Un soldatino è una riproduzione in scala di un militare di una qualsiasi epoca e per estensione di un qualsiasi combattente anche non appartenente a un esercito regolare, comprendendo quindi cavalieri, cowboy, pellerossa, pirati e altri personaggi correlati all'uso delle armi. In realtà, i produttori di soldatini hanno spesso commercializzato anche figurini di soggetto non marziale, popolarmente, anche se erroneamente, compresi nel termine di "soldatini".
I soldatini sono un tipo di giocattolo estremamente diffuso, ma esiste anche un vasto mercato di soldatini da collezione, di qualità notevolmente superiore a quelli destinati ai bambini. I soldatini di quest'ultima categoria vengono spesso definiti figurini per distinguerli dai semplici soldatini giocattolo. Un impiego dei soldatini intermedio fra il gioco infantile e il collezionismo è il loro uso come pezzi di gioco in wargame più o meno complessi. In questo contesto i soldatini prendono anche il nome di miniatura.
I soldatini possono essere fatti di una grande varietà di materiali; quelli di produzione di massa sono stati a lungo prevalentemente in metallo (per lo più piombo, stagno o leghe), gesso, carta o materiali misti, ma oggi il materiale predominante è certamente la resina artificiale. In base alla forma si distinguono poi figurini a tutto tondo o a mezzo tondo o anche piatti (impropriamente definiti Zinnfiguren), pieni o cavi. I soldatini giocattolo sono tradizionalmente venduti in confezioni che ne comprendono un set e sono per lo più dipinti; i figurini da collezione tendono invece a essere venduti singolarmente e sono per lo più "bianchi" essendo lasciato al collezionista il piacere e l'onere di dipingerli.
Anche la scala può variare, sono stati commercializzati nel tempo soldatini di pochi millimetri di altezza, come quelli prodotti in scala H0 (1:87) in Italia dalla celebre ditta Atlantic negli anni settanta, e altri di dimensioni maggiori, fino a alcune decine di centimetri. Giocattoli più grandi di tema militare, come i pupazzi della serie G.I. Joe, spesso caratterizzati da parti snodabili, non vengono in genere classificati come soldatini ma come action figures.
Storia
La produzione dei figurini risale al più remoto passato dell'umanità, anche se non sempre è possibile associarli, almeno in modo certo, a un impiego ludico. Per esempio, i figurini prodotti dai sumeri del periodo neolitico/calcolitico (7000 - 3500 circa a.C.) avevano probabilmente scopo votivo. A Tell Halaf sono state rinvenute statuine sedute in creta di sesso femminile (presumibilmente dee-madri). In particolare, durante la civiltà Ubaid (5500 - 4000 circa a.C.) sono state prodotte statuine in creta (classica la statuina di un uomo rinvenuta a Eridu) così come durante la civiltà Uruk (4000 - 3500 circa a.C.) (classica la statuina in creta di una donna con bambino rinvenuta a Ur. Va appena menzionata, di questo periodo, l'arte dei sigilli. Nel periodo finale della civiltà Uruk, l'arte dell'intaglio dei sigilli raggiunse forme d'arte altissime: si tratta di incisioni primitive che verranno riprese dai maestri tedeschi a partire dal medioevo per la loro produzione di figurine in piombo.
La produzione di statuine proseguì anche nei periodi predinastico (3100 - 2900 circa a.C.), nel periodo protodinastico (2900 - 2400 circa a.C.: tipicamente rappresentata dalla dozzina di figure di re, sacerdoti e sacerdotesse a mani giunte, prodotte in calcare nero e ritrovate nel tempio di Abu a Tell Asmar), e nel periodo accadico (2735 - 2180 circa a.C.: tipica di questo periodo la figurina seduta in alabastro ritrovata a Mari in Siria). Insieme al miglioramento della tecnica produttiva delle statuine, destinate a essere ospitate nei templi a scopo votivo e nelle tombe dei nobili (così come in Egitto), si evolse anche l'arte della scultura di soggetti di maggiori dimensioni. Il periodo accadico viene ricordato anche per la miniaturizzazione dei sigilli. Ma, ancora una volta, non si trattava di figurini militari e quindi non di soldatini nel senso stretto del termine. L'unico esempio di tal fatta noto è il carro da guerra mesopotamico in bronzo tirato da quattro buoi e alto sei centimetri.
Contemporaneamente anche la civiltà egizia diede prova di espressioni artistiche non inferiori per finezza ed espressività. Figurine a carattere militare sono state ritrovate in molte tombe; famose a tal proposito quelle ritrovate nella tomba del principe Emsah durante gli scavi di Siout nell'Alto Egitto e ora conservati nel museo del Cairo. Si tratta di un reparto di fanteria leggera numida armata di lancia corta e uno di fanteria pesante egizia armata di lancia lunga e scudo. Le figure sono in legno dipinto e fissate in file di otto su un'unica base. Si tratta del primo esempio di vere e proprie figurine a carattere militare. Anche queste figurine avevano tuttavia scopo votivo o decorativo. Non venivano considerate giocattoli né, probabilmente, soldatini usati per simulare manovre militari. Ciò vale anche per le epoche successive. Da citare il ritrovamento in Carinzia in un tumulo sepolcrale risalente al 1000 a.C. circa di un carro da guerra; anche in questo caso non si tratta di giocattoli ma di oggetti votivi.
Il primo a far riferimento a giochi militari fu Svetonio il quale descrisse un gioco consistente in un cavallo cavo dentro cui potevano essere nascosti dei piccoli guerrieri greci. . A Roma erano diffuse figurine giocattolo ma si trattava per lo più di bambole.
Per parlare di "veri" soldatini bisogna attendere il Medioevo. Durante i frequenti pellegrinaggi del periodo intorno all'anno mille i pellegrini solevano indossare emblemi. Questi erano di vario tipo, crest (emblemi a forma di scudo), figure di santi, stemmi delle città attraversate, ecc. È verosimile che, una volta inutilizzabili, queste figurine (di solito a mezzotondo) venissero cedute ai bambini per giocarci. Il Medioevo vide la produzione di massa di questi emblemi, in oro o argento, da parte di orafi, destinati ai nobili, sia in piombo o stagno, da parte di stagnini, destinati ai meno abbienti. Nel Quattrocento si diffusero dei soldatini rappresentanti dei cavalieri da torneo, in legno o metallo, che presentavano un foro al torace attraverso il quale si facevano passare una o due corde che permettevano di far muovere il soldatino. Mettendo due soldatini uno di fronte all'altro si poteva mimare l'assalto di un torneo.
Nel XVI secolo, probabilmente come diretta conseguenza dell'uso ludico degli emblemi dei pellegrini, prodotti, come già detto, a migliaia, cominciarono a diffondersi figurine di piombo o stagno pensate fin dall'inizio e prodotte come giocattoli per bambini. La Germania viene considerata la patria di questi soldatini: nel 1578 il Consiglio di Norimberga emise un editto che autorizzava la Gilda dei Peltrai a produrre figurine di stagno/piombo da destinare come giocattoli ai bambini. Sempre di questo periodo sono i soldatini destinati ai regnanti. Classico è l'esempio dei 300 soldatini in argento, fabbricati dall'orafo tedesco Nicholas Roger, che Maria de' Medici, regina di Francia, regalò al figlio Luigi XIII, Delfino di Francia, nel 1610. Il figlio di questi, Luigi XIV il Re Sole, pare che donò un intero esercito giocattolo al Grande Delfino, Luigi, suo figlio (peraltro morto prima di lui). Pare che il Re Sole fece poi fondere questi preziosi soldatini d'argento per farne monete. Anche Enrico d'Inghilterra, principe di Galles, morto nel 1612, ebbe i suoi soldatini, così come lo Zarevic Pietro, futuro zar Pietro III (1728-1762), cui furono regalati dalla madre Caterina la Grande. Pare che Pietro ne possedesse talmente tanti da dover costruire un altro castello per contenerveli. Si trattava come già detto, di pezzi prodotti singolarmente, di metallo pregiato e, non di rado, animati. Tutte queste figurine erano probabilmente a tuttotondo (cosiddetti ronde-bosses).
In questo periodo ebbero una certa diffusione anche le figurine di carta dipinta, prodotte da artigiani non meno bravi. Si tratta però di soldatini di cui, a causa della delicatezza del materiale utilizzato, non è pervenuto nulla. L'importanza di queste figurine come giocattoli non fu comunque compresa fino all'inizio del XVIII secolo, allorché Norimberga divenne la capitale dei soldatini di piombo. In Germania, in realtà, si producevano, come già detto figurine in piombo o stagno fin dalla fine del XVII secolo. Si trattava di figure piatte, appena abbozzate, di dimensioni molto varie. Queste figure venivano (e vengono ancora oggi) definite zinnfiguren. Il termine significa letteralmente "Figurina di stagno", quindi indica ogni soldatino di stagno e, in senso lato, di metallo. Il termine corretto delle figurine piatte sarebbe, però, flachfiguren, letteralmente "figurine piatte". In realtà quando si parla oggi di zinnfiguren di solito si fa riferimento alle figure piatte di metallo. Nonostante questa approssimazione stilistico-morfologica, queste figurine erano molto popolari.
L'arte del soldatino conobbe una svolta con l'entrata in scena degli Hilpert. Johann Gottfried Hilpert (nato nel 1732 da uno stagnino), suo fratello Johann Georg e suo figlio Johann Wolfgang, venivano da una famiglia di peltrai di Coburgo e instaurarono la loro attività a Norimberga nel 1760. Da quella data, e per circa 100 anni, gli Hilpert stabilirono lo standard delle figurine di stagno portandole da giocattoli dalle forme rozze a opere d'arte sofisticate. Gli Hilpert iniziarono a produrre figurine di soggetto civile: famosi i loro pattinatori, la caccia al cinghiale, la fattoria con animali, ecc. L'opera più significativa degli Hilpert fu il set di 19 animali prodotti nel 1780, ciascuno dei quali portava inciso alla base il proprio nome scientifico in latino, tratto da Das Natursystem di Schreber, e dalla Histoire Naturelle di Georges-Louis Leclerc di Buffon. Tra questi spicca il gruppo delle scimmie, alcune delle quali ospitate al Museo nazionale germanico di Norimberga, dotate ciascuna di espressioni diverse e, talora, umoristiche. Si tratta, come tutta la produzione degli Hilpert, di vere e proprie opere d'arte, che oggi, quando messe all'asta, raggiungono cifre astronomiche. Oggi, gli Hilpert vengono considerati i veri padri delle figure piatte.
Con le campagne militari di Federico il Grande l'attenzione di pubblico e artigiani si concentrò sui soggetti militari; Hilpert iniziò così la produzione di massa di soldatini veri e propri. La prima di queste figurine militari fu proprio un ritratto di Federico il Grande alta 150 mm, oggi conservata al Museo nazionale bavarese, e firmata "J.H.,1777". Da quel momento, Hilpert iniziò a produrre soldatini dell'esercito di Federico e poi anche di altri Paesi, soprattutto Francia e Russia. Raggiunta una richiesta enorme, si verificò un proliferare di artigiani, non solo a Norimberga, ma anche ad Hannover, in Sassonia e altri stati. La Sassonia, in particolare, divenne la patria della produzione di massa, quando, verso la fine del Settecento, le miniere di stagno di Erzgebirge erano divenute le più attive in tutta la nazione. Come diretta conseguenza il lavoro, prima nelle mani del singolo artigiano, si specializzò, con distinzione tra disegnatori, incisori specializzati, e fonditori. Ancora una volta, si trattava di soggetti vari, non solo militari.