La 203 era un'autovettura di fascia media prodotta tra il 1948 ed il 1960 dalla Casa francese Peugeot.

Storia Genesi del modello Il progetto per la 203 ebbe inizio nel 1941, in pieno conflitto mondiale. In quel periodo, erano molti i progetti che i vertici Peugeot avevano in mente: tra questi vi era anche quello relativo ad una ammiraglia che potesse riportare la Casa del Leone Rampante nel settore delle vetture di lusso. Ma questo ed altri progetti vennero accantonati. Ne rimase solo uno: avviare un progetto volto alla realizzazione di una vettura della potenza fiscale di 7CV, quindi appena un gradino più in alto rispetto alla 202, che era una 6CV. Tra l'altro era inizialmente in programma di non curarsi affatto della 202, in listino dal 1938 e la cui produzione venne sospesa a causa della guerra; solo in un secondo momento, sempre durante il conflitto, si decise di mantenere la vettura in listino dopo averle apportato alcune migliorie. Ma accadde un fatto poco piacevole: in quel periodo il regime nazista aveva occupato molte fabbriche e tra queste anche quella della Peugeot, per cui il progetto dovette essere condotto in gran segreto come tra l'altro stava succedendo anche alla Citroën (con la sua 2CV) ed alla Renault (con la 4CV), tutto questo per non destare la curiosità delle autorità tedesche, che avrebbero potuto requisire i progetti. Ma tornando al nuovo modello inedito, va detto che inizialmente aleggiava una certa indecisione sul tipo di carrozzeria da adottare, poiché se alcuni propendevano per una classica carrozzeria berlina a due volumi dalle linee tondeggianti e con baule posteriore integrato nella carrozzeria, altri auspicavano invece la soluzione a baule separato, sempre su corpo vettura di tipo berlina a due volumi. Alla fine prevalse il primo orientamento con baule integrato. Anche i primi modellini, inizialmente ispirati al classico stile anni trenta con parafanghi separati dal resto della carrozzeria, vennero via via affinati integrando sempre di più i parafanghi al corpo vettura. Ma l'11 luglio 1943, vi fu l'arrivo dei dispiegamenti aerei d'oltremanica, che presero a bombardare le fabbriche occupate dai tedeschi. Anche la Peugeot subì dei danni alle sue infrastrutture. Tali danni sarebbero stati riparati in gran parte solo dopo l'armistizio, all'indomani della cessazione delle ostilità, mentre solo in piccola parte vennero risanati a guerra ancora aperta. Ma mentre la Peugeot si leccava le ferite, il progetto della nuova 7CV continuò ad andare avanti e già si era stabilita la nuova denominazione, 203. Alla progettazione e realizzazione della parte meccanica, furono destinati gli ingegneri Chamuzeau, Yoder e Dornier, mentre il disegno della carrozzeria fu affidato ad un'équipe formata da cinque designers: Mathon, Bonal, Hennequin, Rollet e Chenelot. Ne scaturì quasi subito una linea aerodinamica ispirata allo stile anni quaranta in voga negli Stati Uniti, con la coda molto arrotondata ed il lunotto diviso in due parti. Quest'ultima soluzione sarebbe stata ben presto accantonata, così come quella del frontale di forma ovale con fari solo parzialmente integrati nei parafanghi. In ogni caso, si intendeva rompere con le ardite soluzioni stilistiche che avevano caratterizzato la produzione Peugeot dei tardi anni trenta. Nel gennaio del 1946, vennero effettuati dei test su strada delle varie componenti meccaniche candidate ad equipaggiare la futura 203: come base per le prove furono utilizzati telai derivati da quelli della 302 e della 202 BH. In particolare, si doveva decidere il tipo di cambio da montare: dopo aver scelto tra il semiautomatico Cotal utilizzato nella 402 ed un normale cambio manuale a 4 marce (scelta che ha favorito la seconda tipologia di cambio), si trattò di decidere tra un cambio con quarta marcia surmoltiplicata ed uno con quarta in presa diretta. Allo stesso modo vennero testati l'impianto frenante (meccanico, con cavi in acciaio testati su otto esemplari di 202) e lo sterzo. Ma fu proprio sul fronte del cambio che si ebbero i primi inconvenienti che portarono ai primi significativi ritardi nello sviluppo: il cambio con quarta in presa diretta, auspicato dai vertici Peugeot, si rivelò una soluzione fortemente inaffidabile. Il cambio rimarrà una delle bestie nere durante l'intero arco dello sviluppo della vettura, ed anche dopo, quando la 203 sarà già in commercio. Nel maggio del 1946, era in fase di ultimazione il nuovo propulsore da 1.3 litri destinato ad equipaggiare la 203, mentre alla fine del mese di giugno venne assemblato il primo prototipo, noto con la sigla P4 e somigliante praticamente in tutto alla vettura definitiva, con la sua coda arcuata che richiamava le berline americane di quei tempi, il lunotto posteriore in un sol pezzo ed i fari anteriori completamente inglobati nei parafanghi. I restanti mesi del 1946 vennero impiegati ad effettuare ulteriori test, mentre il direttivo Peugeot suggerì l'idea di creare una famiglia di modelli derivati dalla 203, in modo da avere una vera e propria gamma con cui affrontare la rinascita dopo la guerra e venire quindi incontro alle esigenze della clientela. Per questo motivo, oltre alla berlina ed alla cabriolet, quest'ultima già prevista in precedenza ed ultimata a luglio, si cominciò a lavorare anche alla versione furgonetta, alla familiare e persino ad una variante coupé. Il 1947 fu dedicato prevalentemente all'industrializzazione del progetto. Nel mese di marzo vennero realizzati i primi prototipi marcianti da destinare ai test di affidabilità. Tali prototipi, comunque, non rispecchiavano ancora fedelmente le versioni definitive, ma costituirono in ogni caso un validissimo banco di prova. Tutto parve pronto o quasi per avviare l'ultima fase di sviluppo della vettura, destinata ad effettuare numerosi nuovi test su strada per saggiarne le doti dinamiche e l'affidabilità, in modo da apportare nuove migliorie laddove necessarie.

Debutto

Nel mese di maggio vennero realizzati gli ultimi prototipi per le ultime prove su strada. Sfortunatamente, il desiderio di mantenere il riserbo sugli ultimi ritocchi alla vettura venne infranto quando un esemplare di preserie venne immortalato da un addetto stampa che si trovava a passare lungo la strada dove fu effettuato il test. Colta di sorpresa, la Peugeot decise di presentare la 203 in anteprima al Salone di Parigi nell'ottobre del 1947. Contemporaneamente, invitò rappresentanti dei concessionari Peugeot e della stampa al Théâtre de Chaillot di Parigi per un'ulteriore presentazione della vettura, sempre in anteprima e senza possibilità per alcuno dei partecipanti di poter provare la 203. Essa, infatti, data la circostanza fortuita che ha portato alla sua presentazione in anteprima, non ha avuto tempo di essere messa a punto in tutto e per tutto, perciò è stato necessario un altro anno ancora per gli ultimi ritocchi, anche se per la verità, il problema del cambio seguitò ad essere presente. L'allora vertice dell'azienda, Jean-Pierre Peugeot, dichiarò agli intervenuti che il motivo dell'ulteriore ritardo stava nel dover ancora procurarsi tutti i pezzi ed i macchinari per montare le linee di assemblaggio. Il debutto ufficiale della 203 avvenne quindi al Salone di Parigi del 1948, nella sola configurazione berlina a 4 porte. La 203 arrivò in un momento in cui un po' tutte le grandi aziende stavano piano piano tornando a fare capolino dai loro rifugi dopo le enormi devastazioni causate dal Secondo Conflitto Mondiale. Pertanto la 203 non era tallonata da una concorrenza spietata: nel settore delle medio-basse vi erano solo un modello francese, la Simca 8 (sostituita di lì a poco dalla Simca Aronde), ed un modello tedesco, il Maggiolino. La Citroën e la Renault avevano in listino solo modelli troppo bassi o troppo alti di categoria rispetto alla 203, per cui non possedevano una loro avversaria diretta. Anzi, nei primi anni di produzione era addirittura l'unico modello Peugeot in listino (esclusi i mezzi commerciali), pertanto era piuttosto solitaria anche in casa propria.

Design esterno ed abitacolo

La 203 appariva molto più discreta rispetto alla 202 che sarebbe uscita di produzione di lì a pochi mesi, ma nello stesso tempo era anche più moderna, in linea con i canoni stilistici dell'epoca, sempre influenzati dalle tendenze d'oltreoceano, che però non erano più così ossessivamente aggrappate al concetto di "aerodinamica a tutti i costi", ma ad un look semplicemente più moderno, senza tuttavia trascurare l'aspetto aerodinamico. Dalle tendenze stilistiche d'oltreoceano, la 203 ha ripreso il massiccio frontale dotato di una grossa calandra cromata a sette listelli orizzontali che si estendono per quasi tutta la larghezza del frontale stesso; anche i fari tondi incassati nei grossi e sporgenti parafanghi anteriori sono uno stilema tipico dell'epoca. Sulla sommità del cofano motore, campeggiava una testa di Leone cromata, simbolo della Casa francese. Lateralmente la vista viene nuovamente catturata dalla prominenza dei parafanghi, sia anteriori che posteriori: i primi si estendono all'indietro fino a sconfinare nella zona delle portiere anteriori, mentre i secondi, in maniera analoga, si spingono in avanti fino a coprire una parte delle portiere posteriori. I parafanghi posteriori sono anche raccordati molto efficacemente al tetto, grazie ad un padiglione molto arcuato, ma allo stesso tempo dolce, la cui linea viene seguita pari pari anche nella parte bassa della coda, conferendo alla zona posteriore della 203 un profilo molto sfuggente, caratterizzato dai piccoli fari posteriori, dallo sportello del baule a forma di conchiglia e da un lunotto non molto grande, che poteva creare dei problemi di visibilità durante le manovre in retromarcia. Il tetto, anch'esso dall'andamento tondeggiante e che si raccorda dolcemente con la coda, era provvisto di tettuccio apribile, un vezzo, per l'epoca. L'abitacolo della 203 è piuttosto completo per l'epoca e per la fascia di mercato della vettura: semplice ma riuscito il disegno dei sedili tubolari, anche se con intelaiatura a vista nella parte superiore, mentre il posto guida è caratterizzato da un volante a quattro razze (ma era disponibile come accessorio un volante a tre razze, ognuna composta da cinque asticelle unite assieme) e dalla plancia strumenti posta al centro e che integrava il tachimetro, l'indicatore del livello carburante, la spia dell'olio e l'amperometro. Sotto la plancia strumenti era presente una fila di manopole per comandi di servizio, ed ancora più in basso, in posizione non molto visibile, era presente l'indicatore della temperatura dell'acqua.

Struttura, meccanica e motore

Pur essendo stilisticamente meno ardita della 202, la 203 si rese tuttavia decisamente più all'avanguardia dell'antenata dal punto di vista tecnico. Ferma restando la classica impostazione tecnica a motore anteriore e trazione posteriore, uno dei principali aspetti che rese la 203 innovativa fu il fatto di essere stata la prima Peugeot a scocca portante. Ciò rende tutt'oggi la 203 una pietra miliare nella storia della Casa francese. La Casa francese, già in fase di progettazione aveva previsto l'utilizzo di due differenti varianti di passo: per la berlina venne utilizzato un corpo vettura con passo di 2.58 m, mentre per le versioni furgonate, familiari e commerciali, era previsto un interasse da 2.78 m, più adatto alla destinazione di queste ultime versioni. Ma i motivi che hanno reso la 203 una vettura innovativa a suo tempo stanno anche nel nuovo motore TM, un 4 cilindri da 1290 cm³ con camere di scoppio emisferiche, valvole in testa e testata cross-flow in lega "alpax". Tale motore erogava una potenza massima di 42 CV a 4500 giri/min, sufficienti per spingere la vettura ad una velocità massima di 116 km/h.