La traduzione specializzata si occupa della traduzione di tutti quei testi che non appartengono al genere letterario, ma che affrontano invece argomenti specializzati, come le scienze, la medicina, la tecnologia, l'economia o il diritto. Una delle caratteristiche che permettono di identificare una traduzione specializzata è lo scopo stesso del testo da tradurre, che nel caso di un testo specializzato corrisponde alla comunicazione di una specifica disciplina specializzata. Un'altra caratteristica è il livello di tecnicità del linguaggio utilizzato.

La traduzione specializzata richiede una conoscenza specifica di un determinato argomento, area, o settore, in quanto per la stesura di questo tipo di testi viene solitamente utilizzata una terminologia molto tecnica e settoriale, assieme a particolari convenzioni linguistiche. È infatti possibile distinguere tra Language for General Purposes (LGP), linguaggio per scopi generali, e Language for Specific Purposes (LSP), linguaggio per scopi specifici. Una LSP viene descritta come: Quella lingua utilizzata da un gruppo ristretto di esperti che si occupa di una determinata materia specializzata; Quella lingua che si serve di una terminologia specializzata per trattare quelle materie specializzate e tutto ciò che esse includono.

Una LSP è indubbiamente basata sulla LGP, ma è caratterizzata da una terminologia specifica generalmente impiegata solo per fare riferimento ad una determinata materia. Pertanto, la difficoltà per il traduttore specializzato non consiste solo nel comprendere appieno il testo di partenza, ma anche nel riuscire a riprodurre il contenuto nella lingua di arrivo con lo stesso livello di tecnicità, con la corretta terminologia e convenzioni tipiche dell'area specialistica, in modo da produrre un testo di arrivo che suoni naturale per il pubblico di destinazione.

La traduzione specializzata come professione La traduzione specializzata, intesa come professione, si occupa in generale della traduzione dei testi che non riguardano l'ambito letterario, ma quello scientifico e tecnologico, economico-finanziario, commerciale, medico, giuridico, politico e della comunicazione di massa per un compenso monetario. I traduttori possono lavorare in società di traduzione, come liberi professionisti o come traduttori interni per aziende. Secondo recenti statistiche relative all'Unione europea, la maggior parte dei traduttori liberi professionisti si occupa di traduzioni in ambito legale, mentre le società di traduzione si occupano più frequentemente è la sanità.

I traduttori specializzati tendono a lavorare in due o tre ambiti di specializzazione e fino ad un massimo di cinque, tuttavia alcuni preferiscono focalizzarsi su uno solo. Un traduttore specializzato si occupa sia di testi specializzati sia di testi divulgativi e, in generale, deve padroneggiare tutti i generi testuali degli ambiti nei quali lavora. La traduzione del testo specializzato richiede conoscenze specifiche, perciò i traduttori spesso collaborano con esperti della disciplina o del settore oppure li consultano. La comprensione di un testo è infatti fondamentale per garantire la corrispondenza di forma e contenuto tra il testo di partenza e quello di arrivo.

Ai traduttori sono richiesti la conoscenza e l'apprendimento della terminologia e delle caratteristiche morfosintattiche, lessico-semantiche, pragmatiche e culturali di entrambe le lingue. È altresì importante che abbiano un'idea chiara su chi saranno i potenziali lettori per poter adattare il testo nel modo più adeguato al pubblico di arrivo. Alcuni testi specializzati sono scritti “da esperti per altri esperti”, da esperti per studenti e “da esperti per non esperti” o da “divulgatori a un pubblico generico”, ovvero da coloro che non sono esperti del settore, ma che hanno una maggiore conoscenza nel campo rispetto ai potenziali lettori. Infine, altri testi possono essere destinati a più di una categoria di lettori. Il traduttore specializzato deve quindi tenere conto di queste variabili durante il processo traduttivo per produrre una traduzione adeguata e soddisfacente.

I traduttori di testi specializzati I traduttori di testi specializzati sono traduttori professionisti che hanno seguito uno specifico percorso formativo, spesso a livello universitario, e che vengono retribuiti per il loro lavoro di traduzione. Da 50 anni a questa parte, ai traduttori professionisti viene richiesto di sviluppare un certo numero di competenze tecniche, in particolare relative all'utilizzo di sistemi di traduzione assistita e automatica oltre che di gestione della terminologia. La traduzione specializzata è divenuta una professione praticata come lavoratori autonomi freelance oppure all'interno di aziende o di società di traduzione. È ormai diventata un'attività istituzionalizzata per la quale si adottano sempre più sistemi di controllo qualità e procedure di accreditamento. Generalmente, i traduttori, anche per motivi economici, si specializzano in uno o più campi. Traduzioni che richiedono competenze altamente specifiche, infatti, offrono di solito remunerazioni più elevate. Per tradurre in ambiti estremamente specializzati, però, è necessario conoscere a fondo l'oggetto della traduzione oltre a possedere una vasta competenza linguistica.

In alcuni casi, professionisti del settore (ad es. giuridico, medico, economico), conoscendo in modo approfondito il loro ambito, svolgono essi stessi il lavoro di traduzione oppure fungono da consulenti.

Il dibattito su chi debba tradurre testi specializzati, se professionisti del settore oppure traduttori, si è protratto a lungo: si potrebbe pensare che i professionisti del settore possano eseguire un miglior lavoro di traduzione in quanto molti testi specializzati sono scritti da esperti per esperti o operatori del settore (sia l'autore che il lettorato di riferimento sono professionisti). Tuttavia, è improbabile che un professionista del settore abbia le competenze linguistiche e traduttive necessarie, e che sia in grado di portare a termine il lavoro entro le scadenze previste. È possibile che professionisti in campi differenti (medici, ingegneri, giuristi, ecc.) si occupino occasionalmente traduzione specializzata, ma si tratta di casi isolati. Sono i traduttori professionisti ad occuparsi principalmente della traduzione di testi specializzati a tempo pieno. Nel caso della traduzione di testi giuridici, ai traduttori è richiesta una conoscenza giuridica di base, o talvolta una laurea in legge come nel caso dei cosiddetti giuristi linguisti del Consiglio dell'Unione Europea. È quindi possibile che professionisti con lauree in legge, ad esempio, diventino esperti in traduzione giuridica.

I traduttori specializzati consultano di norma un esperto nell'ambito in questione, che ricopre quindi il ruolo di consulente, in modo da individuare eventuali errori concettuali. Tuttavia, la traduzione finale viene revisionata da un traduttore senior specializzato in un campo specifico. Anche nel caso di traduzioni svolte da linguisti giuristi per il Consiglio dell'Unione Europea, la revisione del testo finale viene effettuata da traduttori.

Traduzione specializzata e formazione Storia Storicamente, la figura del traduttore non ha conosciuto un percorso di formazione chiaramente delineato. Inizialmente, i traduttori e gli interpreti erano persone con un'ottima conoscenza delle lingue che avevano avuto l'opportunità di lavorare sul campo da autodidatti o a fianco di colleghi più esperti. La Scuola medievale di Toledo in Spagna più che una scuola in quanto tale univa studiosi esperti e meno esperti che collaboravano insieme e che quindi imparavano l'uno dall'altro, senza mai ricevere però una formazione istituzionale.

I primi istituti universitari che hanno dato il via a una formazione specifica per traduttori e interpreti sono l'Università statale di Mosca (ex Istituto Maurice Thorez, 1930), l'Università Ruprecht Karl di Heidelberg (1933), l'Università di Ginevra (1941) e l'Università di Vienna (1943). Dopo la Seconda guerra mondiale crebbe la necessità di traduttori e interpreti a livello globale. Per questo motivo, altre università cominciarono a offrire corsi di specializzazione in traduzione e/o interpretazione: l'Università di Innsbruck (1945), la Università di Graz (1946), l'Università Johannes Gutenberg di Magonza (1947) e l'Università della Saarland (1948). Negli anni cinquanta seguirono due istituzioni francesi, l'École Supérieure d'Interprètes et de Traducteurs (ESIT) e l'Institut Supérieur d'Interprètes et de Traducteurs (ISIT). Nel panorama italiano, le scuole di traduzione e interpretazione più antiche e prestigiose sono la SSLMIT di Trieste (1953) e di Forlì (1989).

Negli anni sessanta nacque la Conférence internationale permanente d'instituts universitaires de traducteurs et interprètes (CIUTI) con l'obiettivo di promuovere la formazione di traduttori e interpreti di conferenza professionisti che, in conformità con le linee guida dell'associazione, fossero pronti per lavorare al termine degli studi. Attraverso le sue linee guida, La CIUTI e i suoi membri fondatori hanno esercitato una forte influenza sui curricula di traduzione in Europa e nel mondo.

La traduzione nei corsi universitari In Italia, i corsi universitari che preparano alla professione del traduttore e dell'interprete sono la Laurea Triennale in Comunicazione Interlinguistica Applicata (L-12), la Laurea Triennale in Mediazione Linguistica (L-12), la Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretazione (LM-94) e la Laurea Magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale (LM-38). Al momento, in Italia la professione del traduttore e dell'interprete non è regolata da un ordine professionale, ma ci sono varie associazioni che rappresentano un punto di riferimento per la professione. Tra queste, le più conosciute sono AITI e ANITI.

Nel settore privato, alcune società di traduzione organizzano brevi corsi a integrazione dei programmi universitari. Molti di questi corsi riguardano essenzialmente gli aspetti tecnologici della traduzione professionale e della localizzazione. Il dibattito sul grado di adeguatezza dei programmi universitari ai fini professionali è un tema particolarmente discusso nel mondo accademico e tra i datori di lavoro, con le università che difendono un approccio più a lungo termine basato sulla conoscenza e sulle competenze per prepararsi alla professione e l'industria che si concentra su una domanda più a breve termine.

Nel settore pubblico, le organizzazioni internazionali e sovranazionali come l'Unione Europea hanno un forte interesse a promuovere tendenze formative specifiche. Un esempio è lo European Master's in Translation (EMT), un progetto di collaborazione tra la Commissione europea e gli istituti di istruzione superiore che offrono programmi universitari di traduzione. Nato nel 2009, questo progetto vuole migliorare la qualità della formazione dei traduttori per sopperire alla crescente domanda di traduttori altamente qualificati che sappiano rispondere alle esigenze del nuovo mercato globale.

L'EMT ha sviluppato un quadro di competenze che un traduttore dovrebbe acquisire:

competenza linguistica e culturale: una competenza linguistica di alto livello in almeno due lingue di lavoro (livello C1 del QCER e superiori o un livello equivalente secondo sistemi di riferimento comparabili) dovrebbe essere un prerequisito per poter accedere a qualsiasi corso di laurea magistrale in traduzione che fa parte del progetto EMT. Inoltre, durante il percorso universitario, devono essere migliorate e perfezionate non solo le competenze linguistiche ma anche quelle culturali.