Le WTA Finals 2019 (conosciute anche come Shiseido WTA Finals Shenzhen per motivi di sponsorizzazione) sono state un torneo di tennis giocato a Shenzhen dal 27 ottobre al 3 novembre. Il torneo si è disputato al Shenzhen Bay Sports Centre. Il Masters femminile, dotato di un montepremi di 14.000.000 dollari, ha visto in campo le migliori otto giocatrici di singolare della stagione, divise in due gironi (con la formula del round robin), e le migliori otto coppie di doppio della stagione.

Qualificate Singolare RankingGiocatricePuntiTorneiData qualificazione1 Ashleigh Barty 6 476 14 9 settembre2 Karolína Plíšková 5 315 18 15 settembreinj Naomi Ōsaka 5 246 16 4 ottobre4 Simona Halep 4 962 16 2 ottobreinj Bianca Andreescu 4 942 12 2 ottobre6 Petra Kvitová 4 401 16 7 ottobre7 Belinda Bencic 4 120 24 19 ottobre8 Elina Svitolina 3 995 21 14 ottobre10 Kiki Bertens 3 870 27 29 ottobre12 Sofia Kenin 2 670 24 30 ottobre

Ashleigh Barty è la prima tennista a qualificarsi per le Finals il 9 settembre.

Ashleigh Barty apre il 2019 con la partecipazione alla Hopman Cup insieme a Matthew Ebden, non andando oltre il girone. Successivamente viene rimontata in finale da Petra Kvitová a Sydney, che trionfa per 1-6 7-5 7-6. Nello Slam di casa raggiunge i quarti di finale per la prima volta, dove viene fermata nuovamente da Kvitová, futura finalista, stavolta con un risultato più netto (1-6 4-6). Rappresenta l'Australia in Fed Cup contribuendo a eliminare le statunitensi nei quarti di finale. A Indian Wells non va oltre il quarto turno, in quanto prevale Elina Svitolina, mentre si aggiudica il suo primo Premier Mandatory in carriera a Miami imponendosi per 7-6 6-3 su Karolína Plíšková. La stagione sulla terra è determinante per Barty. In seguito ai quarti di finale a Madrid e il terzo turno a Roma si spinge fino all'atto finale del Roland Garros, dove sfida la giovane Markéta Vondroušová; si sbarazza facilmente della ceca con il punteggio 6-1 6-3, vincendo il suo primo titolo Slam in carriera. Apre la stagione sull'erba con la conquista del terzo titolo dell'anno a Birmingham, poiché estromette Julia Görges nell'atto finale. In virtù di ciò diventa la nuova numero uno del mondo, prima australiana negli ultimi quaranta anni. Prende parte a Wimbledon da grande favorita, ma è costretta a cedere ad Alison Riske nel quarto turno. Sul suolo americano esce di scena all'esordio a Toronto sconfitta da Sofia Kenin, mentre cede a Svetlana Kuznecova in semifinale a Cincinnati. Successivamente si ferma, per la seconda volta consecutiva, al quarto turno allo US Open perché estromessa da Wang Qiang. Nello swing asiatico si spinge fino alla semifinale a Wuhan, dove ha la meglio la campionessa in carica Aryna Sabalenka, per poi venire sconfitta in finale a Pechino da Naomi Ōsaka.

Karolína Plíšková si qualifica il 15 settembre come seconda tennista in graduatoria.

Karolína Plíšková vince il primo titolo dell'anno a Brisbane, riuscendo a rimontare Lesja Curenko con il punteggio 4-6 7-5 6-2. Agli Australian Open è fautrice di una clamorosa rimonta nei quarti di finale su Serena Williams: era sotto di 1-5 nel set decisivo, concludendo poi il match per 6-4 4-6 7-5. Successivamente è costretta a capitalizzare contro Naomi Ōsaka, futura campionessa. Si spinge ai quarti di finale a Dubai, estromessa da Hsieh Su-wei, nonostante un vantaggio di 5-1 nel terzo parziale. Successivamente, nei quarti di finale a Indian Wells esce sconfitta da Belinda Bencic. Nonostante ciò raggiunge la finale a Miami, dove cede ad Ashleigh Barty in due set. Apre la stagione sulla terra con la partecipazione al torneo di Stoccarda, in qualità di campionessa in carica, ma viene eliminata da Viktoryja Azaranka all'esordio. Non ha fortuna a Madrid, sconfitta al secondo turno da Kateryna Kozlova. Si rifà a Roma, dove si aggiudica il secondo titolo della stagione, riuscendo a imporsi su Johanna Konta in due comodi set. Tuttavia non riesce a confermarsi a Parigi, poiché viene fermata al terzo turno da Petra Martić. A Birmingham si scontra nel secondo turno con sua sorella gemella, Kristýna Plíšková, la quale riesce ad avere la meglio in tre set. Conquista il terzo titolo del 2019 a Eastbourne senza concedere più di quattro giochi a match per tutto il torneo. Nello Slam londinese esce di scena al quarto turno, sconfitta dalla connazionale Karolína Muchová per 13-11 nel terzo set, nonostante i due match point avuti a disposizione. In seguito si ferma ai quarti di finale a Toronto e Cincinnati, venendo rispettivamente estromessa da Bianca Andreescu, futura campionessa, e Svetlana Kuznecova, futura finalista. Nel quarto turno agli US Open affronta nuovamente la Konta; in questo caso si aggiudica nettamente il primo parziale, per poi soccombere alla britannica. Conquista il quarto titolo a Zhengzhou vendicandosi nell'ultimo atto su Petra Martić. Nonostante ciò raccoglie pochi risultati positivi a Wuhan (terzo turno) e Pechino (primo turno).

Il 2 ottobre Simona Halep e Bianca Andreescu si aggiudicano il terzo e quarto posto per il torneo di fine anno. Quest'ultima si ritirerà nel corso del torneo, permettendo così a Sofia Kenin, n°12 del mondo, di partecipare nell'ultima giornata del girone.

Simona Halep inaugura la stagione con una sconfitta all'esordio a Sydney per mano di Ashleigh Barty. In seguito, agli Australian Open, dove difendeva i punti della finale dell'anno precedente, non va oltre il quarto turno perché eliminata al set decisivo da Serena Williams. Rappresenta la Romania in Fed Cup, contribuendo alla vittoria sulla Repubblica Ceca. Raggiunge la sua prima finale dell'anno a Doha, dove è costretta a cedere in rimonta a Elise Mertens. Invece a Dubai si ferma ai quarti di finale contro Belinda Bencic, mentre a Indian Wells cede a Markéta Vondroušová nel quarto turno. Successivamente, grazie alla semifinale disputata a Miami, anche se persa contro Karolína Plíšková, risale alla seconda posizione del ranking. Sulla terra centra la finale a Madrid ma non può fare niente contro Kiki Bertens, per poi uscire di scena all'esordio a Roma nuovamente per mano della Vondroušová. Prende parte al Roland Garros in qualità di campionessa in carica, venendo surclassata a sorpresa dalla giovane Amanda Anisimova nei quarti di finale. La parte di stagione su erba è la più proficua. Nonostante Halep non si adatti bene a tale superficie esce di scena nei quarti di finale a Eastbourne per mano di Angelique Kerber, per poi vincere Wimbledon, secondo Slam in carriera, vendicandosi di Serena Williams in finale in poco meno di un'ora. La seconda parte dell'anno è povera di risultati soddisfacenti, anche a causa di un infortunio al tendine d'Achille. Quest'ultimo la costringe a ritirarsi nei quarti di finale a Toronto nel match contro Marie Bouzková, sorpresa del torneo, e alle sconfitte premature a Cincinnati (terzo turno contro Madison Keys) e allo US Open (secondo turno contro Taylor Townsend). In Asia, come l'anno precedente, non riesce a dare il meglio a causa di un secondo infortunio, stavolta alla schiena. Difatti si ritira nel terzo turno a Wuhan contro Elena Rybakina e subisce una sconfitta al secondo turno a Pechino inflittale da Ekaterina Aleksandrova.

Bianca Andreescu inizia l'anno centrando la finale ad Auckland, poi persa contro Julia Görges con il punteggio 6-2 5-7 1-6. Qualificatasi per l'Australian Open non va oltre il secondo turno, fermata da Anastasija Sevastova. Successivamente si aggiudica il primo titolo WTA 125s rimontando Jessica Pegula in finale a Newport Beach. Rappresenta il Canada in Fed Cup, contribuendo alla vittoria per 4-0 sull'Olanda. In seguito si spinge fino alla semifinale ad Acapulco, superata da Sofia Kenin. Prende parte al Premier Mandatory di Indian Wells, che a sorpresa vince imponendosi in finale su Angelique Kerber. A Miami si ritira nel quarto turno contro Anett Kontaveit, mentre salta tutta la stagione su terra e si ritira dal Roland Garros a causa di un infortunio alla spalla. Tale infortunio la tiene lontano dalle competizioni fino a Toronto. Qui continua la sua striscia di vittorie, vincendo il secondo titolo dell'anno usufruendo del ritiro di Serena Williams sul punteggio di 3-1 in favore di Bianca. In questo modo la Rogers Cup ritorna per la prima volta in patria dal 1969. Disputa un ottimo US Open, raggiungendo la finale e sfidando nuovamente Serena Williams: l'esito è ancora una volta a favore di Andreescu che si impone con il punteggio 6-3 7-5. In seguito a questo trionfo diventa la prima millennial a raggiungere tale traguardo, la prima canadese a vincere uno Slam e la tennista con il minor numero di apparizioni in uno Slam prima di vincerne uno. Dopo un periodo di pausa ritorna a Pechino, dove non va oltre i quarti di finale per mano di Naomi Ōsaka, la quale la spunta al terzo parziale, interrompendo la striscia di 17 vittorie consecutive della canadese.

Naomi Ōsaka si qualifica il 4 ottobre. Tuttavia si ritira nel corso del torneo per un infortunio alla spalla destra. Al suo posto subentra Kiki Bertens, 10ª tennista della classifica mondiale.

Naomi Ōsaka raggiunge la semifinale a Brisbane, sconfitta a sorpresa da Lesja Curenko. All'Australian Open la nipponica vince il suo secondo Slam in carriera imponendosi su Petra Kvitová e conquistando anche la vetta della classifica mondiale. Prende parte al torneo di Dubai, cedendo al secondo turno contro Kristina Mladenovic, mentre a Indian Wells e Miami viene rispettivamente sconfitta da Belinda Bencic nel quarto turno e da Hsieh Su-wei nel terzo. Nella stagione sulla terra non ottiene particolari successi: a Stoccarda è costretta a ritirarsi in semifinale per un infortunio agli addominali contro Anett Kontaveit; si spinge fino ai quarti di finale a Madrid, sconfitta ancora una volta da Belinda Bencic, e a Roma si ritira senza nemmeno scendere in campo contro Kiki Bertens; nel Roland Garros non va oltre il terzo turno, eliminata da Kateřina Siniaková. Continua il periodo avaro di successi sull'erba. Infatti, a Birmingham esce di scena nel secondo turno contro Julija Putinceva, per poi perdere nuovamente contro la kazaka a Wimbledon nel primo turno. A Toronto e Cincinnati raggiunge i quarti di finale, fermata da Serena Williams e Sofia Kenin (causa ritiro), mentre allo US Open non va oltre il quarto turno estromessa per la terza volta consecutiva dalla Bencic. Ritorna a vincere partite importanti in Asia, difatti porta a casa due tornei: Osaka, torneo di casa, battendo in finale Anastasija Pavljučenkova, e Pechino, rimontando nell'ultimo atto Ashleigh Barty.

Petra Kvitová è la sesta tennista a qualificarsi il 7 ottobre.

Petra Kvitová inizia l'anno a Brisbane con una sconfitta al secondo turno per mano di Anett Kontaveit. Si rifà a Sydney, dove si aggiudica il titolo contro la giocatrice di casa Ashleigh Barty. Lo stato di buona forma continua all'Australian Open. Infatti la ceca raggiunge la sua terza finale Slam in carriera e la prima dal 2014, perdendo poi contro Naomi Ōsaka. Si lascia sorprendere nei quarti di finale nel torneo di San Pietroburgo, poiché cede a Donna Vekić. A Dubai disputa un'altra finale, ma Belinda Bencic le impedisce di trionfare. Nei tornei di Indian Wells e Miami non va oltre il secondo turno, eliminata rispettivamente da Venus Williams e Ashleigh Barty.