Una degli ultimi dissidenti sovietici attivi nella Russia moderna, vinse nel 2015 il Premio Václav Havel per i diritti umani.

Biografia Nata ad Eupatoria da Michail L'vovič Slavinskij e Valentina Afanas'evna Efimenko, professoressa di matematica presso una scuola di Mosca e autrice di diversi saggi sulla materia, nell'allora Unione Sovietica, si trasferì con la famiglia a Mosca in un condominio. Nel 1937 il padre finì sotto inchiesta per esser entrato a far parte di un'organizzazione fascista clandestina, tuttavia verrà prosciolto dalle accuse.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Ljudmila era in vacanza con la nonna a Feodosia, e ciò le costrinse a tornare a Mosca, dove lei scoprì che il padre si era arruolato nell'esercito e che lei, con buona parte degli studenti della madre, sarebbe dovuta fuggire in Kazakistan. Quando giunse la notizia che le forze dell'Asse avevano raggiunto Chimki, giurò a se stessa che se Mosca fosse caduta lei sarebbe tornata indietro per combattere. Nel 1943 fece ritorno a Mosca e tentò di arruolarsi per il fronte, tuttavia verrà mandata a lavorare alla costruzione della stazione Semënovskaja della metropolitana di Mosca. A causa del suo attivismo in difesa dei diritti umani, nel 1968 viene cacciata dal Partito Comunista e perde il lavoro.

Premi e riconoscimenti

2004 - Premio Olof Palme 2005 - Premio per persona dell'anno della Federazione delle comunità ebraiche della Russia 2007 - Ordine della Legione d'Onore francese (Ordre national de la Légion d'honneur) 2009 - Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca (Großes Verdienstkreuz der Bundesrepublik Deutschland) 2009 - Premio Sakharov per la libertà di pensiero 2012 - Ordine della Croce di Terra Mariana, 3ª classe 2015 - Premio Václav Havel per i diritti umani 2017 - Premio di stato della Federazione Russa

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