Passo San Ginesio (Passu San Gninesci in dialetto maceratese) è la principale frazione del Comune di San Ginesio, che cita proprio il nome. L'abitato è conosciuto in dialetto anche come Lu Passu, nome che sta ad indicare tutto la zona in unione con quella di Passo Sant'Angelo.
Geografia fisica
Situata ad una altezza di , Passo San Ginesio sorge su una valle lungo la ex SS 78. Circondata da colline, la frazione è divisa con la sua rispettiva, Passo Sant'Angelo, dalla SS 78.
Storia La frazione di Passo San Ginesio inizia a svilupparsi nei primi anni del XX secolo, grazie alla creazione degli uffici e del magazzino di deposito mezzi per la società Autolinee SASP, nata nel 1911, e dalla quale partono ancora delle linee della società.Autolinee SASP storia / http://www.autolineesasp.it/storia/ Da come si può vedere dalle foto storiche, la zona rimase per molti anni in condizioni rurali, con strade in breccia, assenza di illuminazione pubblica e mancanza di strutture ricettive.
Durante la seconda guerra mondiale, la frazione insieme alla sua corrispettiva, sono stati luoghi di rastrellamento da parte delle SS naziste. Il 15 febbraio, un centinaio di partigiani bloccarono le strade di accesso a Sant'Angelo in Pontano per distribuire a pagamento circa quintali di grano alla popolazione, poco prima prelevati dai magazzini del Consorzio Agrario di Passo Sant'Angelo. Il grano fu dato anche ai passesi. Il 5 maggio 1944, nei pressi del fiume Fiastra a Campanelle, cinque partigiani del Gruppo Vera si scontrarono per circa due ore con alcuni uomini ignoti delle SS italiane, provenienti da Sarnano per effettuare qualche rastrellamento lungo la SS 78. Due di loro riuscirono a scappare durante un momento di confusione e ad essere catturati furono il vicebrigadiere Glorio Della Vecchia, Giovanni Fornari e Ivo Pacioni. Tutti e tre vennero condotti verso Passo e furono fucilati.A. Salvucci, Martiri dei Sibillini. Nel primo anniversario della Liberazione delle Marche, Tipografia Filelfo, Tolentino 1945. Secondo le testimonianze di due autisti della SASP, Francesco Corradini (effettuata ai carabinieri di San Ginesio il 17 marzo 1946) e Armando Paccamicio, i tre furono presi nella zona della frazione Campanelle per aver combattuto contro reparti ignoti delle SS italiane, condotti alla frazione ed essere fucilati intorno alle 20:00 senza essere interrogati. Il nome del reparto ignoto delle SS nazifasciste, nonostante i documenti di denunce rivelati dopo essere trovati nell'Armadio della vergogna riportano che i responsabili siano stati ignoti, si possono inquadrare all'interno del I Battaglione CC.NN. "IX Settembre".
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Michele Arcangelo
Costruita nel periodo che va dal 1958 al 1962 e consacrata nel 1965, è l'unica chiesa presente nella frazione ed è compresa tra diversi edifici. Sul lato destro si trova la casa parrocchiale con i locali dedicati al parroco: un corridoio che attraversa la sagrestia collega i due edifici. La chiesa si presenta su di un basamento in pietra rosacea con pianta esagonale, una grande vetrata triangolare che segue il perimetro della chiesa. L'interno presenta numerose opere dell'artista milanese Arnaldo Mazzanti: Cristo crocifisso e oranti, scultura in terracotta, altare maggiore della chiesa parrocchiale; Storie sacre, 1970, tabernacolo; Madonna con Bambino, 1969, pittura su tavola; Fonte battesimale, 1970, lastre scolpite in cemento armato.
Cippo ai partigiani trucidati Il "Cippo ai partigiani trucidati" è un cippo dedicato a dei partigiani uccisi nella frazione, tra cui il carabiniere Glorio della Vecchia, fucilati il 5 maggio 1944.Cippo ai partigiani trucidati a Passo San Ginesio http://www.pietredellamemoria.it/pietre/cippo-ai-partigiani-trucidati-a-passo-san-ginesio/
Economia Industria Il 1º aprile 1970 venne inaugurato uno stabilimento calzaturiero di m² e 900 m² di magazzino, destinato a ospitare il complesso industriale dei Fratelli Vico di Monte San Giusto e a dare lavoro entro il 1972 a 300 persone. Alla cerimonia parteciparono l'allora sindaco e vicesindaco di San Ginesio, Euro Verdicchio e Vinicio Verdecchia, il sindaco di Ripe San Ginesio, Primo Provinciali, l'imprenditore edile Lanfranco Massimiliani e gli stessi industriali Vico. L'iniziativa, sostenuta da un consorzio tra i comuni di San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano e Ripe San Ginesio, fu un passo importante per l'industrializzazione del territorio e per combattere lo spopolamento degli abitanti locali, costretti a trasferirsi nel nord Italia o verso la costa adriatica per trovare lavoro.
Infrastrutture e trasporti Mobilità urbana La frazione è sede della società Autolinee SASP, facente parte dell'unione delle società Contram Mobilità.
Eventi
Note
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