Questa pagina tratta la storia della Società Sportiva Taranto Calcio dal 1904 ai nostri giorni.
Storia Dagli esordi del calcio tarantino alla nascita dell'A.S. Taranto La storia calcistica tarantina ha inizio nel 1904: la prima società a giocare ufficiosamente a calcio fu il "Circolo Studentesco Mario Rapisardi", di natura podistica, entro il quale si iniziò a praticare lo sport seguendo l'esempio delle squadre inglesi. Nello stesso anno il militare ferrarese Luigi Ascanelli fondò il primo club tarantino espressamente calcistico, denominato Società Sportiva Pro Italia (con il bianco e il verde come colori sociali), che disputava le partite nella "Piazza d'Armi", vicino all'Arsenale Militare Marittimo.
I dubbi sull'anno di fondazione della Pro Italia, inizialmente indicato come 1906, sono stati risolti grazie al ritrovamento di una vecchia intervista al fondatore Ascanelli. Ascanelli nacque a Ferrara il 2 febbraio 1864 e morì a Taranto il 23 gennaio 1947. Di antica e illustre famiglia ferrarese, fu Capo di 1ª classe (Maresciallo Capo) e contabile del reparto della Regia Marina. Si sposò a La Spezia dove nacquero tutti i suoi figli: Francesco Dante, Olga, Alcibiade, Alcide, Adolfo. Nei primissimi anni del 1900 si trasferì con tutta la sua famiglia a Taranto, dove concluse la sua carriera militare.
La Pro Italia disputò fino alla fine degli anni dieci vari tornei pugliesi non ufficiali, arrivando sempre nelle fasi finali e vincendo il Campionato pugliese del 1915; nel 1910 terminò al secondo posto il Campionato regionale di Terza Categoria organizzato dalla F.I.G.C., prima storica competizione ufficiale della regione Puglia.
Nel 1911 nacque l'Audace Foot-Ball Club per interessamento diretto del calciatore Giovanni Sardella, con colore sociale il rosso e anch'esso esibitosi in piazza d'armi; questa compagine diventò presto rivale della Pro Italia, ma impiegò più tempo ad affermarsi ad alti livelli.
Dal 1921 la FIGC pugliese organizzò i gironi regionali di Prima Divisione, la massima serie del tempo, a cui Audace e Pro Italia parteciparono con le rispettive selezioni, laureandosi campioni pugliesi rispettivamente in tre stagioni i bianco-verdi e in due stagioni i rossi; entrambe le formazioni non superarono mai le fasi finali nazionali.
Altre società calcistiche dell'epoca, degne di menzione, furono l'U.S. Nettuno, la Libertas, il Foot-Ball Club Garibaldino, l'Enotria Foot Ball Club del 1917 (data incerta), e ancora il Veloce Foot-Ball Club del 1920; queste ultime quattro si fusero nel 1924, dando vita all'Unione Sportiva Tarantina, la cui attività si limitò alla sola stagione di Prima Divisione del 1924-1925, conclusa al quinto posto del campionato regionale.
Dalla nascita dell'Associazione Sportiva Taranto agli anni settanta
Con la Carta di Viareggio del 1926 la Prima Divisione divenne la seconda serie del calcio italiano, a carattere interregionale (non più regionale).
L'11 luglio 1927, dalla fusione tra S.S. Pro Italia e Audace F.B.C., nacque la A.S. Taranto, che nell'estate del 1928 assorbì anche l'U.S. Nettuno.
La neonata formazione rossoblù continuò la militanza nel campionato di Prima Divisione (avendo mantenuto il titolo sportivo dell'Audace). La prima partita della stagione 1927-1928 fu vinta per 2-0 contro l'Ideale Bari nello stadio Corvisea; nonostante il buon inizio gli ionici terminarono con un quinto posto finale. Nel campionato successivo il Taranto disputò un torneo di vertice arrivando alla finale per il titolo di Campione del Sud, valida anche per l'accesso nella costituenda Serie B: la sfida con il , all'andata a Napoli terminò 2-2, il ritorno a Bari fu vinto dai salentini 3-1.
Ci vollero sei anni per raggiungere la promozione: nella stagione 1934-35 l'A.S.Taranto prima vinse il girone di competenza e poi dominò gli spareggi promozione.
La prima Serie B della storia non fu però fortunata, l'impatto con il girone unico fu difficile e la squadra chiuse all'ultimo posto in classifica e l'inevitabile retrocessione. Il riscatto avvenne l'anno dopo con un campionato dominato e vinto con sei punti di vantaggio sulla Salernitana, seconda in classifica.
La seconda stagione in serie B ricalcò la falsariga della prima e anche stavolta il Taranto retrocede chiudendo la stagione con il penultimo posto.
Dopo una stagione di transizione, nella stagione 1939-40 il Taranto vinse il girone davanti a Siracusa e Salernitana ma perse poi gli spareggi promozione con le formazioni del nord che si rivelarono nettamente superiori. Fu un decennio tribolato a causa della seconda guerra mondiale e un periodo confuso per il calcio ionico, nacquero nuove realtà calcistiche e per una stagione ben due formazioni ioniche parteciparono alla serie B. Nel 1940 nacque la Società Sportiva Pietro Resta dedicata al primo storico presidente del Taranto mentre nella stagione l'A.S. Taranto e l'U.S. Pro Italia si fusero costituendo l'U.S. Taranto, che concluse il campionato al 4º posto. Nel 1943 cessarono tutte le attività agonistiche a causa della guerra, l'U.S. Taranto modificò denominazione in Audace Football Club 1911, tornando alla tradizione mantenuta fino al 1927 e rinacque la S.S. Pro Italia, mentre la S.S. Pietro Resta diventò Unione Sportiva Arsenale, squadra composta per lo più da militari della Marina italiana.
Le tre squadre tarantine parteciparono al campionato pugliese del 1945 e poi al successivo campionato Centro-Sud di Serie C. L'Arsenale e l'Audace si piazzarono rispettivamente al 2º e 3º posto, venendo ammesse entrambe al successivo campionato di Serie B mentre la S.S. Pro Italia, nel maggio del 1946 si fuse per la seconda volta con l'Audace, costituendo nuovamente la società A.S. Taranto.
La Serie B 1946-47 vide dunque due squadre tarantine al via, in campionato l'Arsenale giunse ottavo mentre l'A.S. Taranto retrocesse in Serie C, nei due derby prevalse l'Arsenale che impattò 2-2, è proprio il caso di dirlo, tra le mura amiche della Marina e vinse 1-0 in "trasferta" (allo Stadio Corvisea).
Il 9 settembre 1947 venne sottoscritto l'accordo tra i dirigenti della U.S. Arsenale e della A.S. Taranto, che sancì la nascita della U.S. Arsenaltaranto.
Alla fine della stagione di Serie B 1947/48 l'Arsenaltaranto arriva 3º nel proprio girone, sfiorando per soli 3 punti la promozione in serie A. Nella stagione 1949/50, dopo la cessione di alcuni dei giocatori migliori, la squadra terminò al terzultimo posto retrocedendo in serie C. Mario Tortul passa nell'estate 1951 all'Arsenaltaranto, che milita in Serie C. Schierato come centravanti, in riva allo Jonio si mette in luce realizzando ben 39 reti in due stagioni e portando la squadra a sfiorare per due volte la promozione; venduto, finirà in A e alla Nazionale.
Dopo tre anni, il Taranto, nella stagione 1953/54, tornò in Serie B vincendo il campionato a pari merito con il .
L'11 agosto 1955 i marinai della Marina Militare lasciarono la squadra di calcio e la società assunse nuovamente la denominazione di A.S. Taranto. Nei cinque campionati seguenti la squadra riuscì a mantenere la categoria ma a causa delle difficoltà societarie e delle cessioni nella stagione 1959/60 la squadra retrocesse dopo aver perso gli spareggi con la Simmenthal-Monza e il . Le difficoltà economiche della società non permisero progetti ambiziosi di risalita e in più di un'occasione dovette intervenire il Comune di Taranto con importanti sovvenzioni, Pignatelli rassegnò le dimissioni e Michele Di Maggio divenne il nuovo presidente all'inizio del 1964 ma i problemi economici persistettero. Urgeva la necessità di aumentare gli introiti e così fu decisa la costruzione di un nuovo stadio più capiente.
L'impianto fu realizzato dalla ditta costruttrice dello stesso Di Maggio e fu realizzato in soli 100 giorni utilizzando 130 km di tubi Innocenti e 900 metri cubi di gradoni di legno. L'inaugurazione dello stadio Salinella avvenne l'8 dicembre 1965 alla 14ª giornata contro la Sambenedettese, aveva una capienza di oltre 25.000 posti.
La situazione economica migliorò e con essa anche le prestazioni, il Taranto disputò campionati di vertice ma senza riuscire a ottenere la sospirata promozione finché nel campionato 1968/69 dopo una partenza difficile i tarantini cominciarono una rimonta che li portò a contendere il primato alla capolista Casertana.
I campani alla fine giunsero primi con due punti sugli ionici ma durante l'estate scoppiò uno scandalo corruzione che coinvolgeva proprio la Casertana sospettata di aver comprato alcune partite. Tutta la città si mobilitò per protesta e dopo le indagini della FIGC il 6 settembre giunge il verdetto: la Casertana venne penalizzata di 6 punti per illecito sportivo. Il Taranto era promosso in B.
Dagli anni settanta al duemila
Negli anni '70 il Taranto disputò dei campionati di Serie B. Nel 1974 Michele Di Maggio lasciò, dopo aver ceduto i pezzi migliori, al nuovo presidente Giovanni Fico, che investi svariati milioni per rinforzare la squadra. Nell'autunno del 1976 comprò dal Mantova Erasmo Iacovone per 400 milioni di lire, il bomber di Capracotta (IS) debuttò il 31 ottobre 1976 a Novara e bagnò l'esordio con la rete del pareggio che fissò il punteggio sull'1-1. La prima stagione si chiuse molto positivamente per lui con un bottino di 8 reti in 28 gare, il Taranto terminò la stagione al 9º posto.
Durante il campionato di Serie B 1977-1978, la città cominciò a sognare la Serie A. La squadra infatti, sospinta dal suo centravanti Erasmo Iacovone, totalizzò nel girone di andata 20 punti. Il calciatore mise a segno 9 reti in 20 partite giocate e, grazie ai suoi gol, tutta la città incominciò a sperare nella promozione nella massima serie in quello che sembrava diventare il Campionato di serie B più memorabile della storia del Taranto. Un beffardo destino stava però per spezzare i sogni dei tifosi tarantini, il 6 febbraio 1978, Erasmo Iacovone morì a causa di un incidente stradale, gettando un'intera città nello sconforto e facendo svanire i sogni di promozione in serie A. Lo stadio fu intitolato alla memoria dell'indimenticato calciatore scomparso e di una squadra che annoverò, tra gli altri, anche un calciatore lucano come Franco Selvaggi, divenuto nel 1982 campione del mondo con la nazionale italiana al mondiale di Spagna, e che dedicherà tale vittoria al compianto compagno rossoblù. Con la morte del calciatore, la squadra perse il suo trascinatore, totalizzando nel girone di ritorno 18 punti, chiudendo il campionato a quota 38 e mancando così la promozione.
La stagione successiva fu l'ultima di Giovanni Fico presidente, dopo il sogno della promozione il Taranto tornò a lottare per la salvezza, la squadra pur con ancora ottimi elementi in squadra come Selvaggi e Gori, si salvò non senza qualche patema di troppo. Nella stagione 1979/80 Donato Carelli rilevò la società. Sevaggi e Gori andarono via mentre arrivarono Legnari, Quadri e Roccotelli. In campionato la squadra ottenne l'ennesima salvezza ma lo scandalo del calcio scommesse, scoppiato in primavera toccò anche il Taranto, a causa del coinvolgimento di alcuni tesserati. La società fu assolta in prima istanza ma il 31 luglio 1980, la Commissione di Appello Federale condannò lA.S. Taranto a 5 punti di penalizzazione da scontare nel successivo campionato. Il decennio si apri con le sirene della polizia e le manette ai calciatori, il primo grande scandalo del calcio italiano travolse squadre blasonate come Milan e Lazio ma anche "piccole" ma storiche realtà come Palermo e Taranto. Furono dieci anni di saliscendi tra la Serie B e la Serie C.