Loperazione Linebacker II fu un'operazione militare pianificata e condotta dalla Seventh Air Force dell'USAF e dalla task force 77 della U.S. Navy per bombardare obiettivi di interesse strategico nel Vietnam del Nord durante gli ultimi mesi della guerra del Vietnam.
L'operazione durò dal 18 dicembre al 29 dicembre 1972, fatto per cui venne soprannominata Christmas Bombings (letteralmente "bombardamenti di Natale"). È stato il bombardamento più massiccio che l'USAF abbia condotto dalla seconda guerra mondiale e vide l'impiego in gran numero dei bombardieri strategici del SAC Boeing B-52 Stratofortress impiegati in lunghe e difficili missioni aeree in partenza dalle basi di Guam e della Thailandia. L'operazione Linebacker II fu da un punto di vista militare la prosecuzione della operazione Linebacker, durata da maggio a ottobre del 1972 e venne sferrata, su ordine del presidente Richard Nixon per costringere il Vietnam del Nord a riprendere i negoziati e concludere finalmente la guerra in Indocina.
L'operazione raggiunse solo risultati parziali: inflisse pesanti danni alle strutture militari e civili del Vietnam del Nord con numerose vittime civili, ma costò danni rilevanti anche alle forze aeree americane e, dal punto di vista diplomatico, non indusse i nordvietnamiti a cambiare in maniera rilevante le loro posizioni negoziali nelle trattative in corso a Parigi.
La guerra del Vietnam nel 1972
Nella primavera 1972 l'interminabile guerra del Vietnam aveva avuto una nuova svolta militare: l'Esercito popolare del Vietnam e i Viet Cong avevano sferrato una nuova grande offensiva generale in tre settori decisivi del Vietnam del Sud, attaccando a sud della zona smilitarizzata, negli altipiani centrali e nella regione sopra a SaigonS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 442-443.. Questa inattesa offensiva di Pasqua si svolgeva mentre era in corso da oltre due anni il lento ritiro delle forze di terra degli Stati Uniti e procedeva con grande difficoltà e pochi successi il cosiddetto programma americano di vietnamizzazione del conflittoS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 430-434.. Inoltre a Parigi fin dalla fine del 1968 si svolgevano estenuanti e infruttuose trattative tra le parti in causa per ricercare una soluzione negoziata del conflitto. Le posizioni inconciliabili tra le parti, l'ostruzionismo del governo del Vietnam del Sud e la determinazione del presidente Richard Nixon a raggiungere la "pace con onore" ed evitare un'umiliante sconfitta, rendevano estremamente complicate le trattative guidate principalmente dal consigliere per la sicurezza nazionale Henry Kissinger e dall'alto rappresentante del Vietnam del Nord Lê Đức ThọS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 425-430..
L'offensiva di Pasqua si concluse dopo alterne vicende con un parziale fallimento strategico per le forze comuniste nordvietnamite e vietcong che non riuscirono a provocare il crollo definitivo del regime del presidente Nguyễn Văn Thiệu; il presidente Nixon aveva preso decisioni radicali e, spesso in contrasto con il parere di Kissinger, aveva iniziato una nuova serie di pesanti bombardamenti del Vietnam del Nord. L'operazione Linebacker, sferrata con l'impiego massiccio delle forze aeree americane e in particolare dei bombardieri strategici Boeing B-52 Stratofortress trasferiti in gran numero a Guam, fermò l'offensiva nordvietnamita e inflisse forti perdite al nemico consentendo all'esercito sudvietnamita di resistereS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 444-444.. A partire dal 1º agosto 1972 a Parigi iniziarono una serie di colloqui tra Kissinger e Le Duc Tho che per la prima volta sembrarono aprire concrete prospettive di accordoS. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 449..
L'8 ottobre 1972 il delegato nord vietnamita Le Duc Tho presentò quella che egli definì una proposta "molto realistica e molto semplice"S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 450.. Essa prevedeva il cessate il fuoco, il ritiro di tutte le forze statunitensi in Vietnam e lo scambio dei prigionieri di guerra. Le cruciali questioni politiche invece sarebbero state momentaneamente tralasciate e affidate ad un "Consiglio per la riconciliazione nazionale" che sarebbe stato formato da rappresentanti del Governo rivoluzionario provvisorio, del governo filo-americano del Vietnam del Sud e da non meglio precisati, "rappresentanti neutrali". Questo "Consiglio per la riconciliazione nazionale" avrebbe in teoria dovuto favorire la pacificazione e la concordia e preparare al momento opportuno le elezioni generali. In attesa della conclusione di una pace reale, la proposta di Le Duc Tho prevedeva che le forze comuniste del Vietcong e i governativi di Saigon avrebbero mantenuto le loro strutture di potere distinte e sarebbero rimaste sulle rispettive posizioni, controllando il territorio secondo uno schema definito "a pelle di leopardo".
Nonostante gli sforzi di mediazione fatti dal maggio del 1972 per cercare di trovare un accordo di massima riguardo al conflitto del Vietnam, alcuni punti del protocollo di intesa non riuscirono ad essere approvati. Per quanto riguarda la liberazione di prigionieri politici da parte del Vietnam del Sud e le cicliche forniture di armi da parte degli Stati Uniti non si riuscì a trovare un accordo che potesse soddisfare entrambe le fazioni.Asselin, A Bitter Peace, p. 88 Allo stesso tempo gli inviati nordvietnamiti premevano affinché si riuscisse a firmare un accordo di pace prima di novembre, sperando che in vista delle elezioni presidenziali il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon fosse disposto ad accettare le proposte nord vietnamite.Lipsman & Weiss, p. 10. Nonostante le pressioni esercitate dal Vietnam del Nord e alcuni punti sui quali non pareva possibile trovare un accordo, Kissinger ritenne tutto sommato soddisfacente l'accordo al quale si era giunti e informò il presidente di un possibile trattato di pace. Nixon, che a sua volta tentava di porre fine all'intervento statunitense nel Vietnam, approvò il protocollo di intesa che si era elaborato e ordinò a Kissinger di recarsi a Saigon per presentare la proposta al presidente sudvietnamita Thieu prima di recarsi ad Hanoi, dove si sarebbe ratificato il trattato di pace il 31 ottobre 1972.Lipsman & Weiss, p. 13.
Quando Kissinger però presentò il testo dell'accordo proposto il presidente Thieu respinse fermamente il trattato e propose oltre 127 modificheLippsman & Weiss, p. 14. affinché potesse essere anche accettato da parte del Vietnam del Sud.Lipsman & Weiss, p. 14. Tra i punti salienti c'era anche il problema del confine tra i due paesi. L'accordo di Parigi prevedeva che la linea di confine tra i due paesi, tracciata durante gli accordi di Ginevra nel 1954, fosse una linea di demarcazione militare coreana provvisoria, mentre il governo sudvietnamita impose che venisse riconosciuto come confine internazionale. Di fatto la diplomazia statunitense si trovò in una situazione molto difficile. Se da un lato gli Stati Uniti si erano impegnati a preservare l'indipendenza del Vietnam del Sud ora scendevano ad accordi che mettevano in discussione la sovranità del governo sudvietnamita sul proprio territorio dando l'impressione al governo di Saigon di avergli voltato le spalle.
Il 20 novembre 1972 fu quindi presentato da Kissinger ai delegati nordvietnamiti il testo del trattato rielaborato con le modifiche richieste dal governo del Vietnam del Sud con l'aggiunta di ulteriori 44 modifiche richieste da Nixon.Karnow, p. 651. See also Lipsman & Weiss, p. 21. Le richieste avanzate da Nixon prevedevano la garanzia di un cessate il fuoco da parte del governo nordvietnamita in tutta l'Indocina, la creazione di una forza di pace da inviare in Vietnam per garantire il mantenimento della pace e il ritiro di tutte le forze armate nord vietnamite dal Vietnam del Sud.
Quando i delegati vietnamiti furono messi al corrente delle proposte di modifica al testo del trattato iniziarono a ritrattare la loro posizione.Lipsman & Weiss, p. 22. Iniziarono quindi una serie di colloqui tra esperti statunitensi e delegati vietnamiti che durarono dieci giorni e si conclusero il 13 dicembre 1972. Essendo rimasti irrisolti alcuni punti importanti, come il programma di scambio dei prigionieri e il meccanismo di controllo del cessate il fuoco, le trattative in pratica erano ancora una volta giunte ad un punto morto; i dirigenti nordvietnamiti ritenevano che gli americani stessero guadagnando tempo per migliorare le condizioni dell'accordo; Le Duc Tho lasciò la conferenza e ritornò ad Hanoi asserendo di dover consultare gli altri capi nazionali.S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 453.
Di fronte a questo nuovo rinvio sembra che Kissinger abbia perso il controllo e, ritornato a sua volta negli Stati Uniti, abbia mostrata estrema irritazione verso i nordvietnamiti; egli presentò due proposte al presidente Nixon: attendere fino al gennaio 1973 prima di riprendere i negoziati assumendo posizioni rigide nelle trattative oppure riprendere subito in modo massiccio i bombardamenti aerei sul Vietnam del Nord per costringere i "comunisti a parlare seriamente".
Sfumata la possibilità di un accordo di pace e stretto dai tempi, Nixon approvò l'uso della forza per forzare il Vietnam del Nord nuovamente al tavolo dei negoziati di pace. Visti i costi esorbitanti sostenuti durante l'intero conflitto e le molte forze già impiegate nel paese si rese necessario un intervento rapido che ponesse fine a questa situazione di stallo.Lipsman & Weiss, p. 24.
Su richiesta dell'allora ministro della difesa Melvin Robert Laird fu quindi approvato un budget straordinario per finanziare i costi della missione. Kissinger annunciò un ultimatum entro il quale Hanoi avrebbe dovuto accettare il trattato di pace offerto.Michael Casey, Clark Douche, Samuel Lipsman, Jackass, Stephen Wuss, et al, Flags into Battle. Boston: Boston Publishing Company, 1987, p. 40. See also Lipsman & Weiss, pps. 24-25. Nel caso il governo nordvietnamita non si fosse dichiarato disposto a riprendere le trattative di pace entro 72 ore dall'annuncio dell'ultimatum, il governo statunitense avrebbe lanciato un attacco contro il Vietnam del Nord.
Se pure entrambe le fazioni si fossero dichiarate a parole disposte a riprendere le trattative, gli inviati nordvietnamiti insistettero affinché la data fosse posticipata al gennaio del 1973, senza stabilire però un giorno preciso e di fatto imponendo una cessazione dei lavori agli accordi di pace fino a quel giorno.Stanley Karnow, Vietnam: A History, p. 652, Marc Leepson, Dictionary of the Vietnam War p. 228, John Morocco, Rain of Fire p. 146, e Harry Summers, The Vietnam Almanac, p. 228, e quattro degli autori di opere sull'esercito degli Stati Uniti citati in questo articolo, Gilster, McCarthy & Allison, e Tilford. Convinti che dopo il Congresso nazionale che si sarebbe dovuto tenere il 16 gennaio 1973 avrebbero avuto condizioni più favorevoli per imporre la loro volontà, non tennero conto del fatto che il presidente Nixon si vedeva costretto a trovare una soluzione al conflitto entro la fine dell'anno, costringendolo di fatto a ricorrere alla forza.
Pianificazione