Biografia Sarebbe nato a Zawiya o a Tripoli nel 1986 o nel 1989. Nel 2009 divenne cadetto in un'accademia navale e allo scoppio della prima guerra civile si schierò nelle file dei ribelli; durante gli scontri avrebbe perso un fratello e sarebbe stato ferito nove volte, subendo l'amputazione del dito indice e medio della mano destra a causa di una granata. Tra il 2012 e il 2015 visse in Germania.

Tornato in patria fu messo a capo del porto di Zawiya, sotto il controllo della brigata al Nasr di Mohamed Kachlaf, e successivamente a capo della neocostituita Guardia costiera libica di Zawiya, che nell'ambito dell'operazione Sophia avrebbe ricevuto finanziamenti ed equipaggiamento da Italia e Unione europea. In questo ruolo venne accusato di aver collaborato al traffico di esseri umani e alla tortura di migranti in partenza dalla Libia. Per questo motivo venne inserito nella lista delle persone sottoposte a sanzioni da parte delle Nazioni Unite in base alla Risoluzione 1970.

Secondo quanto ricostruito da un'inchiesta del quotidiano Avvenire firmata da Nello Scavo al-Milad nel 2017 avrebbe preso parte ad un incontro segreto al CARA di Mineo con una delegazione del Ministero dell'interno italiano. Scavo fu successivamente posto sotto la tutela della Polizia di Stato per le minacce ricevute in relazione all'inchiesta. La presenza a diversi incontri sul suolo italiano fu poi confermata dal diretto interessato in un'intervista rilasciata a Francesca Mannocchi e trasmessa da Propaganda Live.

Nell'ottobre 2020 fu arrestato dal governo libico di Fayez al-Sarraj per traffico di esseri umani e per contrabbando di carburanti, ma nell'aprile 2021 venne rilasciato per mancanza di prove.

Nel pomeriggio del 31 agosto 2024 fu assassinato da ignoti uomini armati nei pressi dell'Accademia navale di Gianzur.

Note

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