L'idea dell'architettura universale è un trattato pubblicato a Venezia nel 1615 dall'architetto rinascimentale Vincenzo Scamozzi. Concepita in origine in dodici libri e poi ridotta a dieci, l'opera uscì incompleta con sei libri in due tomi. Conobbe un'ampia circolazione europea, con traduzioni, estratti e riduzioni che ne favorirono la fortuna soprattutto nei Paesi Bassi e nel Nord Europa tra XVII e XVIII secolo. Per questo e per l'influsso esercitato su Inigo Jones, iniziatore del palladianesimo in Inghilterra, il trattato fu uno dei veicoli della diffusione del linguaggio palladiano in Europa.

Storia editoriale La storia della pubblicazione è piuttosto travagliata: il trattato fu pubblicato a Venezia nel 1615 a spese dell'autore, presso il tipografo Giorgio Valentino. Il progetto, concepito dapprima in dodici libri e poi ridotto a dieci, rimase incompiuto: uscirono soltanto i libri I–III (Prima Parte) e VI–VIII (Seconda Parte), organizzati in due tomi.

Nel 1687 ne fu allestita una ristampa a Piazzola con l'impronta "nel Luoco delle Vergini" (Tipografia Contarini). Girolamo Albrizzi ne curò nuove edizioni veneziane nel 1694 e nel 1714; quest'ultima si presentava come "novamente stampato" e "accresciuto d'un curioso trattato del sesto ordine dell'architettura".

Nel 1838 uscì una ristampa ottocentesca a Milano presso Borroni e Scotti, curata da Stefano Ticozzi. Nel 1997 il Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio ha realizzato un'edizione anastatica in due volumi.

Contenuti

L'opera è divisa in due Parti ed è progettata in dieci libri complessivi. La Prima Parte comprende i Libri I–III e la Seconda Parte i Libri VI–VIII, come attestano i frontespizi interni e gli indici "de' Capi".

Argomenti dei libri Libro primo: origine, nobiltà e soggetto dell'architettura; qualità dell'architetto; principi e "proportioni delle forme"; avvertenze per disegnare e modellare; esempi di opere antiche, moderne e dell'autore. Libro secondo: climi e differenze delle regioni; criteri per la scelta del sito e l'assetto di città e fortificazioni in rapporto alle condizioni naturali e alla geografia. Libro terzo: regole per "fabbricar bene e lodevolmente" negli edifici privati; case antiche greche e romane; palazzi per diversi ceti e luoghi; ville e delizie con giardini, fontane e macchine idrauliche. Libro sesto: origine, numero e natura degli ordini; colonnati e archi; modanature; ornamenti di soffitti, volte, scale, porte e finestre, con tavole incise. Libro settimo: materie dell'edificare (pietre, legni, metalli, leganti) e loro qualità fisiche in rapporto all'uso architettonico, con richiami a Vitruvio. Libro ottavo: fondazioni in diversi terreni e in acqua; murature antiche e moderne; volte e tribune; ponti; sollevamento e messa in opera di grandi pesi; impalcature e coperture; strade e condotte delle acque, con disegni esplicativi.

Contributi teorici sugli ordini (Libro VI) Il Libro sesto, che apre la Seconda Parte, enuncia il principio dell'ordine nell'architettura e presenta i cinque ordini, introducendo il "modulo" e la definizione di colonna e pilastro, con le relative basi e capitelli. Il sommario include capitoli sugli "ornamenti" sopra le colonne, sui frontoni e tetti, sui piedistalli e pedamenti, nonché su intercolunni e archi, con trattazione delle porte principali e delle nicchi. La trattazione contempla inoltre richiami agli autori posteriori a Vitruvio, le regole per colonnati semplici e sovrapposti, le "proportioni" e le misure degli ornamenti, le modanature e la varietà di specie e misure degli intercolunni e delle aperture. La struttura prosegue quindi ordine per ordine (Toscano, Dorico, Ionico, Corinzio, Composito), con capitoli dedicati a origine, "modulationi", colonnati, archi, porte e proporzioni specifiche.

Accoglienza e critica

La critica ha definito l'opera come l'ultimo grande trattato d'architettura che ambisce a una trattazione universale, elogiato dai contemporanei per l'erudizione ma in seguito talora giudicato arduo e poco accessibile.

La ripresa degli studi novecenteschi e l'edizione anastatica curata dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio hanno rilanciato l'attenzione filologica e storica sull'opera e sulla sua struttura in parti e libri. Gli studi hanno ricostruito la precoce circolazione del trattato in Europa settentrionale, con copie già a Londra e ad Anversa e con un impatto particolarmente forte nei Paesi Bassi dagli anni venti del Seicento. La storiografia ha inoltre sottolineato il ruolo delle traduzioni ed estratti, in particolare la versione olandese del Libro VI (Amsterdam 1640) e quella del Libro III (1658), che orientarono la ricezione verso i capitoli sugli ordini. Per l'Inghilterra, la storiografia ha messo a fuoco i rapporti fra l'opera di Scamozzi e la formazione di Inigo Jones, analizzando l'uso dellIdea nella sua pratica progettuale e nel suo orizzonte teorico.

Influenza culturale

Nel secondo quarto del Seicento la circolazione dellIdea favorì usi progettuali in area olandese, con impieghi documentati nell'opera di Jacob van Campen e Salomon de Bray, anche attraverso canali librari e riduzioni locali del trattato. La ricezione olandese toccò tanto i dettagli degli ordini quanto schemi di facciata e talora di pianta mutuati dai trattati di Palladio e Scamozzi e adattati al lessico del classicismo locale.

In Gran Bretagna, Inigo Jones utilizzò lIdea nella propria pratica, come attestano la copia annotata e i riscontri comparativi discussi da Howard Burns. Studi recenti confermano l'attenzione di Jones al trattato anche per la messa a punto dell'ordine ionico e per la definizione gerarchica degli ordini nel Banqueting House.

La trasmissione in area anglofona e in particolare negli Stati Uniti fu mediata dal compendio in inglese The Mirror of Architecture, derivato dallIdea, che conobbe più edizioni tra tardo Seicento e primo Settecento (ad es. 1687 e 1721). Nell'Ottocento statunitense i pattern book di Asher Benjamin divennero manuali di riferimento per architetti e costruttori, contribuendo a diffondere modelli e proporzioni degli ordini classici. L'impiego del capitello ionico a volute angolate (soluzione illustrata da Scamozzi) è attestato, tra gli altri, a Drayton Hall a Charleston (Carolina del Sud), dove il museo segnala esplicitamente tale scelta tipologica nelle colonne ioniche.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Vincenzo Scamozzi Architettura rinascimentale Palladianesimo Palazzi di Vicenza Palazzi di Bergamo Palazzi di Genova Villa Villa veneta Ville palladiane

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