Gli Immidingi (in tedesco Immedinger) erano una famiglia nobile della Sassonia medievale, discendente del leader sassone Vitichindo. Ipotesi moderne li ritengono discendenti del dux sassone AlbioneWalther Lammers: Abbio. In: Lexikon des Mittelalters (LexMA). Band 1, p.14, Artemis & Winkler, München/Zürich 1980, ISBN 3-7608-8901-8, Sp. 14 f.. Il membro più famoso fu santa Matilde († 968), regina consorte dei Franchi Orientali dopo aver spostato re Enrico I di Sassonia.
Erano importanti benefattori della chiesa nella Sassonia del X secolo, ed ebbe membri in essa come i figli di Immed IV, sant'Emma di Lesum e suo e Meinwerk (1009-1036), vescovo di PaderbornHerbermann, Charles, ed. (1913). "Blessed Meinwerk". Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company.; la loro relazione con gli Immedingi è però contestata. La nonna di Matilde, Matilde I, fu badessa dell'abbazia di Herford. Intorno al 940 un conte di nome Immad della dinastia degli Immedingi fondò un convento di suore a Ringelheim in Ostfalia. La regina Matilda stessa alla morte di suo marito nel 936 fondò l'abbazia di Quedlinburg, dove fu anche sepolta.
Secondo la Res gestae saxonicae del cronista Vitichindo di Corvey, il padre di Matilda, il conte di Vestfalia Teodorico, era un discendente del dux Vitichindo. Una sorella di lei sposò il conte Wichmann il Vecchio della dinastia dei Billunghi.
Un membro della stirpe fu il vescovo di Paderborn Meinwerk.
Albero genealogico Albero genealogico non completo di una parte degli Immedingi. Una genealogia precisa non è stata tuttavia ancora definitivamente stabilita. Non si sa con esattezza se Wichmann I il Vecchio sposò Bia, Frederuna o PeretheidGerd Althoff: Adels- und Königsfamilien im Spiegel ihrer Memorialüberlieferung. Studien zum Totengedenken der Billunger und Ottonen. (= Münstersche Mittelalter-Schriften. Band 47). Fink, München 1984, ISBN 3-7705-2267-2, S. 73f., anche se la teoria prevalente è che fosse BiaEduard Hlawitschka: Kontroverses aus dem Umfeld von König Heinrichs I. Gemahlin Mathilde. in: Ernst-Dieter Hehl, Hubertus Seibert, Franz Staab (Hrsg.): Deus qui mutat tempora. Menschen und Institutionen im Wandel des Mittelalters. Festschrift für Alfons Becker zu seinem fünfundsechzigsten Geburtstag. Thorbeke, Sigmaringen 1987 S. 33–54, hier S. 50–54 mit eingehender Untersuchung der von Gerd Althoff vorgebrachten Argumente.. Frederuna forse fu moglie Carlo III il Semplice, ma la cosa non è certa.
Note
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