Era affettuosamente soprannominato Carletto.
Biografia Sposato con Grazia, la coppia ebbe due figli.
Ritiratosi dallo sport, intraprese l'attività di imprenditore metalmeccanico fino alla prematura scomparsa avvenuta nel 1976, a trentanove anni, a seguito di un incidente stradale avvenuto a Front Canavese: la sua auto si schiantò contro una betulla e Mattrel sbatté la testa sul parabrezza; morì sul colpo, nonostante il rapido soccorso di un anestesista.
Caratteristiche tecniche Atleta longilineo, era capace di piazzarsi bene fra i pali ed era dotato di grande agilità.Il ritratto di: Carlo Mattrel Bianconerinews.com
Carriera Club
Mosse i primi passi nelle giovanili della e, nella sessione di mercato di ottobre 1956, fu mandato in prestito all', sotto la guida tecnica dell'ex capitano bianconero Carlo Parola; con la squadra marchigiana vinse il proprio girone di Serie D per poi tornare a Torino.
Giocò sette stagioni sotto la Mole, salvo una parentesi di una stagione in prestito al nel 1961-62 (34 presenze in campionato), rientrando nella trattativa che portò Roberto Anzolin a Torino. Alla Juventus vinse tre scudetti nel 1958 – quello della prima stella –, 1960 e 1961, oltreché due edizioni della Coppa Italia nel 1959 e 1960.
Durante l'annata a Palermo fece registrare la più lunga striscia di partite con reti inviolate della storia rosanero: cinque partite contro , , , e – in quest'ultima parò due calci di rigore.Agliardi a caccia di record: "Tutto merito della difesa" Repubblica.it Nella stessa stagione parò otto rigori su dieci – uno dei due subìti fu respinto ma non trattenuto, a San Siro contro l', dopo averne neutralizzato già uno.
Rientrato a Torino, venne progressivamente relegato al ruolo di riserva di Anzolin.
Nel 1965-1966 passò al , rimanendovi due stagioni, in cui, nella seconda, perse il posto da titolare a vantaggio di Adriano Reginato a causa di un problema alla schiena. Con i sardi Mattrel ebbe anche una esperienza nel campionato nordamericano, organizzato nel 1967 dalla United Soccer Association e riconosciuto dalla FIFA, in cui rossoblù giocarono nelle vesti del Chicago Mustangs, ottenendo il terzo posto nella Western Division.
Si trasferì quindi alla SPAL del presidente Paolo Mazza. A Ferrara iniziò la stagione 1967-1968 da titolare, per poi finire fuori rosa in un'annata che vide la squadra estense retrocedere in Serie B. Quindi, nel 1969, decise per il ritiro e ritornò nella sua Torino.
Oltre alle 158 presenze in Serie A, disputò anche 27 partite di Coppa Italia, 4 di Coppa dei Campioni e una di Coppa delle Coppe UEFA.
Nazionale Dopo due presenze con la nazionale giovanile e una con la nazionale B, mentre giocava con il Palermo conquistò un posto nella nazionale maggiore, esordendo nel 1962 nell'incontro premondiale -Italia (1-3).
Convocato nella lista dei 22 giocatori per la spedizione mondiale di , disputò da titolare la partita Cile-Italia 2-0, che fu anche la sua ultima in maglia azzurra, dopo aver collezionato anche 3 presenze nella nazionale giovanile, 3 nella nazionale militare e 2 nella nazionale B.
Statistiche Cronologia presenze e reti in nazionale
Palmarès Club
Juventus: 1957-1958, 1959-1960, 1960-1961
Juventus: 1958-1959, 1959-1960
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Calciatori della nazionale italiana Categoria:Morti per incidente stradale