima visione e in prima serata su Rai 1 ogni domenica dal 22 settembre al 27 ottobre 2019.

nº Titolo Prima TV 1 L'estate del dito 22 settembre 2019 2 Come piante fra i sassi 29 settembre 2019 3 I giardini della memoria 6 ottobre 2019 4 Maltempo 13 ottobre 2019 5 Rione Serra Venerdì 20 ottobre 2019 6 Dalla parte degli ultimi 27 ottobre 2019

L'estate del dito Diretto da: Francesco Amato Soggetto di: Salvatore De Mola, Pier Paolo Piciarelli e Mariolina Venezia Scritto da: Mariolina Venezia, Salvatore De Mola e Pier Paolo Piciarelli

Trama Durante una vacanza estiva a Metaponto, la sostituto procuratore Imma Tataranni vede galleggiare in mare un dito mozzato e tatuato. Interrotte le ferie e rientrata a Matera, Imma conosce il nuovo procuratore capo Alessandro Vitali e ritrova il giovane appuntato carabiniere Ippazio Calogiuri il quale, dopo aver contattato inutilmente diversi ospedali, pensa che il dito possa essere un oggetto di scena del film su Gesù con protagonista Sergio Covaser, denunciato qualche anno prima per aver picchiato una prostituta.

In un acquapark a Tursi viene trovato un braccio femminile tatuato, che secondo il medico legale Taccardi è stato amputato dopo l'uccisione della donna a cui apparteneva. Tataranni e Calogiuri si recano a Bernalda per parlare con Nunzia, una donna che qualche giorno prima si era presentata al Pronto Soccorso di Taranto senza un dito: ella dichiara di esserselo amputato per distrazione mentre stava tagliando il pollo e di non sapere che fine abbia fatto. Nel giardino, Imma e Ippazio incontrano una ragazza, Leila, che Nunzia presenta come la nipote di una vicina.

In un caseificio viene trovata una gamba mozzata. Taccardi informa Tataranni che quella sulla mano era una decorazione all'henné che dura al massimo un mese, tipica del Nord Africa, mentre il tatuaggio sulla gamba è permanente; dall'esame autoptico svolto sul braccio risulta che la vittima non doveva avere più di vent'anni. Analizzate le impronte digitali prese ai migranti, si scopre che la ragazza si chiamava Aida, era marocchina ed era immigrata clandestinamente in Italia quattro anni prima, e fuggì prima da un centro d'accoglienza e poi dagli arresti quando venne fermata per prostituzione.

Dopo aver ricevuto un'email di sfida, che però Vitali ipotizza sia opera di un mitomane, Imma, temendo più per l'incolumità della figlia adolescente Valentina, interrompe una festa allo stabilimento balneare Lido delle Sirene a Metaponto, dove Aida era stata vista con un cliente, e porta via la figlia, che si sente pubblicamente umiliata. Il giorno dopo Simone Vaccaro, proprietario dello stabilimento, racconta a Tataranni e Calogiuri di aver visto Aida in compagnia dell’attore Covaser, il quale conferma di aver fatto l'amore con la ragazza nel suo camper ma nega categoricamente di averla uccisa, alibi che può essere confermato dal guardiano del set poiché aveva visto la ragazza allontanarsi con un'amica che l'aspettava fuori dal camper.

Alla redazione del giornalista Pino Zazza arriva una email anonima con l'indirizzo di un'azienda agricola di Scanzano Jonico, dove vengono ritrovati tutti i resti mancanti tranne il bacino. Calogiuri verifica che i primi due luoghi del ritrovamento degli arti sono stati rilevati dopo una recente asta giudiziaria di cui si è occupato il giudice Eugenio Romaniello, il cui fratello Saverio è il presidente della Onlus a cui fa capo l'azienda agricola: il giudice afferma di non ricordarsi di essersi occupato di tali aste giudiziarie e chiede di dargli un po' di tempo per verificare, mentre Saverio ribadisce la sua estraneità ai fatti. Calogiuri scopre che l'azienda agricola viene gestita da Tommaso Staffieri, un ex detenuto che lavora lì grazie a Saverio. Quest'ultimo ha un passato turbolento che include quattro mesi in carcere per possesso di cocaina poiché il padre, sottosegretario ai lavori pubblici della Prima Repubblica, non fece nulla per impedirgli il carcere.

Mentre accompagna in autobus sua madre Brunella per il pranzo di Ferragosto dai suoceri, Imma parla con una ragazza che ha sulle mani dei tatuaggi simili a quelli di Aida e si fa dare il numero dell'estetista, la quale dice di aver imparato a farli da una ragazza marocchina di nome Leila. Ippazio informa Imma che Nunzia lavora nell'azienda agricola come bracciante in un campo di pomodori: la donna racconta di aver iniziato a lavorare lì dopo essere rimasta vedova, che vi conobbe Leila decidendo di ospitarla senza chiedere niente in cambio e che la ragazza le fece un tatuaggio sulla mano, ridandole il sorriso dopo tanto tempo in cui era sottoposta a condizioni insostenibili. Un giorno il caporale Staffieri tentò per l'ennesima volta di abusare sessualmente di lei, e Nunzia lo minacciò puntandogli il dito contro solo per vederselo tagliare dall'uomo con un falcetto: il dito in mare quindi era suo, infatti per medicarle la ferita le dovettero lavare via il tatuaggio. Staffieri viene quindi arrestato.

Imma fa pace con la figlia (che era andata a stare dall'amica Bea), poi incontra Saverio, che promette di porgere delle scuse a Nunzia. Mentre discute con la donna, Romaniello scorge Leila mentre li osserva di nascosto e la ragazza, una volta scoperta, si dà alla fuga ma viene investita da un'auto prima che Calogiuri possa fermarla. Ricoverata in ospedale, la giovane rivela che Romaniello, per soddisfare le proprie fantasie violente, si era rivolto ad Aida, mentre lei avrebbe dovuto solamente guardare; quando però Romaniello provò ad abusare anche di lei, Aida si gettò contro l'uomo per proteggere l'amica, venendo però uccisa, e lei fuggì nel campo di pomodori dove lavorava Nunzia. Imma mostra a Leila una foto di Vaccaro, che la ragazza conferma essere stato il protettore di Aida. Purtroppo, la giovane muore prima di poter firmare il verbale.

Tataranni intuisce che Vaccaro era l'unico a sapere dell'omicidio, e che per tenere sotto scacco Romaniello aveva cominciato a spargere pezzi del corpo in più punti, tutti riconducibili al suo cognome, tenendo per sé il bacino, l'unica parte che grazie al liquido seminale avrebbe potuto far risalire all'identità dell'assassino. Tataranni e Calogiuri si recano allo stabilimento ma non trovano Vaccaro, che è stato rapito, così ispezionano la sua barca e trovano il bacino. Due giorni dopo, Tataranni convoca Romaniello in Procura e gli espone la propria ricostruzione, aggiungendo che di Vaccaro sono sparite le tracce e che forse è stato ucciso. A quel punto l'uomo confessa l'omicidio e ricorda che, da quando passò quattro mesi in carcere senza che suo padre facesse nulla per impedirlo al fine di impartirgli una lezione, ne uscì peggio di prima e iniziò a fingere.

Vitali consegna a Imma i risultati del referto sul bacino, ammettendo di aver sempre creduto in lei e complimentandosi per il suo fiuto investigativo, oltre a consigliarle di concedersi dei giorni di riposo. Mentre si lascia trasportare dalle onde, Imma ripensa a quando si distingueva già da bambina.

Altri interpreti: Elvira Zingone (PM D'Antonio), Anna Maria De Luca (Porzia), Annarita Colucci (Nunzia Campanile), Giampaolo Morelli (Sergio Covaser), Michele De Virgilio (Simone Vaccaro), Arianna Sorrentino (Leila), Fiorenza Armaiuoli (barista), Anna Rita Del Piano (estetista), Roberto Galano (Rinaldi), Eustachio Guida (bagnino), Licia Lanera (Anna Speranza), Chiara Lo Staglio (commessa), Antonio Montemurro (padre di Pietro), Ivana Pantaleo (viaggiatrice), Gianni Parisi (Eugenio Romaniello), Saverio Pietracito (proprietario del caseificio), Maria Rosaria Rizzi (moglie di Eugenio Romaniello), Maria Rosaria Russo (signora Vega), Thomas Semeraro (buttafuori), Michele Sinisi (Marco Speranza), Federico Tocci (direttore di produzione), Guendalina Losito (Bea). Ascolti: telespettatori – share 23,3%.

Come piante fra i sassi Diretto da: Francesco Amato Soggetto di: Salvatore De Mola, Michele Pellegrini, Luca Vendruscolo e Mariolina Venezia Scritto da: Mariolina Venezia, Salvatore De Mola, Michele Pellegrini e Pier Paolo Piciarelli

Trama Al liceo di Valentina viene proiettato un documentario sulla protesta del 23 novembre 2003 contro il deposito delle scorie radioattive a Scanzano Jonico; nel video compare anche Don Mariano, presente in aula, il quale ribadisce ai ragazzi che certe persone perdono il lume della ragione e del rispetto di fronte ai soldi. Nel frattempo, sul ciglio di una strada di Nova Siri, viene ritrovato il cadavere del giovane Nunzio Festa. Secondo Taccardi è stato ucciso al massimo alle 5 della mattina stessa ed è arrivato lì già privo di vita. Imma nota che il ragazzo porta un anello con il timbro della discoteca Magna Grecia, dove la sera prima era stato protagonista di una rissa.

Tataranni e Calogiuri incontrano il padre di Nunzio, Rosario, rimasto prematuramente vedovo, e la sua nuova moglie, la quale afferma che negli ultimi tempi il figliastro rientrava spesso tardi o non rientrava affatto; nella camera del ragazzo ci sono solo vestiti comuni, mentre quando è stato ritrovato dai carabinieri indossava abiti firmati. Imma parla con la fidanzata del ragazzo, Milena, dalla quale apprende che sia sua madre che quella di Nunzio sono morte a causa del cancro, e che tante altre persone della zona sono morte per la stessa malattia. La ragazza ha un livido sulla fronte, ma non spiega come se l'è procurato. Carmine, fratello di Milena, si dà alla fuga ma viene presto fermato: spiega di essere scappato per non essersi messo in regola con i prodotti alimentari che esporta, di aver picchiato Nunzio perché faceva il prepotente con sua sorella e di aver buttato un coltello a serramanico insanguinato dal finestrino della camionetta per non alimentare ulteriormente la sua pessima nomea, sangue che risulta essere di origini suina. Carmine, che ha un alibi in quanto ha passato la notte con una donna, viene scarcerato.

Ippazio trova nel computer di Nunzio una mappa topografica di Nova Siri segnata da numerose "X" e la mostra a Imma. Rosario spiega che il figlio non gli aveva mai dato una mano nell'orto, che voleva andare lontano e che ultimamente s'incontrava, senza mai dirgli di cosa parlassero, con un certo Emanuele Pentasuglia, titolare di un campeggio. Quest'ultimo afferma che la notte dell'omicidio si trovava al campeggio, ma nessuno può confermare il suo alibi. Imma incontra per caso Milena e cerca di avviare una conversazione riferendole di aver firmato l'ordine di scarcerazione del fratello Carmine e lei, dopo che Imma la esorta a non tenersi tutto dentro, confessa di aver litigato duramente col fidanzato.

Imma partecipa malvolentieri ad una cena tra ex compagni di classe; osservando un articolo su una rivista che parla del recupero di reperti tramite metal detector, ricorda di aver visto un piccolo frammento antico e un disco in camera di Nunzio. Il giorno dopo si fa spiegare da un restauratore che si tratta di pinakes, antiche tavolette votive greche di grande valore al mercato nero, facilmente rintracciabili col metal detector. Imma crede che Nunzio fosse coinvolto in una storia di tombaroli, forse con la complicità di Emanuele, così incarica Ippazio di scoprire se l'uomo ha precedenti del genere e di controllare la situazione patrimoniale della famiglia Festa; nel mentre non riesce a ottenere il rito per direttissima nei confronti di Romaniello, che perciò rimarrà agli arresti domiciliari fino alla prossima udienza.